La 500e elettrica? Una promessa Fiat-Chrysler ad Obama

In Europa la tecnologia elettrica, attualmente, non trova opportunità d'acquisto. Nessuno è disposta a pagarla

10 dicembre 2012 - 15:30

L'auto elettrica rischia di far prendere la scossa a chi la costruisce, a chi non riesce a venderla, a chi la sostiene politicamente perchè ha finalità “green”. Se riuscissero a metterla in vendita anche nei supermercati, visto che negli show room la richiedono quattro gatti, marcirebbe negli scaffali, finirebbe per essere un fondo di magazzino. Sono in pochi intenzionati ad acquistarla sia per il prezzo molto elevato sia per l'insufficiente autonomia, sia per la noiosa operazione di ricarica, sia per l'assenza di colonnine nelle città. Basta dare uno sguardo alle cifre per averne una chiara conferma: nei primi sei mesi del 2012 le vendite, ad esempio in Italia, sono state 286 (106 Citroen C-Zero, 3 Fiat 500, 2 Fiat Qubo, 7 Mitsubishi i-MiEV, 40 Nissan Leaf, 80 Peugeot iOn, 18 Renault Fluence, 29 Smarth Fortwo, 1 Think City), molte delle quali affidate dalle Case costruttrici ai Comuni in comodato gratuito. Ma bisogna dare atto che il Gruppo Bmw, Toyota, Mercedes Benz, il Gruppo Volkswagen, Nissan, Renault, Psa e Mitsubishi, per ricordare alcuni costruttori, hanno raggiunto importanti progressi realizzando modelli elettrici interessanti.

LA 500e OLTREOCEANO. E IN EUROPA? – Ieri ha chiuso al pubblico l'Auto Show di Los Angeles dove non è passato inosservato il battesimo della Fiat 500e, dove la lettera e sta per elettrica. A fianco nello stand californiano c'erano la 500L Trekking, la “fashion” della Large con un look da fuoristrada e la muscolosa 500C Abarth, convertibile ad alte prestazioni). Viene da chiedersi perchè questo lancio dell'elettrica oltreoceano e non in Europa. L'ad Fiat-Chrysler, Marchionne, ha, infatti, sempre stimato zero il business delle vetture zero emission ma la 500e è figlia della promessa fatta al presidente Usa Obama (sul mercato auto sempre più green) ma ha voluto evidenziare la tecnologia avanzata del Gruppo Fiat-Chrysler. Entro otto mesi verrà commercializzata in California sempre più sensibile all'ambiente: offre prestazioni molto valide con un motore dalla potenza complessiva di 111 cv, autonomia fra 125 e 160 km, ricarica delle batterie agli ioni di litio in quattro ore mediante il modulo di bordo. “Questa 500e è il top della tecnologia attuale – ha ribadito Tim Kuniskis, responsabile di Fiat Nord America – abbinata allo stile e all'eleganza di una icona italiana”. Le modifiche aerodinamiche hanno permesso di ottimizzare l'efficienza, gli interni sono decisamente hi-tech con un comando in plancia per azionare e gestire il motore elettrico. L'equipaggiamento comprende navigatore TomTom che indica le stazioni di ricarica attrezzate più vicine e connessioni per ogni tipo di smartphone, con App dedicate per monitorare lo stato della vettura e il consumo istantaneo. Una tecnologia che il mercato americano incoraggia e finanzia in maniera sostanziosa, aiutando l'acquisto della vettura perchè il prezzo è molto salato.

PERDEREMO 14MILA DOLLARI PER VETTURA – “L'azienda italo-americana – ha commentato durante il debutto, Marchionne – perderà 14 mila dollari per ogni vettura venduta, ma lo farà per una serie di obiettivi: primo, addestrare l'organizzazione a gestire il mondo dell'elettrico, che è un mondo particolare; secondo, per soddisfare obblighi imposti dallo Stato dell California”.

TECNOLOGIA ELETTRICA? NESSUNO DISPOSTO A PAGARLA – L'analisi si è poi spostata su questioni strategiche, evidenziando come “il vero problema della tecnologia elettrica è che per il momento non trova opportunità d'acquisto. Nessuno è disposta a pagarla. Non capisco questa gioia che ruota attorno alle vetture elettriche europee. Non è giustificata. Sappiamo benissimo che per raggiungere il livello di emissioni che sono imposti sull'industria per il 2025, sia dalla parte americana che a livello europeo, dovremo forzatamente introdurre la tecnologia ibrida”. Occorre precisare che la Fiat ha investito più di due miliardi di euro negli ultimi tre anni per aggiornare la gamma e che vanta il primato in Europa per avere il più basso livello di emissioni di C02.

UN SOGNO IN FRANTUMI – Una 500e elettrica che è arrivata mentre il sogno ecologico di Barack Obama (“se vogliamo ridurre la nostra dipendenza dal petrolio dobbiamo essere capaci di produrre veicoli più rispettosi dell'ambiente”) rischia di diventare un incubo. Cinque miliardi di dollari bruciati, cinque miliardi di aiuti che dovevano creare un mercato di un milione di questo tipo di auto entro il 2015 e che ne creerà molto meno della metà. In Italia si sarebbe gridato allo scandalo.

SOLO TRA 20 ANNI UN'AUTO ELETTRICA A PREZZO CONVENIENTE – “Più ne vendo di elettriche e più perdo” aveva commentato a braccio Marchionne parlando con alcuni giornalisti al Salone di Parigi. Quindi era vincente la profezia di Rick Wagoner, uno degli ultimi presidenti di General Motors, silurato da Obama e costretto a dimettersi quando il settore auto negli Usa era al collasso: “Per avere una vettura elettrica – ci aveva confessato all'Auto Show di New York – ad un prezzo sociale molto competitivo occorrerà aspettare almeno 20 anni”.

1 commento

Bruno
18:27, 10 dicembre 2012

Marchionne è l'unico, nel panorama automotive mondiale che dice la verità (scomoda) sull'auto elettrica. Fin dai tempi del mega-finanziamento governativo che ha permesso l'acquisizione di Chrysler da parte di Fiat, era emerso che la contropartita pro-Obama fosse l'auto elettrica. Ovviamente, anche Waganer aveva visto giusto, quindi andava silurato perchè i presidenti “ambientalisti” non possono essere contraddetti. D'altra parte, anche le Case francesi hanno ricevuto grossi finanziamenti per le elettriche che nessuno vuole, Ma non mi pare che qualcuno oltralpe abbia gridato allo scandalo (o meglio, allo sperpero di denaro pubblico). Stessa cosa avverrebbe in Italia, patria mondiale degli sperperi di Stato.
Marchionne, già all'Assemblea ANFIA dello scorso anno, oltre ad annunciare l'uscita del Gruppo Fiat dall'associazione, dichiarò che per ogni 500 elettrica prodotta, la Fiat avrebbe perso 10 mila euro. Poi circa il proclama che la 500 elettrica sia al top della attuale tecnologia, è legittimo avere qualche dubbio, visto i dati sull'autonomia (valori ideali) non certo entusiasmanti nè al top.

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