Mary Barra e Antonella Bruno le donne manager dell'Auto

Una è da poco al timone del gruppo General Motors, l'altra guida il marchio Lancia con un tocco al femminile

23 gennaio 2014 - 15:20

Nel grande valzer dei numero uno al timone delle industrie automobilistiche non passa inosservata la svolta epocale in casa General Motors. Ad una donna è stata affidata la missione più dura e delicata. Il nuovo amministratore delegato della GM, il colosso di Detroit, si chiama Mary Barra. E' salita, alla vigilia dell'apertura del Naias di Detroit, sul palco del Russell Industriale Center, un vetusto impianto automobilistico dismesso e trasformato in centro eventi con estrema disinvoltura. Veterana dell'auto, da 33 anni alla GM, questo ingegnere di 52 anni ha alzato i veli sul Canyon, un pick up della GMC. E' lei, dunque, la prima donna al timone di un grande produttore mondiale di auto, già responsabile dello sviluppo globale dei prodotti dell'intero Gruppo. Ha preso il posto del sessantacinquenne Dan Akerson battendo la concorrenza di Steve Girsky, ex analista di Morgan Stanley e di Mark Reuss, un “car guy”, responsabile della divisione Usa.

AVVICINARE I GIOVANI NELL'ACQUISTO DI AUTO  – La Barra dovrà attuare una strategia di avvicinamento dei giovani nell'acquisto di auto sfruttando nel migliore dei modi un 2014 che si preannuncia positivo, con produzione e vendite negli Usa che dovrebbero tornare oltre i 16 milioni di vetture e il miglioramento dell'economia che consente alle famiglie di sostituire veicoli obsoleti. Una Barra che non dovrà sottovalutare l'investimento di 84 milioni di euro in 5 anni per il lancio di nuovi modelli negli Usa da parte del Gruppo Volkswagen e dello straordinario successo della Chrysler di Sergio Marchionne, brand arrivato al 45° mese consecutivo di crescita della produzione e delle vendite e dei progressi di Ford che potrebbe perdere l'anziano Alan Mulally, ex amministratore delegato di Boeing, corteggiato da Microsoft per sostituire Steve Ballmer (la famiglia Ford farà di tutto per trattenerlo per l'intero 2014). Un Mulally super dinamico che ha stretto alleanze con Microsoft per i sistemi operativi, che ha comprato start up, che snobba i saloni dell'auto per presentare le novità Ford al Ces di Las Vegas e all'Ifa di Berlino, che prende decisioni drastiche per contenere le perdite nel Vecchio Continente, che ha chiuso due fabbriche, che ha tagliato migliaia di posti di lavoro. Una Ford che ha annunciato l'arrivo di 25 prodotti entro cinque anni. E poi il record prestigioso di Mercedes, leader nel segmento del lusso, con vendite cresciute del 13% nel 2013. Il colosso tedesco ha sponsorizzato il People Mover, il trenino soprelevato che è in funzione a Detroit ed ha piazzato una enorme lettera C al Westin Cadillac. Una Barra determinata e tosta che saprà farsi valere.

BARRA HA ANNUNCIATO UNA GESTIONE D'EQUIPE – “La mia sarà una gestione d'equipe, con gli altri manager. General Motors ha chiuso il 2013 con 9,71 milioni di veicioli venduti”. Ma dovrà accontentarsi del secondo posto nella hit parade mondiale dei costruttori perchè Toyota annuncerà di aver raggiunto 9,9 milioni di unità, mentre VW ha dichiarato 9,7 milioni, compresi quelli pesanti. Una volata sul podio sul filo del rasoio.

ANCHE IN ITALIA UNA DONNA AL VERTICE IN CASA LANCIA – Il fattore B anche in Italia, ma chiaramente con altra valenza. Due mansioni ben diverse e distinte. Antonella Bruno è la responsabile del marchio Lancia per i mercati Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). E' cresciuta in Ford e poi in Fiat ha lanciato il Freemont. Ha esordito nello scorso anno nella cornice del Film Fest di Taormina, di cui il brand è sponsor principale come per gli altri appuntamenti cinematografici di Venezia e Roma. In quell'occasione ha lanciato due serie speciali della Ypsilon. In una crisi profonda di mercato dell'auto in Italia – ha detto in quell'occasione la manager – il marchio ha risentito della fine produzione della Musa e della Ypsilon a tre porte mentre il Voyager va bene e la Thema ha guadagnato nel suo segmento punti di quota”. Poi ha proseguito nella tradizione delle serie speciali Y con la versione Elefantino e con la S Momo Design. “Per me le serie speciali non sono un esercizio di stile, le gestisco come un lancio di prodotto per incrementare il target, prezzi di attacco interessanti, ricche dotazioni di serie. La Ypsilon la valuto come un prodotto glamour&fashion, concetto di moda e tendenza”. Nel nuovo piano del Lingotto, per Lancia – secondo quanto riferito da alcune testate nazionali – Ypsilon si trasformerebbe in marchio e in una famiglia di vetture, sulla falsariga di quanto sta accadendo per 500 e Panda.

STATISTICHE IN ROSA – Le donne in funzione di dirigenti sono meno del 15% nelle 500 maggiori imprese americane con un tasso di crescita dello 0,27% nel settembre 2013. Non è passata inosservata la prima guida al femminile, in 160 anni di storia, al New York Times con l'arrivo di Jill Abramson nel 2011. E poi ancora Ginni Rometty (IBM), Indra Nooyl (Pepsi). In Italia le imprese a guida femminile non superano le cinquanta unità.

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