Nasce “La lente di Bajardi”: un'analisi severa sul mondo dell'auto

Dopo un'esperienza di oltre 40 anni nel giornalismo automotive, Vincenzo Bajardi sbarca sul web con una rubrica speciale solo per SicurAUTO

12 novembre 2012 - 16:00

E' con grande piacere che oggi entra ufficialmente in redazione Vincenzo Bajardi, “penna d'oro” del giornalismo auto, che SicurAUTO.it è riuscito a coinvolgere in esclusiva per voi amanti del web. Classe 1943, iniziò la sua carriera nella rivista “Auto”. Dopo una lunga esperienza in varie testate, divenne firma prestigiosa della pagina auto e motori del Corriere della Sport. Andato in pensione nel 2009, oggi collabora con Repubblica, Italpress e Sicilia Motori. Sino a poco tempo fa era scettico sull'importanza del web, ma noi siamo riusciti a fargli cambiare idea. Vincenzo ha capito che ormai è su internet che i consumatori si informano, scelgono e decidono. E che anche su internet si può fare del buon Giornalismo. Quello con la “G” maiuscola, che pensa solo agli interessi dei lettori.

Da oggi, quindi, Vincenzo Bajardi avrà uno spazio tutto suo proprio sulla rete. Una rubrica dal nome piuttosto eloquente: “La lente di Bajardi”. Lente esperta che ci guiderà, settimana dopo settimana, nel complicato mondo dell'auto, protagonista di un profondo cambiamento che va attentamente spiegato. Perchè ogni cambiamento comporta spesso rinunce, ma anche opportunità.

Ecco la presentazione della rubrica che Vincenzo ha scritto per voi. Se volete saperne di più su di lui, leggete qui.

Buona lettura,

Claudio Cangialosi direttore di SicurAUTO.it

Oggi l'auto, nel mondo, è sull'ottovolante. Vive, in ogni latitudine, in perfetta sintonia con l'economia del Paese. Sale nelle nicchie del lusso, ma scende a velocità inaudita nella quasi totalità dei mercati che registrano livelli molto bassi nelle vendite anche nei segmenti più piccoli, Italia compresa che dovrebbe chiudere, a fine anno, a 1,4 milioni. Per raggiungere un nuovo equilibrio fra domanda e offerta occorre battere strade diverse da quelle che hanno caratterizzato da più di 60 anni il modo di vendere l'automobile.

In questa rubrica metteremo, di volta in volta, a fuoco l'argomento di attualità, la curiosità, le strategie dei vari brand. Come il perchè sia cambiato radicalmente il comportamento del consumatore fortemente penalizzato da costi di gestione sempre più elevati (tasse, carburante, assicurazione, pedaggi autostradali), perchè le nuove generazioni snobbano la quattroruote e si dimostrano più interessate all'utilizzo che alla proprietà (il 7% si sente già pronto per l'abbandono totale dell'automobile privata, secondo una indagine di AutoScout24/Gfk su un campione di 8.800 cittadini di otto Paesi europei fra cui l'Italia), perchè oggi nella mobilità si sceglie sempre di più il treno o i voli low cost o si prende l'auto a noleggio mentre si sta dimostrando un mezzo flop il car-sharing. Nel largo consumo molti tendono a pagare solo ciò che usano e quindi l'auto dovrà adeguarsi e fare suo questo concetto. Di riflesso le reti di vendita devono rendersi conto che l'informazione rimarrà fuori dai saloni di esposizione ma dentro ai siti o ai blog. Dal concessionario si andrà solo per perfezionare l'acquisto o per conoscere le offerte. Ma il nostro raggio d'azione sarà a 360°: ci soffermeremo di volta in volta su altri argomenti: sul fatto che l'auto è sempre più figlia dei robot, dei processi di produzione lontani mille miglia dalle catene di montaggio.

Sui costruttori che si avvalgono di piattaforme, di intelaiature che utilizzano per realizzare modelli con diverse varianti di carrozzerie. Delle auto camaleonte che si pavoneggiano nei Saloni internazionali, da Detroit a Tokio. E ne focalizzeremo l'evoluzione. Prima erano gli stilisti, i carrozzieri a vestirla in modo provocante come accade nelle sfilate di moda, adesso ha preso il sopravvento l'esasperata tecnologia in particolare quella che è alla base da anni sui veicoli ibridi, elettrici, ad idrogeno e su quelli alimentati da carburanti alternativi. Su come sarà l'auto del futuro. E non devono meravigliare le ultime manovre dei costruttori che, per ridurre rischi e cercare gli utili, sono alla caccia del partner ideale per celebrare matrimoni di convenienza in modo da frenare gli stabilimenti che operano in perdita, in particolare in Europa. Alleanze strategiche per condividere i rischi e rendere meno affollati i piazzali. L'unica strada per convivere con una crisi che riduce sempre più i margini, in particolare quelli dei brand generalisti. In Europa, ad esempio, le fabbriche “condivise” coinvolgono Daimler-Renault; Toyota-Psa Peugeot- Citroen; Mitsubishi-Psa Peugeot-Citroen; Fiat-Ford, Fiat-Suzuki; Fiat-Mazda; Magna Steyr, Valmet e Volkswagen.

Insomma, l'auto non più status-symbol ma super tecnologica, sempre connessa e sicura.

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