I misteri dello Start&stop

Sono numerosi i casi in cui il dispositivo start&stop non entra in funzione. Molti automobilisti non li conoscono. E non sempre i libretto di istruzione delle vetture li riportano nei dettagli

22 novembre 2010 - 6:00

Si moltiplicano le segnalazioni e le perplessità sui dispositivi start&stop che giungono alla redazione di SicurAUTO.

Un certa parte fanno capire che chi li ha sulla propria auto non riscontra reali e significativi benefici in termini di minori consumi di carburante e, quindi, di risparmio in denaro. Altri lettori manifestano invece un certo fastidio nell'uso quotidiano di una vettura che s'arresta e si riavvia continuamente. Alcuni di loro, però, segnalano che il dispositivo non funziona come dovrebbe o, almeno, non come ci si aspetterebbe che funzionasse.

Le perplessità di questi ultimi lettori sembrano suggerire che non hanno ben compreso le logiche di funzionamento del dispositivo. In realtà, in alcuni casi le lamentele possono avere qualche fondamento, perché sui libretti di uso e manutenzione di alcune vetture non sempre sono riportati tutti i motivi che possono provocare il mancato intervento dello start&stop, che può anche avere differenti modalità di funzionamento a seconda che il cambio sia manuale o automatico/robotizzato. A volte l'elenco completo delle esclusioni è disponibile solo nei manuali d'officina a disposizione dei meccanici.

I motivi che possono costringere il dispositivo a non entrare in funzione sono talvolta più numerosi di quanto il normale automobilista ritiene e alcuni sono basati su logiche non immediatamente percepibili e facilmente ricollegabili al normale uso di una vettura. Per fare un esempio, riportiamo l'elenco delle “esclusioni” di un recente modello di vettura. La ragione di questo articolo non è puntare il dito contro un certo modello o una determinata casa automobilistica, ma fornire indicazioni utili ai lettori, quindi non riveliamo di quale vettura si tratta, ma solo che su questa auto lo start&stop non agisce se:

– il motore non ha anacora raggiuto la temperatura di 40°
– la batteria è in stato di carica inferiore al 75%
– ridotta depressione nel circuito dell'impianto frenante
– rigenerazione del filto DPF in corso (dove presente)
– malfunzionamento dello stabilizzatore di tensione
– lunotto termico in funzione
– tergicristallo in funzione da più di 4 secondi alla massima velocità
– portiera lato conducente aperta o mal chiusa
– cintura di sicurezza del conducente non allacciata
– retromarcia inserita
– climatizzatore in funzione e differenza tra temperatura impostata e temperatura abitacolo maggiore di 4°
– climatizzatore in funzione in modalità “disappannamento rapido”
– malfunzionamento di sensori e sistemi (non meglio identificati)
– temperatura esterna particolarmente rigida
– inizializzazione del sistema durante il primo periodo d'uso

Come si può vedere, l'elenco è nutrito e non si può fare a meno di notare che è assai facile che durante la marcia possano verificarsi di frequente le situazioni riportate.

E se è così, sono lecite le perplessità (comprese quelle di SicurAUTO) di chi ritiene che lo start&stop sia un dispositivo pensato più per abbassare i consumi dichiarati (e quindi le emissioni inquinanti cui tali consumi sono strettamente legati) e farli così rientrare nelle normtive euro 5, che per favorire significative riduzioni di consumi ed emissioni reali.

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