Concessionari in crisi: occhi aperti a settembre per evitare truffe

Poche immatricolazioni con molte km zero. Il mercato non dà segni di ripresa e dopo le vacanze molte concessionarie potrebbero non riaprire. Qualche c

18 agosto 2010 - 11:34


Poche immatricolazioni con molte km zero. Il mercato non dà segni di ripresa e dopo le vacanze molte concessionarie potrebbero non riaprire. Qualche consiglio per evitare acquisti a rischio.

Forse sotto l'ombrellone, o sulle alte vette, bisognerebbe pensare solo a rilassarsi, rimandando i crucci al dopo-vacanze. Ma leggendo tra le righe degli ultimi dati provenienti dal mercato dell'auto, qualche pensiero funesto può venire. Vediamo.

Il primo semestre 2010 si è chiuso in Italia con un +2,9% di immatricolazioni di vetture nuove rispetto allo stesso periodo del 2009. Un dato che dipinge un quadro assai più roseo di quel che è, poiché include un primo trimestre “drogato” dalla coda dell'effetto incentivi. Luglio ha registrato appena 152.752 esemplari (-26% su luglio 2009), un risultato che definisce assai meglio il vero trend attuale.

Ma il dato che lascia sgomenti è che ben il 35% di queste 152.752 auto è stato targato negli ultimi tre giorni del mese e la corsa all'immatricolazione dell'ultima ora nasconde, ovviamente, una valanga di km zero, cioè quelle vetture (poche) che un tempo venivano targate per smaltire l'eccedenza di modelli al termine della carriera o da troppo tempo in stock e che oggi (moltissime) sono invece un espediente che permette a molte case di dimostrare che per loro le cose non vanno poi tanto male mentre in realtà vanno malissimo.

Insomma, la parola d'ordine è targare e ancora targare, a qualsiasi costo, per difendere quote di mercato che ormai sono solo fumo negli occhi.

La verità è che, pur considerando che non tutto quel 35% è fatto di km zero, non è difficile calcolare con buona approssimazione che a luglio le immatricolazioni dovute a vendite reali non sono andate molto oltre le 100 mila unità. Cioè, un consuntivo molto preoccupante.

Morale: sarà per l'assenza degli incentivi statali, per la crisi economica che svuota le tasche delle famiglie, per i consumatori che ritengono l'auto un po' meno indispensabile, o forse per colpa di Belzebù, ma ormai è certo che il mercato si sta avvitando su se stesso e che si dibatte ormai in una crisi che sa tanto di strutturale. Ma la realtà più drammatica, quello che meno si vede perché c'entra poco o nulla con i numeri delle immatricolazioni, è che da tempo la redditività media delle reti di vendita è ormai ampiamente sotto il livello di guardia, e anche di sopravvivenza.

Non è difficile capire che se non cambia qualcosa presto (e non si vede perché dovrebbe cambiare) assisteremo a breve alla scomparsa di un numero di concessionarie come mai s'è visto prima d'ora. E poiché per chiudere un'azienda giunta alla frutta non c'è periodo migliore di quando il mondo va in vacanza, è possibile che alla ripresa settembrina potrebbero essere parecchie le concessionarie non riapriranno più i battenti.

Se così sarà, assisteremo, più che in passato, alla solita sbigottita costernazione di chi ha acquistato un'auto, versato l'anticipo e magari firmato (incautamente) il contratto di finanziamento per poi ritrovarsi davanti alle saracinesche del venditore, desolatamente abbassate, senza auto, senza soldi e con le rate da pagare.

Brutto affare, anche perché spesso il maltolto non torna più indietro e per riaverlo bisogna affidarsi ai tribunali, con ridotte possibilità di successo.

Meglio la difesa preventiva. Quindi, a settembre, chi l'auto deve ancora comprarla farà bene ad adottare tutte le precauzioni per non restare con il classico pugno di mosche in mano. Ossia, poco anticipo (non oltre il 10% e possibilmente anche meno), niente saldo e niente affidamento dell'usato in permuta prima di vedere con i propri occhi l'auto ordinata, averne controllato il numero di telaio e aver ottenuto dal venditore un documento di “messa a diposizione del veicolo” che confermi la sua volontà di consegnarlo davvero e in quale data. E, infine, occorre un bel “no” deciso a qualsiasi richiesta di firmare contratti di finanziamento in bianco già al momento dell'acquisto o poco dopo.

Cautele eccessive e previsioni troppo catastrofiche? Forse. Ma poiché un brutto vento che sa di disastro soffia impetuoso sui piazzali di parecchi concessionarie, è meglio difendersi prima che piangere dopo.

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