Auto a rate: anche le spese di incasso devono essere incluse nel Taeg

Il Garante ribadisce che nel calcolo del Taeg (Tasso annuo effettivo globale) di un prestito vanno calcolate anche le spese di incasso pro-rata. E sanziona una finanziaria che non s'è adeguata.

19 luglio 2010 - 15:30

L'autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto alla società finanziaria Fiditalia spa (del gruppo Societé Générale) una sanzione di 50 mila euro per aver concesso, nel periodo gennaio 2008-novembre 2009, circa 630 mila finanziamenti senza includere nel Taeg (Tasso annuo effettivo globale) le spese di incasso delle rate, fino a 3 euro ciascuna.

Le indagini del Garante sono scattate dopo le segnalazioni di alcuni consumatori, tra i quali uno che aveva chiesto a Fiditalia un prestito da rimborsare in 84 rate (una durata tipica dei finanziamenti destinati all'acquisto di un'auto) da 128,56 euro ciascuna, che di fatto diventavano 131,06 proprio per l'esistenza di 2,5 euro di spese di incasso per ogni rata.

Somme trascurabili solo in apparenza, poiché tra gli esempi citati dal Garante per motivare la sanzione c'è quello di un finaziamento di 4.300 euro da rimborsare in 12 rate da 370,84 euro l'una, dove la richiesta di 3 euro di spese pro-rata avrebbe portato, se condiderata nel calcolo del Taeg, a un incremento di 1,5 punti base nel vero costo del credito, il cui Taeg reale (per legge è obbligatorio dichiararlo) sarebbe passato dal 6,57 all'8,19%.

L'autorità ha quindi ritenuto il comportamento di Fiditalia contrario al Codice del Consumo, poiché la mancata inclusione di tali spese nel calcolo del Taeg (oltre all'abitudine di indicarle poco chiaramente nella documentazione contrattuale, anch'essa accertata nel caso di Fiditalia) può ingannare il cliente che intende usufruire di un prestito, inducendolo a preferirne uno che sembra più conveniente di quello che in realtà è. 

C'è da augurarsi che il provvedimento del Garante (è il n° 21255, riportato nel bollettino n° 24 del 5 luglio 2010, reperibile sul sito dell'autorità Garante www.agcm.it) induca le società finanziare (anche quelle delle case automobilistiche, che erogano quasi esclusivamente prestiti finalizzati all'acquisto di vetture) a essere molto più trasparenti che in passato nell'indicazione di costi e tassi e ad abbandonare certe pratiche commerciali disinvolte in cui, nella pubblicità per l'acquisto di beni e servizi, le spese di incasso non vengono nemmeno menzionate.

E in molti di questi messaggi pubblicitari i Taeg comunicati sono troppo ottimistici proprio perché nascondono alcuni costi accessori della cui esistenza il debitore spesso si rende conto solo quando ha già firmato il contratto di finanziamento.

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