Finanziamenti auto poco trasparenti: l'Antitrust indaga sui Costruttori

Antirust indaga le Finanziarie: si "parlano" e fanno accordi per i finanziamenti delle auto. Coinvolte anche le Associazioni di categoria

16 maggio 2017 - 16:53

I margini della pura vendita di automobili si sono contratti e così Case e Dealer si stanno orientando verso le offerte di servizi: finanziamenti, coperture assicurative, leasing, piani di manutenzione, estensioni della garanzia e così via. I finanziamenti, in particolare, sono molto usati per acquisire clienti e fidelizzarli: chi acquista un'auto a rate può infatti godere di uno sconto extra (il supersconto FCA di 2000 euro rottamando anche uno scooter, per esempio, era subordinato al finanziamento). Finanziarie a go-go, quindi, ma l'Antitrust vuole vederci chiaro: queste “banche” farebbero accordi sotterranei per “allineare” le offerte commerciali.

ISTRUTTORIA APERTA Tutto parte nel 2014 quando l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riceve una segnalazione, poi integrata con altre notizie il 31 gennaio 2017, secondo la quale le principali captive banks (definizione tecnica che indica una Società finanziaria che eroga prestiti e finanziamenti per l'acquisto di prodotti venduti dall'Azienda “genitore”) attive in Italia e appartenenti a gruppi automobilistici si sarebbero scambiate informazioni sensibili ai danni dei consumatori. Le informazioni si riferivano alle condizioni sia economiche sia contrattuali da applicare ai dealer e ai clienti che acquistano, attraverso i finanziamenti stessi, i veicoli prodotti dai gruppi di appartenenza. Dopo un processo conoscitivo e di valutazione della legislazione applicabile, AGCM ha deciso di aprire un procedimento istruttorio, che deve concludersi entro il 31 luglio 2018.

I FATTI SALIENTI Entrando nel merito degli eventi che hanno messo in moto il Provvedimento 26567 partiamo dalla fine, ossia dall'idea che l'Antitrust si è fatto e che l'ha indotta ad aprire l'istruttoria. Si rileva infatti che le captive banks avrebbero “coordinato le proprie strategie commerciali al fine di sterilizzare il potenziale ruolo del finanziamento come driver concorrenziale che contribuisce alla scelta dell'automobile”.

In pratica le Finanziarie avrebbero concordato fra di loro le condizioni da applicare a dealer e consumatori in modo che non fossero troppo differenti, in quello che, essendo un “cartello”, è piuttosto lontano dalla concorrenza e si configura quindi come uno scenario potenzialmente lesivo dei diritti dei consumatori. Nell'istruttoria dell'Antitrust si legge anche che “le parti sembrerebbero aver scambiato informazioni sensibili costantemente e con regolarità attraverso la condivisione di form e di benchmarking riguardanti, tra le altre cose, il tasso base applicato ai dealer, i tassi di finanziamento, le spese a carico dei consumatori finali e i volumi. Questi scambi, intercorsi via mail, telefonate e incontri, avvenivano persino in occasione della redazione dei piani di marketing, durante i quali si programmano anche le campagne promozionali”. Se queste importantissime informazioni, al cuore delle azioni di marketing, fossero state trafugate illegalmente sarebbero nate liti giudiziarie furibonde ma, qualora le ipotesi dell'istruttoria fossero confermate, sarebbe palese uno “scambio” avvenuto nella massima tranquillità. Si tratterebbe quindi di un fatto piuttosto grave, foriero di pesanti sanzioni.

NESSUNO (O QUASI) ESCLUSO Le notizie in possesso di AGCM fanno desumere l'esistenza, quanto meno a partire dal 2003, di una sorta di coordinamento delle strategie commerciali tra Banca PSA, BMW Bank, FCA Bank, FCE Bank (del gruppo Ford), GM Financial, Mercedes FS, RCI Banque (appartiene a Renault e agisce per i marchi Renault, Dacia, Nissan e Infiniti), Toyota FS e Volkswagen Bank. Sembra poi che le informazioni sensibili abbiano iniziato a “fluire”, almeno a partire dal 2014, anche verso le associazioni nazionali Assilea e Assofin, che lo avrebbero anzi facilitato. La prima è l'Associazione Italiana Leasing, il cui compito è rappresentare le società di leasing, mentre Assofin ( Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare) riunisce i principali operatori finanziari che operano nel settore del credito alle famiglie.

Aspettiamo quindi l'evolversi della situazione, notando che in base alle Linee Guida comunitarie (l'Europa aveva già condannato gli addebiti poco trasparenti del noleggio online) relative agli accordi di cooperazione orizzontale, ossia fra aziende dello stesso settore, le azioni descritte prima configurano una intesa (leggi della multa al cartello dei ricambi Made in Japan), che è vietata dalle normative che tutelano concorrenza. Esse indicano anche pregiudizio al commercio tra Stati membri della UE e devono quindi essere valutate ai sensi dell'articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea (leggi che l'Europa ha bocciato il trucco della messa in strada).

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