L'industria dell'auto è malata. E nessuno pensa a ristrutturarla

Con il mercato in caduta verticale, gli operatori cercano di misurare la propensione della clientela a cambiare la macchina mediante i sondaggi online. Ma il vero problema è un altro.

6 settembre 2010 - 10:30

I dati delle immatricolazioni d'auto nuove dello scorso agosto (68.710 unità), con quasi un -20% rispetto allo stesso mese del 2009, sono i peggiori da 17 anni a questa parte. Bisogna infatti indietreggiare fino al 1993 (anno in cui si verificò una delle grandi crisi Fiat) per trovare un risultato agostano così disastroso.

La raccolta ordini non va certo meglio e Case e concessionari, forse soprattutto questi ultimi, s'interrogano su quando avrà fine il precipizio in cui s'è avvitato un mercato che ormai vede irrimediabilmente compromesso il traguardo dei 2 milioni di immatricolazioni annue.

l'Unrae (l'associazione che riunisce i concessionari delle marche estere), nel suo puntuale comunicato mensile, sottolinea laconicamente che la crisi provocherà quest'anno all'erario un mancato introito di 2 miliardi di euro. Un rimprovero, nemmeno tanto velato, per ricordare al governo che se avesse rinnovato gli incentivi alla rottamazione forse ci avrebbero guadagnato anche le casse dello Stato.

Al di là di ciò, sembra che ormai non ci siano rimedi per risollevare la situazione. Unica strada: tener duro, e vedremo chi, tra i concessionari, avrà la forza di sopravvivere alla tempesta.

Tuttavia, come si suol dire, bisogna guardare avanti. In molti modi. Per esempio, anche con i sondaggi d'opinione, quelli che le società di indagini di mercato inviano tramite internet a innumerevoli consumatori per esplorarne le abitudini d'acquisto nei settori merceologici più disparati. Ebbene, nelle ultime settimane i sondaggi in circolazione riguardano prevalentemente il mondo dell'auto.

In altre parole i sondaggisti, alla ripresa post-vacanze e ovviamente su incarico delle case automobilistiche, stanno scandagliando a più non posso il web alla ricerca di dati d'importanza cruciale: tra i membri dei vari “panel”, quanti sono propensi ad acquistare un'auto nuova? Di quale tipo?

E tra i quesiti, non ne manca mai uno che testimonia dell'urgenza con la quale le case sono alla disperata ricerca di ossigeno sotto forma di vendite, possibilmente a breve termine: quando acquisterà l'auto l'intervistato? Entro i prossimi tre mesi? Magari tra sei? Forse non prima di un anno?

In realtà di sondaggio ce ne vorrebbe un altro, rivolto alle case automobilistiche stesse e ai governi (europei) che certo non possono ignorare le precarie condizioni di salute di un'industria, quella dell'auto, vitale per l'economia di qualsiasi Paese che ce l'abbia.

E le domande per il sondaggio? Eccone due: 1) da uno a dieci, quanto siete disposti a ridimensionare la struttura produttiva per adeguare l'offerta alla domanda reale? 2) se lo siete, quando e come lo farete?

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