Marchionne ha svelato a Detroit il piano industriale FCA

Da Alfa a Jeep, al via i nuovi investimenti: nuovi modelli e plaudono anche i sindacati italiani presenti negli Usa

6 maggio 2014 - 19:19

Dieci anni al Lingotto per l'ad Sergio Marchionne, dieci anni da incorniciare e non solo perchè sempre sbattuto nelle copertine dei più autorevoli magazine nel mondo. Ha ragione nell'aver detto che “Il 6 maggio è un grande giorno e che stiamo scrivendo un nuovo libro nell'industria dell'auto”. Quale migliore apertura del suo discorso i 200 analisti e la stampa specializzata nel presentare il nuovo piano industriale di FCA per il 2014-2018 nel quartier generale di Auburn Hills (a pochi km da Detroit) ma anche i rappresentanti sindacali italiani e americani. Una nuova vita per Fiat Chrysler Automobiles.”C'é un mondo in cui la gente non dimentica i sogni del cassetto. Ogni nuova sfida costruisce un mondo migliore. Un mondo di gente follemente appassionata a quello che fa. Benvenuti in quel mondo, in FCA” , ha detto con commozione. “FCA è fatta da trecentomila uomini e donne che mettono il loro impegno. Nel 2009 abbiamo presentato il piano del turnaround di Chrysler. Oggi capitolo completamente nuovo: è la prima volta che Fiat e Chrysler presntano il loro futuro insieme. Da oggi il logo FCA campeggia sugli edifici di tutto il mondo e in questi anni abbiamo lavorato per abbattere gli steccati nazionalistici e lavorare per un progetto comune”. E' fuor di dubbio che sia un piano coraggioso, una autentica rottura con il passato visto che Fiat e Chrysler condividono sfide e ambizioni e insieme sono il settimo costruttore al mondo.

FERRARI MANTIENE LA SUA AUTONOMIA – “Il brand del Cavallino ha mantenuto la sua autonomia in FCA e non è in vendita – ha sottolineato Marchionne – Abbiamo mantenuto il valore in questi anni. Chi pensa che la venderemo si metta il cuore in pace. Manterremo la produzione limitata a 7.000 pezzi all'anno e una redditività del 15% come più volte ha ribadito il presidente Montezemolo”.

NUOVI MODELLI E VENDITE – Tra le prime novità annunciate si segnala il target di vendite di Fiat per il brand Jeep: è di 1,9 milioni di unità, rispetto alle 732mila del 2013, quindi un aumento del 160%. Di queste, 200mila (modelli Renegade)verranno prodotte a Melfi, in Italia. Quanto al marchio Chrysler, il target di vendite al 2018 per il brand Chrysler è pari a 800mila unità, da 350mila nel 2013. Per il brand Fiat, invece, le previsioni comunicate dal responsabile Olivier Francois parlano di un passaggio da 1.500.000 vetture di oggi a 1.900.000 alla fine del piano. La maggiore crescita è prevista in Asia da 70mila 300mila unità. In America del Nord si passa da 50 a 100 mila. America Latina ed Europa restano come oggi. Quanto ai modelli, ne sono previsti otto nuovi con il marchio Fiat, da oggi al 2018, in Europa e America; la nuova Panda arriverà nel 2018. Gli altri sono la 500x (prodotta a Melfi), sul mercato a fine anno, nel 2015 una berlina compatta e un nuovo modello ancora da definire, nel 2016 una hatch compatta e una station wagon compatta e una vettura del segmento b, nel 2017 un cuv (cross utility vehicle) compatto. Quanto alle altre regioni sono previsti nove modelli per l'Asia pacifico e due per il Nordamerica: la 500x nel 2015 e un modello nuovo non precisato nel 2016.

ALFA ROMEO, SEI NOVITA' – Il marchio del Biscione prevede sei nuovi modelli tra il 2016 e 2018 più una spider nel 2018. Una delle nuove auto del Biscione è prevista a fine 2015. In tutto sono dunque otto nuovi modelli nei prossimi 5 anni. L'obiettivo di crescita: da 74 mila vendute nel 2013 a 400 mila nel 2018, con 5 miliardi di euro di investimenti. Per Maserati sono previsti due miliardi di investimenti e quattro modelli, sempre entro il 2018: Levante, Alfieri Coupé, Alfieri Cabrio e Nuova Gran Turismo verranno costruite tra Torino e Modena. Nei programmi si passa da 15 mila a 75 mila pezzi nel 2018, cinque volte di più dioggi come aveva anticipato il Ceo Wester a Ginevra. Da evidenzia che le Alfa (saranno per lo più premium)saranno costruite tutte in Italia e che “si potrebbe arrivare vicini alla saturazione dell'occupazione nel nostro Paese” ha commentato Ferdinando Uliano,responsabile auto della Fim nazionale, presenta alla convention di Detroit insieme ai vertici del sindacati che in questi anni hanno firmato gli accordi con Fiat. Assente e non invitata la delegazione della Fiom Cgil. Una strategia in grado di portare lavoro in Italia con piena soddisfazione dei sindacati.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Blocco auto Veneto 2022 e 2023

Blocco auto Veneto 2022 e 2023: le misure antismog

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni