L'auto cinese ora guarda con interesse all'Europa

In Italia Great Wall lancerà la Voleex C20R, a Ginevra debutterà la Qoros GQ3

19 febbraio 2013 - 8:00

La Cina scopre l'Europa, i costruttori del Vecchio Continente scommettono sulla Cina che colleziona, giorno dopo giorno, risultati eccezionali. Già primo mercato mondiale con oltre 18 milioni di vendite, quest'anno, punta a raggiungere quota 20 milioni. crescita, tra il 2 e il 3%, le vendite in gennaio sono tornate a salire fino a 1.707.000 unità, rispetto alle 1.559.000 del dicembre 2012. Rispetto al gennaio 2012 c'è un salto del 45%. Le ambizioni non riguardano solo l'auto ma sopratutto la finanza. Il fondo sovrano China Investiment Co. punta ad acquisire una quota fra il 4 ed il 10% del Gruppo Daimler con un investimento che sfiorerà i 4,6 miliardi di euro. Liquidità che farebbe molto comodo alla Mercedes per rafforzare la propria posizione in Cina. Un drago che vuole irrompere a testa alta nella grande vetrina internazionale europea. Non certo con modelli “fotocopiati” da vetture Bmw, Mercedes e Fiat (il Lingotto, nel 2008, fece causa al modello Peri, nome cinese Jing Ling, spirito svelto: il tribunale di Torino sentenziò che la Peri era una Panda con il muso modificato), come si era visto negli anni scorsi al Salone di Francoforte e all'Auto Show di Detroit. Adesso le auto cinesi vogliono conquistare l'Europa, una buona opportunità per chi vuole risparmiare, ma ricordiamoci che spesso queste auto nascondono problemi di sicurezza. Tuttavia a fine 2011 Euro NCAP dimostrò come dalla Cina possono arrivare anche modelli sicuri. Pertanto acquistare sempre con attenzione.

GREAT WALL ANCHE IN ITALIA – Ed ecco irrompere anche in Italia il marchio Great Wall (Grande Muraglia), la più grande produttrice privata di auto in Cina, azienda quotata in Borsa a Shangai ed Hong Kong dal 2003 e che nell'ultimo triennio il giro d'affari ha superato annualmente l'equivalente di 3.600 miliardi di euro. Nel solo 2012 ha immatricolato più di 626.000 veicoli, 96.000 dei quali all'estero con conseguente export del 16,1% rispetto al 2011. Nel 2013 punta a 700.000 unità, destinate a raddoppiare nel 2015. La casa ha sede a Baoding non lontano da Pechino e dispone di fabbriche a Tianjin e Hubei, con un centro ricambi sito a Xushui. Oggi, con il Suv Haval, la società è leader del mercato domestico da 9 anni di seguito e con il pick up Wingle domina le vendite da 14 anni. E pensare che nel 1990 costruiva solo camion ed era in rosso perenne fino a quando il giovane Wei Jianjun decise di cimentarsi felicemente con pick up e Suv. Una azienda che dispone di 5000 tecnici impegnati in Ricerca e Sviluppo. Great Wall in primavera lancerà in Italia, attraverso uno dei tre importatori esclusivi, la bresciana Eurasia Motor Company (gli altri sono in Gran Bretagna e in Bulgaria, dove c'è anche una unità produttiva) la Voleex C20R (monovolume compatta): sarà offerta, da 70 concessionari, negli allestimenti City a partire da 11.390 euro e Dignity da 13.060 euro. Previsione di un migliaio di unità quest'anno. Motore benzina 1.497 cc, 97 cv, 160 orari, cambio manuale a 5 marce, consumo combinato di 7,3 litri x 100 km, emissioni di C02 di 168 gr/km, lunghezza di 3,890 metri. La tealistica è nata sulla base concettuale di un piccolo crossover. Design, buon rapporto allestimento/prezzo sono i punti di forza di questo monovolume compatto in attesa anche del GPL. “Puntiamo a rafforzarci anche con i prossimi arrivi – ha spiegato l'ad di Eurasia, Federico Daffi – come la versione a cabina singola del pick up Steed e l'Haval H6 che sostituirà l'Hover. L'Haval, sesta assoluta alla Dakar è un brand destinato a essere declinato in altri modelli come l'H8. L'offensiva sarà portata avanti non solo con i 4×4 ma anche con una nuova gamma”.

