Garante: sanzioni a Hyundai per la garanzia di cinque anni

Dopo Kia, l'Autorità ha sanzionato anche Hyundai per lo stesso motivo: la pubblicità della super-garanzia di cinque anni era ingannevole

4 gennaio 2012 - 8:00

Dobbiamo dire che un provvedimento sanzionatorio verso Hyundai da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato l'aspettavamo da un giorno all'altro. E infatti è arrivato l'altro ieri, 2 gennaio, con il bollettino dell'Autorità n° 50. Il provvedimento è il n° 23079, con il quale il Garante ha sanzionato la casa coreana con 50 mila euro di multa per attività contrarie al Codice del Consumo. Nella fattispecie, per aver diffuso messaggi pubblicitari che reclamizzavano la super-garanzia di cinque anni che Hyundai offre su alcuni dei suoi modelli.

LA GARANZIA CONTA, ECCOME – Insomma, è un severo giudizio che ricalca quello analogo nei confronti di Kia di poche settimane fa. In effetti le due case automobilistiche, che in realtà fanno parte dello stesso gruppo industriale, da anni hanno fatto delle super-garanzie, che offrono una copertura di durata maggiore rispetto a quella contrattuale biennale obbligatoria per legge (cinque anni Hyundai, sette anni Kia), una delle armi vincenti delle loro campagne pubblicitarie. Un argomento, quello di una garanzia più protettiva, di peso non trascurabile e quindi in grado di influenzare la clientela nella decisione finale riguardante la scelta della vettura nuova da acquistare. Proprio per questo, l'Autorità ha ritenuto ingannevoli, oltre a quelli di Kia, pure i messaggi pubblicitari pubblicati da Hyundai. E non poteva essere altrimenti.

NON TUTTO VIENE GARANTITO CINQUE ANNI – Il provvedimento contro Hyundai ha avuto origine da una segnalazione al Garante da parte di Assoutenti, una delle tante organizzazioni a tutela dei consumatori, la quale ha rilevato che in alcune inserzioni pubblicitarie diffuse tramite primarie testate nazionali veniva reclamizzata la super-garanzia Hyundai di cinque anni senza specificare che tale beneficio non si applicava a tutti i modelli della gamma del costruttore, ma solo ad alcuni, mentre per altri la garanzia era ed è esattamente quella minima di legge (due anni). Inoltre, si segnalava che la garanzia quinquennale non riguardava l'intera vettura, ma ne escludeva alcuni componenti, per esempio la batteria, per la quale la copertura era pari a due anni. Il Garante ha rilevato che tali messaggi sono stati diffusi con vari mezzi, testate nazionali e volantini, dal marzo 2010 all'agosto 2011. Cioè, per un periodo di tempo consistente.

STESSE COLPE, STESSA DIFESA – Anche le argomentazioni portate a sua difesa da Hyundai ricalcano quelle avanzate da Kia poche settimane prima. La più significativa è che Hyundai, come la casa stessa ha precisato, aveva presentato impegni atti a rimuovere i profili d'ingannevolezza contenuti nella sua comunicazione. In secondo luogo, ha dichiarato che sul suo sito internet erano chiaramente spiegati i contenuti e le limitazioni della super-garanzia, i cui limiti potevano essere anche illustrati dai concessionari ufficiali. Infine, Hyundai ha sostenuto che la natura di servizio accessorio della garanzia non è in grado di influenzare gli acquirenti di un bene durevole di prezzo rilevante come un'automobile. Insomma, gli acquirenti sarebbero troppo maturi per lasciarsi trarre in inganno dai contenuti di un pacchetto-garanzia più completo di altri. Eppure, la comunicazione di Hyundai (e anche di Kia) era fortemente focalizzata proprio sui contenuti delal super-garanzia.

GIUSTIFICAZIONI RESPINTE – L'Autorità ha ritenuto di dover respingere tutte le argomentazioni della casa. In particolare, ha sottolineato che la pubblicità enfatizzava le caratteristiche generali dell'offerta senza tuttavia lasciarne trasparire i limiti, né può essere ritenuto un argomento valido il fatto che l'acquirente possa acquisire ulteriori informazioni in un momento successivo alla percezione del messaggio, che al momento della diffusione conteneva comunque “omissioni informative”. Di conseguenza, il Garante ha ritenuto la condotta di Hyundai contraria all'art. 20 comma 2 del Codice del Consumo, per il quale una pratica commerciale è scorretta «se è contraria alla diligenza professionale ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta». L'Autorità non riscontrato nel costruttore «il normale grado di competenza ed attenzione che ragionevolmente ci si può attendere dal professionista. Questi, infatti, è un importante operatore presente da lungo tempo nel settore delle vendita di autovetture, molto conosciuto dai consumatori e dal quale è legittimo attendersi una particolare attenzione alla qualità e completezza delle informazioni veicolate nell'ambito della propria attività comunicazionale».

DISPARITÀ NELLE SANZIONI – La sanzione è stata dapprima decisa in 60 mila euro, ridotti poi a 50 mila in virtù del fatto che il bilancio 2010 di Hyundai ha presentato un passivo di 5 milioni di euro. È significativo (ma anche non molto comprensibile) che nonostante Hyundai abbia registrato nello stesso anno un giro d'affari quasi doppio di Kia (460 milioni di euro contro 255), è stata sanzionata, a fronte di irregolarità del tutto simili, per una somma inferiore: 50 mila euro contro gli 80 mila di Kia.

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