Contachilometri manomesso, sanzioni per 250 mila euro

Pesantissima punizione per due autosaloni fiorentini che hanno acquistato e rivenduto auto usate dopo averle alleggerite di una parte dei chilometri p

22 gennaio 2011 - 6:00

Questa volta il Garante non ha avuto davvero la mano leggera contro i taroccatori di contachilometri. Con il provvedimento n° 21957 del 22 dicembre 2009 (riportato sul suo bollettino n° 51 del 17 gennaio scorso), l'Autorità che tutela la concorrenza e il mercato ha infatti punito con sanzioni complessive per ben 250 mila euro due distinti autosaloni (la cui attività sembra però riconducibile a un unico gruppo di imprenditori appartenenti a uno stesso nucleo familiare) che si sono resi responsabili di aver alterato gli strumenti di decine di vetture usate.

VERI AFFARI – Le indagini della Polizia (compartimento “Toscana”) e della Guardia di Finanza sulle quali s'è basato il provvedimento del Garante hanno accertato che le due aziende, la Autobrand e la Autosab AR di Firenze, nel periodo che va almeno dal febbraio 2008 al luglio 2009 hanno sistematicamente predisposto la manomissione del quadro strumenti di numerose vetture usate servendosi dell'opera e delle tecnologie di un'altra società dal nome certamente emblematico (“Casa del Contachilometri”), rivendendole poi come veri affari dal prezzo conveniente proprio in virtù della loro bassa percorrenza. Presso la sede di quest'ultima azienda gli inquirenti hanno rinvenuto apparecchiature idonee a intervenire sulla strumentazione di quasiasi auto, manuali con le istruzioni dettagliate per la specifica alterazione dei loro contachilometri e fatture comprovanti i “lavoretti” già eseguiti.

LE PROVE – Clamorose e inequivocabili le modalità della contraffazione delle vetture. Una di esse, un'Audi A4 importata da un Paese estero, prima della nazionalizzazione in Italia è stata rinvenuta presso la Casa del Contachilometri, il cui titolare ha ammesso di averne ridotto la percorrenza da 12 mila a 4.500 chilometri su specifico incarico di una delle due aziende, la Autosab. La vettura era stata poi successivamente venduta per 39 mila euro a un acquirente il quale, successivamente all'avvio delle indagini, ha dichiarato di essere stato contattato da uno dei titolari dell'autosalone, che gli ha proposto la restituzione di 4.500 euro e anche la fornitura di un treno di pneumatici nuovi a patto che dichiarasse di essere già a conoscenza, al momento dell'acquisto, del fatto che la vettura aveva più chilometri di quelli dichiarati. È significativo rilevare che la vettura era stata acquistata dalla Autosab per 30 mila euro e quindi, anche considerando i 4.500 euro eventualmente restituiti e le gomme in regalo, dalla sua cessione il venditore avrebbe comunque ricavato un margine cospicuo. Un'altra vettura, una Saab 9.3 venduta dall'Autosab nel maggio 2008 con 96 mila km dichiarati, ne aveva in realtà circa 140 mila effettivi già sei mesi prima. Proseguendo con gli esempi, una Land Rover che era stata acquistata dalla Autosab nel luglio 2007 con 200 mila km era stata da quest'ultima rivenduta nell'agosto 2008 con 98.500 km.

E LA SICUREZZA? – Le due aziende hanno potuto ovviamente presentare le loro giustificazioni, che però sono risultate del tutto inconsistenti. Per esempio, i loro azionisti hanno tentato di avvalorare la tesi secondo la quale tra le due società non c'è alcun collegamento, una circostanza facilmente “smontata” dalla documentazione raccolta dagli inquirenti. Inoltre, hanno affermato che molte vetture rinvenute alterate non erano destinate alla rivendita, ma solo all'uso da parte dei dipendenti o, addirittura (sic), alla demolizione. È molto interessante notare che, oltre ai comportamenti illeciti e ingannevoli che contrastano con quanto stabilisce il “Codice del Consumo”, il Garante ha contestato alle due aziende anche le implicazioni del loro operato riguardanti la sicurezza di chi ha acquistato le vetture manomesse: la percorrenza alterata, ingannando gli acquirenti riguardo a quella reale, ha generato in loro un'errata percezione dello stato delle vetture e dunque degli interventi di manutenzione necessari a mantenerle efficienti e sicure. L'Autorità ha dunque sanzionato la Autobrand per 160 mila euro, ridotti poi a 150 mila perché la società ha presentato un bilancio in perdita. Nessuno sconto per la Autosab, che invece ha i conti in utile e che quindi dovrà pagare l'intera stazione, stabilita in 100 mila euro.

PRATICA DIFFUSA – Dobbiamo rilevare, non senza soddisfazione, che negli ultimi tempi l'Autorità garante è più volte intervenuta con energia contro l'odiosa abitudine di manomettere i contachilometri delle vetture, un comportamento gravemente lesivo dei diritti dei consumatori che in Italia, purtroppo, è ancora assai diffuso nonostante questo e altri provvedimenti dei quali SicurAUTO ha riferito in passato (vedere qui e qui) abbiano ormai ampiamente dimostrato che tale pratica possa risultare assai pericolosa per l'immagine (ma anche per gli introiti) dei commercianti d'auto disonesti.

1 commento

Dino
17:21, 3 marzo 2011

Buongiorno,
Ho letto con attenzione il suo articolo, ora mi chiedevo:
é lecito chiedere un rimborso in un caso simile?
A chi si deve fare denuncia, e quali sono i tempi per avere riconosciuto il danno?
esiste una procedura da seguire se si scopre che la propria auto ha avuto tale trattamento?
é meglio riconsegnare l'auto od avere un indennizzo in denaro a coprire il tutto?
Dino

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