ORA CI PROVA ANCHE LA QOROS AUTO – Questo nuovo marchio è frutto di una joint-venture paritaria costruita 5 anni addietro fra la Chery Automobile e la holding industriale Istrael Corporation. Ha sede a Changsho, fabbrica di 150.000 unità l'anno, di cui il 10% destinate all'Europa. A Ginevra farà debuttare la GQ3 (G sta per berlina, Q per Qoros e 3 indica un modello di segmento C), motori benzina 1.2 e 1.6 turbo, vendite previste nel 2014 in Europa. Dopo la berlina seguiranno station wagon, suv, monovolume. Una GQ3 che parla bene il tedesco visto che fra i fornitori figurano Bosch, Magna-Steyr, Continental e che il capo del progetto è Gert Hildebrand, ex responsabile del design Mini.

GONOW, DONG FENG E MARTINS – In Italia c'è anche la Gonow che produce un fuoristrada lungo quasi 5 metri e largo 1,78 di nome GX6 4X4, ha un prezzo di listino che parte da 18.140 euro ed è motorizzato con un 2.0 turbodiesel da 126 cv (160 km/h e consumi di 9,1 km/l), oppure con un 2.0 sempre da 126 cv alimentato a GPL che ha prestazioni simili ma con un consumo di 6,3 km/l. Lo stesso fuoristrada è prodotto anche in versione pick up, stesssi propulsori ma prezzi inferiori, a partire da 16.090 euro. La Dong Feng Motor, produttrice leader di auto cinesi, esporterà le sue auto utilitarie sul mercato italiano. Non si conoscono ancora prezzi e prestazioni ma è probabile che il prezzo, come per la maggior parte dei prodotti cinesi, sarà il vero asso nella manica. A breve una sosia della Smart, la Bubble della Martin Motors, dovrebbe arrivare in Italia ad un prezzo di circa 11.500 euro, dotata di aria condizionata, autoradio e cerchi in lega.

LA VOLVO E' DELLA CINESE GEELY – La cinese Geely, com'è noto, ha acquistato la svedese Volvo. Geely importerà i primi modelli, una berlina (la Geely Emgrand EC7, C/D) e una compatta a due volumi. Ma la novità è che questo marchio in Italia venderà solo via web e non aprirà una rete di concessionarie.

IL GRUPPO CHERY COL LOGO DR – Il gruppo Chery collabora con l'azienda DR (marchio italiano che avrebbe dovuto rilevare l'impianto di Termini Imerese) e le auto di Chery esportate nel nostro Paese, erano vendute con il logo DR.

S'ANNULLA IL VANTAGGIO COMPETITIVO DELL'ECONOMIA – Sembra essere finito, intanto, il vantaggio competitivo dell'economia cinese fondato sulla manodopera a basso costo. Prova ne è che molte imprese che avevano delocalizzato (outsourcing) stanno riportando negli Usa e in Europa le produzioni. Ed il fenomeno dell'offshoring si è trasformato nel reshoring. Ed il concetto di Cina fabbrica del mondo è in via di ridefinizione perchè i lavoratori cinesi migliorano le loro condizioni di vita e di lavoro. Secondo due economisti del Fondo monetario internazionale, Das e N'Diaye, la Cina raggiungerà entro pochi anni il “Punto di svolta di Lewis”, il punto nel quale, in una economia, il lavoro diventa scarso al punto da provocare una crescita repentina dei salari, una compressione dei profitti delle imprese industriali, una caduta degli investimenti. Punto di svolta che dovrebbe arrivare tra il 2020 e il 2025 secondo una stima del Premio Nobel Arthur Lewis.

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