Carburanti, potranno aumentare solo una volta alla settimana

Il tavolo col Governo sui prezzi del carburante ha raggiunto un primo risultato: aumenti solo una volta alla settimana. Una commissione dovrà monitorare l'andamento dei listini

22 aprile 2010 - 7:45

Raddoppiare gli impianti fai da te ed adottare prezzi settimanali – arrotondati al centesimo e non più al millesimo – non aumentabili per sette giorni. Il tutto con l'obiettivo di azzerare entro tre anni la differenza tra prezzi italiani e media europea.

E' con questo traguardo che governo, compagnie, gestori e consumatori hanno siglato il protocollo per la riforma della rete di distribuzione dei carburanti. Un protocollo “di lavoro”, perché molte sono le misure da attuare, con provvedimenti legislativi e amministrativi, e molti gli impegni presi, da verificare a breve e a lungo termine.

“Vogliamo fare dell'Italia un Paese europeo, anche sulla benzina”, ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia. Lo stacco tra Italia e Ue nei prezzi di verde e gasolio resta infatti tra i 3 e i 4 centesimi di euro. Una differenza che il governo punta ad annullare con obiettivi realizzabili nell'arco di massimo tre anni.

La prima novità sarà dunque quella dei prezzi settimanali. Il prezzo potrà essere diminuito ogni volta che le compagnie lo riterranno opportuno, ma aumentato una sola volta ogni sette giorni. Il prezzo settimanale, ha sottolineato Saglia, diventerà così una sorta di “prezzo massimo”, volto a calmierare gli aumenti ma anche a garantire una maggiore trasparenza e confrontabilità.

Per monitorare l'andamento dei listini sarà inoltre istituita un'apposita commissione per verificare se esista o meno la cosiddetta 'doppia velocita''. Secondo punto fondamentale, attuabile a stretto giro, è l'aumento dei distributori fai da te. Il governo stima che sia fattibile un raddoppio, dall'attuale 40% degli impianti all'80% entro un anno, con 14.000-15.000 pompe.

Obiettivo più a lungo termine è invece quello di ridurre il numero di impianti, dagli attuali 24.000 a 15.000-16.000 in tutto. I gestori che dovranno chiudere verranno risarciti con risorse attinte dal fondo indennizzi, alimentato presso il ministero con lo stesso meccanismo della cassa integrazione. Argomenti di discussione con le Regioni saranno infine la possibilità di tenere gli impianti aperti più a lungo e quella di vendere prodotti non-oil nei distributori, a partire da giochi e lotterie.

Fin qui il protocollo, anche se non è del tutto archiviata, secondo Saglia, l'ipotesi della sterilizzazione dell'Iva, che dovrà però essere sottoposta al vaglio del Tesoro. L'Iva sulla benzina crea “degli extraprofitti preziosi per l'erario, ma che rischiano di sembrare un'attività speculativa dello Stato. Per questo – ha detto – credo che dovremmo aprire una discussione con il ministero dell'Economia”.

Di fronte alle novità annunciate le reazioni sono stat tutt'altro che unanimi. Il mondo dei consumatori si è spaccato tra chi, come Federconsumatori e Adiconsum (presenti al tavolo), si dice soddisfatto e chi, come il Codacons, ritiene le misure insufficienti e annuncia il ricorso al Tar. Anche tra i gestori i pareri non coincidono. La Faib promuove sostanzialmente l'intesa, così come la Figisc, che invita però a salvaguardare anche il servito accanto ai self service. La Fegica boccia invece totalmente l'accordo: “Il tavolo del petrolio ha partorito il classico topolino”, denuncia l'associazione della Cisl, secondo la quale governo e petrolieri hanno “affossato la riforma”.

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