Bmw e Toyota investono sulla mobilità sostenibile

L'elettrica i nasce nella fabbrica del futuro a Lipsia. Per l'idrogeno appuntamento al 2017

7 ottobre 2013 - 11:00

“Siamo ai blocchi di partenza di una nuova epoca, quella della mobilità sostenibile” – ha detto di recente al Salone di Francoforte il Presidente del Consiglio di Amministrazione di BMW AG, Norbert Reithofer. Akio Toyoda, Presidente di TMC ha affermato: “È trascorso appena un anno da quando abbiamo firmato il memorandum d'intesa sulla collaborazione e la nostra relazione si rafforza ogni giorno che passa; avvertiamo che stiamo facendo progressi irreversibili. Terremo nella dovuta considerazione il know-how frutto della collaborazione e ci impegneremo insieme per raggiungere l'obiettivo comune di costruire automobili sempre migliori”.

L'INNOVAZIONE PORTA AL CAMBIAMENTO  – ribadisce Reithofer, Ceo Bmw – e le innovazioni veramente rivoluzionarie possono anche trasformare la società. Dietro ad esse ci sono una grande idea e un forte desiderio di creare qualcosa di migliore per il domani. Grandi cambiamenti iniziano da piccole cose. Guardando indietro nella storia, possiamo trovare molti esempi di questo fenomeno. La BMW i3 segna l'inizio di una nuova era di mobilità. Guardando in prospettiva, considerate il telefonino che è nelle vostre tasche. Avevamo oltre cento anni di telefoni fissi. Poi è arrivato il telefono mobile che ha completamente cambiato il modo in cui interagiamo con il nostro mondo. Il telefonino ha aperto la strada ad attività che nessuno avrebbe pensato possibili. L'industria automobilistica ha aspettato ben oltre un secolo per la sua rivoluzione. Oggi l'attesa è finita. Quello che il telefonino ha fatto per le comunicazioni, la mobilità elettrica lo farà per la mobilità individuale. Per quanto riguarda BMW i, non ci sono obiettivi di vendita fissati. Questa sarà una maratona e non una gara sui 100 metri. Il processo sarà lungo, ma la strada è tracciata”.

NELLA FABBRICA DEL FUTURO A LIPSIA – Le nuove auto super ecologiche del marchio tedesco nascono nella fabbrica di Lipsia, realizzata da Zaha Hadid, che in Italia ha progettato il Maxxi. Non passano inosservati i quattro impianti eloici della potenza di 2,5 megawatt l'uno con torri alte 150 m che a breve inizieranno a produrre tutta l'energia necessaria alla realizzazione della Bmw i3 e i8. Questi modelli targati “i” sono prodotte non solo con energia verde ma anche consumando la metà dell'energia normalmente impiegata per fabbricare le altre auto e il 70% in meno di acqua. Le linee di produzione utilizzano una tecnologia che consente di ridurre di circa dieci volte i tempi di lavorazione normalmente necessari per un componente in carbonio. Si arriverà presto al di sotto dei 10' per l'intero processo. I componenti in fibra di carbonio vengono incollati uno all'altro per realizzare la struttura dell'abitacolo della i3. Il solo avvio della produzione ha richiesto un investimento di 600 milioni di euro e la creazione di 1500 posti di lavoro.

LA POLITICA PER LA LINEA ZERO EMISSIONI – Sulla politica dei modelli elettrici ne abbiamo parlato con Roberto Olivi, Relazioni Istituzionali e Comunicazione Corporate Communications Manager di Bmw Group Italia. “La i3 rappresenta qualcosa di più di un passo dell'evoluzione: è un grande salto in avanti. Abbiamo attaccato la spina con questa citycar elettrica che si è esibita anche nella pista di 280 metri allestita all'interno dello stand Bmw a Francoforte. Potenza di 170 cv. A richiesta, un motore endotermico bicilindrico fa aumentare l'autonomia fino a 300 km. in vendita da ottobre, prezzi da 36.200 euro.” “Il decennio in corso – ha detto Norbert Reithofer, numero uno del Gruppo Bmw – non potrà ancora essere quello delle auto elettriche: entro il 2020 solo una percentuale compresa fra il 2 e il 3% dell'intero mercato mondiale sarà a zero emissioni. Mentre le ibride avranno raggiunto il 12% delle vendite globali”. Come conquistare gli acquirenti? “Li sosterremo con una serie completa di offerte di servizi premium – ha ancora precisato Roberto Olivi – Quest'approccio, “360 gradi elettrico”, renderà la guida molto piacevole. Nell'abitacolo abbiamo creato un'atmosfera da salotto. Abbiamo attaccato la spina con la citycar elettrica i3 che si è esibita anche nella pista di 280 metri allestita all'interno dello stand Bmw a Francoforte. Potenza di 170 cv. A richiesta, un motore endotermico bicilindrico fa aumentare l'autonomia fino a 300 km. in vendita da ottobre, prezzi da 36.200 euro.”

