Il 74% degli automobilisti italiani favorevole al tasso zero: ma non per loro…

Secondo i risultati della ricerca internazionale AXA Road Behaviour, gli italiani richiedono inoltre pene detentive severe (fino a 15 anni di reclusione) per chi guida in stato di ebbrezza.

30 luglio 2010 - 16:37

Favorevole al tasso alcolemico zero per i minori di 21 anni: così ha risposto il 74% degli italiani interpellati per la nuova edizione della ricerca internazionale AXA Road Behaviour, condotta in 10 Paesi Europei (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Repubblica d'Irlanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Svizzera) e finalizzata a rilevare abitudini di guida, comportamenti e percezioni relative alla sicurezza stradale.

Secondo i risultati della ricerca internazionale AXA Road Behaviour, gli italiani richiedono inoltre pene detentive severe (fino a 15 anni di reclusione) per chi guida in stato di ebbrezza causando incidenti fatali. Manca però una diffusa percezione del rischio connesso a questo tipo di infrazione.

Ad una prima lettura dei dati sembrerebbe che agli italiani sia tornato il lume della ragione. Altro che amanti del vino o della birra, davanti al volante oltre 7 italiani su dieci sarebbero disposti a rinunciare all'alcol… a parole.

Tuttavia noi abbiamo voluto analizzare meglio i dati, anche perchè in più di un'occasione gli italiani si sono dimostrati grandi predicatori ma pessimi “razzolatori”. Pertanto abbiamo chiesto all'ufficio stampa AXA le fasce di età del campione analizzato:

18-24: corrisponde al 7% del campione
25-34: 15%
35-44: 31%
45-54: 20%
55-64: 20%
65 o più: 7%

Quindi come si vede ben il 93% degli intervistati NON è direttamente interessato dalla nuova legge che imporra dal 13 agosto 2010 il tasso alcolemico zero durante i primi 3 anni di patente. Appare pertanto scontato che la maggior parte degli italiani abbia accolto favorevolmente la nuova norma, tanto non li riguarda!

Non siamo riusciti a sapere cosa abbia risposto quel 7% compreso nella fascia 18-24 anni ma l'esperienza ci dice che probabilmente le percentuali saranno state molto diverse. Da sempre sosteniamo che il tasso zero sia assolutamente inutile anche alla luce dei dati che abbiano analizzato in anteprima nazionale qualche tempo fa (leggi qui), dati dai quali emerge un risultato netto: chi beve spesso supera di molto i limiti di legge e non ha paura delle norme (severe) già introdotte da tempo nel codice della strada.

L'indagine, tuttavia, non si ferma solo all'alcol zero ed è qui che gli italiani cominciano a “scricchiolare” facendo emergere le loro cattive abitudini. Paragonati agli europei i nostri concittadini sono tra i più fermi nel richiedere pene detentive elevate, fino a 15 anni di reclusione, per coloro che, guidando in stato di ebbrezza, hanno causato incidenti mortali. Questa fermezza, però, non è supportata da una diffusa percezione del rischio connesso alla guida in stato psicofisico alterato da alcol. Infatti, solo il 64% degli intervistati pensa che sia pericoloso mettersi al volante dopo più di due drinks alcolici (contro il 77% media europea). Ciò che preoccupa maggiormente è che il dato è sensibilmente diminuito rispetto all'anno precedente (72% nel 2008).

Ma gli italiani sono risultati poco virtuosi anche su altre abitudini di guida: una su tutte, la guida con cellulare senza auricolare né vivavoce, considerata pericolosa solo dall'81% dei guidatori italiani rispetto all'87% degli europei. Inoltre, ben il 38% della popolazione intervistata ha ammesso di farlo almeno qualche volta, posizionando il nostro Paese in cima alla classifica (negativa) relativa a questo tipo di infrazione.

Si registra inoltre un calo nella percezione del rischio connesso alla guida senza cintura di sicurezza: solo il 76%, infatti, considera pericoloso guidare senza cintura di sicurezza, un dato molto al di sotto del tasso europeo (88%) e anche in questo caso inferiore a quello registrato nel nostro Paese nel 2008 (81%). A confermare questa mancanza di percezione del rischio, ben il 37% ammette di guidare senza cintura di sicurezza almeno in alcuni casi: una percentuale di gran lunga maggiore rispetto a quella registrata negli altri Paesi d'Europa, dove la media è del 17%.

Gli italiani, però, hanno dato prove migliori per quanto riguarda alcuni comportamenti, specialmente durante i tragitti autostradali: solo il 13%, infatti, ha infranto il codice sorpassando a destra (contro il 18% europeo), e anche per quanto riguarda il superamento dei limiti di velocità, i nostri concittadini hanno dimostrato una minore propensione al commettere questa infrazione (24% contro 32% degli altri Paesi europei).

Il tutto sempre a parole…

 

La ricerca:

L'inchiesta, è stata condotta in Belgio, Germania, Gran Bretagna, Irlanda (sia Irlanda del Nord che Repubblica d'Irlanda), Italia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Svizzera. I dati forniti da AXA sono stati raccolti ed elaborati da IPSOS. Il Sondaggio è stato condotto da IPSOS per AXA SA e ha coinvolto 800 guidatori italiani, di età superiore a 18 anni, in possesso di patente di guida, rappresentativi in termine di età, sesso e regione attraverso l'assegnazione di quote di genere. IPSOS declina qualsiasi responsabilità in termini di interpretazione, analisi e osservazioni formulate da AXA. La ricerca descrive le attitudini e i comportamenti degli automobilisti, e fornisce informazioni per sviluppare prodotti mirati e iniziative per la sicurezza stradale. In Italia, i risultati dell'AXA Road Behaviour Survey sono presentati da  AXA Assicurazioni e AXA MPS.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Gli italiani fanno meno km degli altri automobilisti in Europa

Metano auto

Metano auto: aumento del contributo gestione bombole dal 1° ottobre

Come guadagnare un reddito extra dal proprio garage