Modena – Morti sulle strade, più 12%

L'associazione dei famigliari accusa la Prefettura e la Provincia

3 gennaio 2011 - 11:40

Un bilancio negativo – Nel 2010 sono morte 57 persone contro le 50 del 2009. I numeri, forniti dall'associazione “Famigliari vittime della strada”, preoccupano perchè interpretati come conseguenza di un calo di tensione e impegno delle autorità sul fronte della prevenzione. Su di loro punta il dito il responsabile provinciale dell'associazione Franco Piacentini. I numeri parlano di 57 persone morte nella nostra provincia, contro i 50 dello scorso anno. Per la prima volta, da otto anni a questa parte, i decessi tornano a salire. Certo, siamo lontani dai 141 morti del 2002; da allora, in concomitanza di un forte impegno a tutti i livelli, il numero è andato via via diminuendo come testimonia la tabella qui a fianco. Fino ad arrivare ai 50 del 2009, punto più basso sin qui raggiunto. Ora la brusca inversione di tendenza che – secondo Franco Piacentini – deve far riflettere tutti. Come fa rilevare l'associazione le cause principali di queste morti sono da imputare alla sistematica violazione delle norme del Codice della Strada e delle piu elementari regole di prudenza (velocità, sorpassi, precedenze, sostanze).

Situazioni sulle quali in questi anni si è sempre pensato di intervenire – E' necessario intervenire con  con campagne informative, educazione stradale nelle scuole, controlli su strada (anche con strumentazioni automatiche), tavoli per la concertazione di iniziative, miglioramento delle infrastrutture. Iniziative utili alle quali, per l'associazione, vanno affiancati interventi sulle infrastrutture: «Molto è stato fatto – spiega Piacentini – ma permangono situazioni di elevata criticità, campagne informative se ne fanno spesso, tuttavia pare ancora scarsa l'educazione stradale nelle scuole». Tutto questo però, secondo l'associazione, perde di efficacia se non è accompagnato da costanti controlli e da sinergie tra i diversi enti. E si arriva al punto dolente che oggi l'associazione, attraverso Piacentini, vuole denunciare. «Negli ultimi tempi l'attenzione al problema è in netto calo, complice la politica locale e l'introduzione di recenti normative tendenti non alla prevenzione degli incidenti, al diritto alla vita e all'integrità personale, ma all'integrità di portafogli e patenti. – spiega – Garantire la sicurezza sulle strade è una cosa seria e vuol dire prevenire il danno causato da comportamenti illeciti e questo lo si ottiene anche con certezza e coerenza nell'applicazione delle giuste sanzioni previste dalla legge nei confronti di chi trasgredisce». Tuttavia, secondo Piacentini, c'è chi sembra sottovalutare il problema.

E qui vengono chiamati in causa la Prefettura e la Provincia – La prima è accusata di avere soppresso «il tavolo unico per la sicurezza stradale costituito nel luglio 2003 dall'allora Prefetto Italia Fortunati e che aveva dato ottimi risultati. Ora il Prefetto neppure si degna di rispondere alle sollecitazioni che i familiari delle vittime gli rivolgono». Quanto alla Provincia, viene rimproverato di rifiutarsi di impiegare il proprio corpo di Polizia per arginare la problematica della sicurezza stradale. «Il corpo non è ancora stato dotato di un etilometro, di un precursore per droghe, di un misuratore di velocità, – viene spiegato – Inoltre la Provincia si rifiuta di installare e lasciar installare dispositivi di controllo della velocità su strade ad elevato tasso di mortalità. Di fronte a tutto ciò non c'è nulla di buono da aspettarsi e non ci si deve stupire se nel 2010 i morti sono cresciuti del 12%».

Fonte – gazzettadimodena.gelocal.it

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