Marchionne: la formula anti-crisi passa dalla cassa integrazione

Due anni di cassa integrazione a Melfi, ma la ristrutturazione sarà rapida assicurano dal Lingotto

16 gennaio 2013 - 11:28

Con la crisi dell'auto che stagna in Europa e in Italia (i numeri fanno paura. Fiat ha chiuso il 2012 con 400mila vetture vendute, un milione in meno dell'obiettivo fissato da Fabbrica Italia per il 2014 e 250mila in meno dal 2010). Il Lingotto deve trovare il filo di Arianna per uscire dal labirinto e operare in funzione dell'export. Un Lingotto che necessariamente deve ridistribuire i pesi dei suoi insediamenti in Italia e nel mondo. E a questo nuovo piano che bisogna guardare per capire le nuove mosse di Torino.

BASTA FABBRICHE IN AMERICA – Oggi il cuore della strategia è l'America perchè il mercato Usa dà i migliori profitti e chiede i maggiori aumenti di produzione. E il cuore di quel mercato è la fabbrica di Jefferson North a Detroit dove si produce la Grand Cherokee. Lì Marchionne ha introdotto il terzo turno di notte per far fronte alla richieste sempre in aumento e questo implica che il nuovo Suv con il marchio Maserati, che probabilmente si chiamerà Levante, potrebbe nascere a Mirafiori, dove la cassa integrazione, iniziata il 23 luglio scorso, con il coinvolgimento di 2600 dipendenti, durerà un anno e mezzo a zero ore con la sospensione della produzione di Idea e Musa. E questa è una conferma indiretta che Marchionne non costruirà nuove fabbriche oltreatlantico in modo da saturare gli stabilimenti nel Vecchio Continente. Il polo torinese (Mirafiori e Grugliasco) sarà destinato al lusso e al marchio Maserati. Il 30 gennaio le officine Maserati Grugliasco verranno ufficialemente inaugurate. La ex Bertone ritorna a vivere e produrre dopo un decennio di crisi della carrozzeria fondata da Nuccio Bertone. La Maserati Quattroporte è in produzione da un paio di mesi. In prospettiva dovrebbero rientrare a Grugliasco tutti i 1400 addetti. A Melfi rimarranno i Suv di piccole dimensioni, a Pomigliano la Panda. A Cassino potrebbero essere prodotte le Alfa ma anche alcuni modelli destinati all'esportazione.

PROGRAMMA ITALIA RIVISTO – Il programma Italia, più volte pubblicizzato va necessariamente rivisto e quello che importa oggi è che non ci sarà nessuna chiusura di stabilimenti nel nostro Paese. Fiat ha chiesto la cassa integrazione speciale per lo stabilimento di Melfi fino al 2014, non è stato specificato se a zero ore. Obiettivo, con un investimento di un miliardo di euro: la ristrutturazione degli impianti per consentire accanto alla produzione della Punto, che continuerà ad essere assemblata, la realizzazione di due nuovi modelli, la 500X, che arriverà nel terzo trimestre del 2014, un crossover compatto disponibile anche con trazione integrale e che andrà ad allargare l'offerta della famigia 500 e una mini Jeep destinata anche ai mercati esteri, che arriverà, subito dopo, nel trimestre successivo.

INVESTIMENTI CONFERMATI – “Gli investimenti a Melfi – ha puntualizzato a Detroit l'ad Fiat-Chrysler, Marchionne – sono confermati, del resto li avevamo annunciati, di recente, al presidente del Consiglio Mario Monti. Non stiamo mica giocando. Non ci saranno chiusure, stiamo razionalizzando le fabbriche italiane per adattare la produzione all'export”. Una multinazionale deve sapere distribuire i sacrifici fra i suoi dipendenti. Ecco la filosofia delle ristrutturazioni e degli investimenti firmati da Marchionne nei tempi difficili della crisi europea dell'auto. “La cassa integrazione straordinaria a Melfi – fa osservare una nota ufficiale Fiat – è necessaria perchè per potere realizzare fisicamente gli investimenti previsti per lo stabilimento Sata si dovranno effettuare importanti interventi sui fabbricati e sugli impianti. La Cig straordinaria avverrà a rotazione per garantire una presenza equilibrata tra tutti i dipendenti. L'azienda vuol far tornare a lavorare regolarmente, nel minor tempo possibile, tutti i lavoratori. Ciò potrà avvenire con l'inizio della produzione dei due modelli”.

EUROPA FERMA PER UN PO' – Marchionne è realista sui mercati: “In Europa resterà negativo e non vedo segnali di ripresa. Pertanto in Italia si dovrebbe riflettere sulle difficili decisioni prese dal Lingotto, come quella di spostare la Panda dalla Polonia a Pomigliano. I tagli di posti di lavoro effettuati a Tychy hanno protetto i lavoratori delle fabbriche italiane”. I sindacati Fim, Cisl e Uil sono con Fiat e giudicano “un fatto positivo che la cassa integrazione sia determinata dall'arrivo di nuovi investimenti e la produzione di nuovi modelli”. Il segeretario della Fiom, Landini, si dice invece “preoccupato per la riduzione dell'occupazione a Melfi”. Sempre nell'ottica di espansione, Fiat, Chrysler e Guangzhou Automobile Group (Gac Group) hanno raggiunto un accordo per ampliare la loro collaborazione per la produzione e la vendita di auto in Cina. È quanto si legge in una nota, dove si precisa che la joint venture fra le tre società “ampliera' le proprie operazioni per consentire l'individuazione nei prossimi anni di modelli del portafoglio Fiat da introdurre sul mercato cinese. Dopo Fiat il marchio successivo sarà il marchio Jeep (produzione in Cina per il solo mercato cinese)”. L'accordo è stato firmato nel quartier generale di Chrysler. “Dopo il lancio di successo del primo prodotto della nostra joint venture, la Fiat Viaggio lanciata lo scorso settembre, questo accordo è un'altra pietra miliare della nostra partnership con Fiat e Chrysler: crea le basi perché la nostra joint venute raggiunga ambiziosi obiettivi sul mercato cinese” ha dichiarato Zeng Qinghong, general manager di Gac Group.

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