Bimbi in auto: italiani rimandati in sicurezza

Secondo una ricerca di Linear, gli automobilisti italiani conoscono poco le regole per trasportare i bambini in auto in modo sicuro. Però sanno distrarli durante il viaggio

28 maggio 2011 - 7:00

La società di sondaggi e ricerche di mercato Nextplora ha svolto, su incarico dell'Osservatorio sui Servizi della compagnia assicurativa Linear (gruppo Unipol), uno studio sugli italiani e la sicurezza dei bambini in auto. I risultati dell'indagine non sono purtroppo positivi.

SEGGIOLINO, QUESTO SCONOSCIUTO – Uno dei punti deboli più significativi degli italiani su questo tema è legato all'uso del seggiolino, che il Codice della Strada (art. 172) obbliga a utilizzare con tutti i bimbi di statura inferiore al metro e mezzo. Interrogati sull'argomento, invece, una buona percentuale degli automobilisti ha dato risposte che denotano una conoscenza sommaria delle regole: il 26% ha affermato infatti che tale sistema deve essere utilizzato per i bambini di età fino ai 12 anni, mentre il 10% ritiene addirittura che in proposito non vi sia alcuna legge e che tutto dipenda dalla corporatura del bimbo. Il 74% degli intervistati non sa quale sia il posto più sicuro dell'auto dove collocare il seggiolino e soltanto il 26% è al corrente che, quando possibile, dovrebbe essere fissato nella parte centrale del sedile posteriore, cioé quella più protetta in caso di urto frontale e laterale.

BRAVI IN RICREAZIONE – Le cose vanno un po' meglio per le cinture di sicurezza: l'82% del campione sa che i bambini (ma anche gli adulti) devono indossarle sempre. È interessante notare che nonostante la scarsa conoscenza di queste tematiche, molti intervistati hanno espresso il desiderio di avere servizi “a misura di bambino” lungo i percorsi autostradali: per esempio, gradirebbero trovare servizi igienici adeguati (li vorrebbe il 45% delle donne), menuù dedicati ai più piccoli (16%) e aree giochi (24%). Forse proprio per supplire alla mancanza di queste ultime, gli automobilisti italiani si dimostrano molto bravi a intrattenere i bimbi durante il viaggio. Il 26% degli intervistati fa ricorso alla tecnologia (DVD o videogiochi), il 46% preferisce raccontare una favola, inserire nell'impianto hi-fi un CD con le canzoni preferiti dai piccoli o inventare dei giochidei giochi, mentre sembra fortunatamente tramontata la pericolosa abitudine di prendere il bambino in braccio per non farlo piangere.

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