IL DECENNIO IN CORSO NON POTRA' ESSERE ELETTRICO – “Il decennio in corso – ha detto Norbert Reithofer, numero uno del Gruppo Bmw – non potrà ancora essere quello delle auto elettriche: entro il 2020 solo una percentuale compresa fra il 2 e il 3% dell'intero mercato mondiale sarà a zero emissioni. Mentre le ibride avranno raggiunto il 12% delle vendite globali”. Presentata anche una i8, supercar ibrida plug-in capace di combinare il dinamismo di una sportiva ad alte prestazioni con i valori di consumo e di emissioni di una compatta.

PARTNERSHIP BMW-TOYOTA – “E' stata siglata con un memorandum d'intesa nel giugno 2012. E' a lungo termine con un accordo vincolante che prevede la collaborazione sul lungo periodo tra le due aziende per lo sviluppo congiunto di un sistema di celle a combustibile, ma anche di un concept e di componenti per un veicolo sportivo, nonché la ricerca e lo sviluppo di tecnologie leggere. Inoltre hanno sottoscritto un accordo vincolante per avviare la ricerca congiunta sulle batterie al litio-aria, lo step successivo alle batterie al litio”.

LE BATTERIE SONO TROPPO CARE – Tutto ruota attorno alle batterie al litio nel panorama delle Case che scommettono sulle auto elettriche. Il costo rimane stabile sui 400 euro al chilowattora (significa che il pacco batterie da 17,6 chilowattora, ad esempio di una smart elettrica, costa oltre 7.100 euro). Il costo dei materiali impiegati per produrre le batterie pesa per il 59% sul costo finale. Per il litio c'è un regime di oligopolio. Occorrerebbe sviluppare la filiera del riciclo. Così come il cobalto, utilizzato all'interno delle batterie ha prezzi di 39.500 dollari alla tonnellata. Entro il 2015 si potrebbe arrivare a 200 euo per chilowattora. Le attuali batterie non riescono ad offrire più di 150 wattora per ogni kg contro i 1.200 wattora della benzina. Molti esperti guardano a due tipologie di sistemi al litio alternativi: le litio-zolfo e le litio-aria in grado di assicurare un'energia specifica quattro volte superiore a quella attuale con una autonomia che potrebbe sfiorare i 290 km.

ENTRERA' IN SCENA ANCHE L'IDROGENO MA NEL 2017 – “Le aziende sono convinte che la tecnologia delle celle a combustibile sia una delle soluzioni necessarie per raggiungere le emissioni zero. Bmw Group e Toyota condivideranno le proprie tecnologie e realizzeranno congiuntamente un mainframe per veicoli a celle a combustibile, comprendente non solo una pila di celle a combustibile, ma anche un serbatoio per idrogeno, motore e batteria il cui completamento è previsto per il 2020. Ed ancora collaboreranno allo sviluppo di standard per l'infrastruttura a idrogeno, necessaria per la diffusione dei veicoli a celle a combustibile. Si lavora anche su batterie al litio-aria con una densità energetica notevolmente superiore a quella delle attuali batterie agli ioni di litio. Per quanto riguarda le auto a idrogeno, al momento non è prevista una nuova generazione di auto a idrogeno, ma prosegue la sperimentazione e la ricerca sui componenti, i motori e le tecnologie” . Il Gruppo Bmw, nel 2006, aveva presentato una vettura ad alimentazione ad idrogeno, la Serie 7 Hydrogen. L'ho guidata da Verona sino all'aeroporto di Monaco dove c'era l'unica stazione di rifornimento in Europa. Ma l'entusiasmo durò poco ed il progetto di proporla di serie è stato accantonato. La via dell'idrogeno, che sembrava interrotta per esempio da quando nel 2009 Bmw decise di smettere la produzione della sua unica vettura con questo tipo di alimentazione però sembra ritornare d'attualità in virtù dell'accordo tra Daimler, Ford e Renault-Nissan con un'alleanza commerciale con Yokohama con gli stessi obbiettivi e una data di scadenza: il 2017, anno in cui, secondo le case coinvolte, l'idrogeno sarà una realtà diffusa.

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