Dieselgate, Mercedes sotto accusa richiama 3 milioni di auto nel mondo

Lo spettro del Dieselgate aleggia su Mercedes: dopo le perquisizioni nelle sue sedi, richiama spontaneamente 3 milioni di auto

19 luglio 2017 - 16:37

I moderni sistemi di sovralimentazione e iniezione hanno conservato (forse aumentato) le doti di sobrietà dei motori diesel coniugandole con un'erogazione piacevole e robusta ed una rotondità impensabile fino a 15 anni fa. La schiena ai medio bassi deriva da una combustione molto energica e questo purtroppo crea ossidi d'Azoto, un regalo per nulla gradito dato che un loro efficace abbattimento è piuttosto complicato. I sistemi di pulizia attuali non sembrano in grado di lavorare a tempo pieno su strada e così più di un costruttore è stato accusato di farli “riposare” un po' troppo. Le accuse riguardano anche Mercedes (leggi che Daimler si difende e dice che il suo “trucco” non è illegale), che prova a disinnescarle con un aggiornamento volontario del software che interesserà 3 milioni di veicoli.

PERQUISIZIONI E SOSPETTI Che il gruppo Daimler fosse sotto pressione era noto da tempo ma la situazione è precipitata negli ultimi mesi, quando la magistratura tedesca ha iniziato a cercare le prove di manipolazioni nelle sedi del gruppo Daimler. La mossa del potente gruppo delle luxury cars , riportata da Bloomberg, sembra quindi tesa a prevenire eventuali azioni giudiziarie con una contromossa simile a quella messa in atto da FCA, che intende modificare il diesel 3.0 nel mirino dell'EPA.

Si tratta di un altro colpo contro al buon nome dei motori diesel, solo l'ultimo di un fuoco di fila partito dopo il dieselgate che ha colpito Volkswagen quasi due anni fa.

FRA 2 FUOCHI La Casa di Stoccarda ha dichiarato ieri che estenderà un aggiornamento, già partito e previsto per 250 mila automobili e furgoni, a moltissimi altri veicoli. Se inizialmente si era parlato del richiamo di un milione di veicoli, il totale dovrebbe essersi ormai assestato a 3 milioni. Nella vicenda si è anche registrata un'iniziale posizione oltranzista di Mercedes, che parlava di difesa legale contro la stessa Autorità Federale dei Trasporti tedesca: in effetti centinaia di agenti di polizia e pubblici ministeri che cercano documenti e prove ormai da maggio. Colloqui con la KBA e con il Ministero dei Trasporti hanno poi indotto la Casa ad assumere un atteggiamento più morbido.

La situazione di Mercedes non è semplice: i motori diesel, per i loro bassi consumi, sono cruciali per la sua strategia di riduzione delle emissioni di CO2 (cosa non facile, visti le dimensioni, le cilindrate ed i pesi della sua produzione media) e non può permettersi ulteriore discredito su questa tecnologia.

AVANTI CON I DIESEL (FINO A QUANDO?) L'aria intorno ai diesel si sta facendo pesante: Parigi, Madrid, Atene e Città del Messico hanno detto che vieteranno i diesel entro il 2025 e la Germania stessa vorrebbe bandire i propulsori a scoppio entro il 2040. Le contromisure di Mercedes (leggi del patto fra Audi, BMW e MAN per salvare i diesel in Germania) prevedono un fix software, senza sostituzioni o modifiche di componenti, la cui applicazione costerà circa 220 milioni di euro alla Casa ma sarà gratuito per i clienti. Se accettato dagli Enti governativi potrebbe evitare le ingenti sanzioni pagate da Volkswagen. il direttore generale Dieter Zetsche ha dichiarato ieri: “Il dibattito pubblico sui motori diesel sta creando incertezza. Abbiamo quindi deciso misure supplementari per rassicurare i guidatori di auto diesel e rafforzare la fiducia in questa tecnologia”. In ogni caso Mercedes sembra comunque crederci ancora: se il fix riguarderà probabilmente 2 motori (uno Euro 5 e uno Euro 6), il Costruttore prevede anche il “rapido” rilascio di una famiglia di motori diesel completamente nuova, una mossa controcorrente e coraggiosa (leggi dei nuovi diesel OM 654 potenti e puliti). 

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