Antitrust: multa a Volkswagen per campagna Audi-Land of Quattro

Sanzione di 100.000 euro per il Gruppo tedesco: la pubblicità era ingannevole e idonea a falsare i comportamenti dei consumatori

5 settembre 2013 - 13:00

Il procedimento dell'Antitrust per accertare eventuali infrazioni del codice del consumo da parte di Volkswagen Group Italia, con la campagna pubblicitaria denominata “Italia, Land of quattro”, volta a promuovere la vendita dei modelli Audi Q3 e Q5, si è ora concluso con una sanzione. Il battage pubblicitario era stato condotto sui principali tipi di media: stampa, radio, TV e cinema. L'attenzione dell'Authority era stata attirata dalla campagna a mezzo stampa, attraverso la quale la promozione dell'acquisto di Audi Q3 e Q5 presentava alcune omissioni e opacità informative, con riguardo all'inclusione o meno dell'IVA nelle cifre indicate, e con riguardo alle precise percentuali di risparmio (dal 34% al 37%) sulle quali la campagna insisteva, senza chiarirne i termini di confronto. Per tutto questo l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha ritenuto congruo sanzionare Volkswagen Group Italia per 100.000 euro.

“ITALIA: LAND OF QUATTRO” – La campagna pubblicitaria oggetto del procedimento dell'Antitrust si è concentrata nei giorni tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio del 2013, ed è consistita in spot trasmessi via tv, nelle sale cinematografiche e alla radio, nonché in inserzioni su quotidiani, settimanali e mensili. Una campagna massiccia di cui tutti abbiamo memoria. Specialmente degli spot televisivi, realizzati in modo molto suggestivo e scenografico, in modo da attirare l'attenzione di tutti. Il cuore della pubblicità era la possibilità di acquisire una vettura potente e di prestigio, con la quale andare alla scoperta del nostro Belpaese, a un costo relativamente contenuto, indicato dalla rata mensile del leasing finanziario, che consisteva rispettivamente in 281 euro per la Q3 e 342 euro per la Q5.

L'ACCUSA DELL'ANTITRUST – L'Antitrust ha ipotizzato che la campagna rappresentasse una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 21 e 22 del codice del consumo, per diversi motivi. Il primo è che le inserzioni riportano indicazioni fuorvianti sul costo per il consumatore al lordo dell'IVA. Mentre gli importi “anticipo”, “canoni” e “riscatto” sono indicati con la dicitura “+IVA”, nessuna dicitura è aggiunta all'indicazione dell' “importo totale dovuto dal richiedente”, nonché alla rata mensile. Inoltre i messaggi pubblicitari contengono l'indicazione che usufruire della campagna pubblicitaria nei termini porta il cliente ad ottenere un risparmio “fino al 37%” per il modello Q3 e “fino al 34%” per il modello Q5, senza esplicitare a cosa si riferissero le percentuali.

LA DIFESA DI VOLKSWAGEN GROUP – La difesa della casa automobilistica tedesca si è basata principalmente su un argomento: la campagna era rivolta principalmente a soggetti muniti di partita IVA, trattandosi di un'offerta di leasing, e quindi a una clientela “business” e non “consumer”. Per questo i prezzi erano indicati al netto dell'IVA e solo quei costi potevano interessare i principali clienti, perchè l'IVA viene detratta dal cliente tipo. Quanto all'ipotetica ingannevolezza delle percentuali di risparmio, VW specifica che il vantaggio cliente, quantificato in percentuali nei messaggi pubblicitari, era comunque verificabile confrontando il costo di listino dei modelli e degli allestimenti offerti, con i costi indicati nella campagna.

ARGOMENTAZIONI NON CONVINCENTI – L'argomento principe della difesa di Volkswagen lascia perplessa l'Autorità Garante, che rileva come la campagna pubblicitaria sia stata condotta attraverso media rivolti a una platea indeterminata di persone. E la mancanza dell'indicazione sull'IVA da aggiungere alla rata mensile, che è il vero polo di attrazione di tutta la campagna, è circostanza idonea a trarre in inganno tali indeterminati consumatori. Peraltro dagli scritti difensivi emerge, secondo Antitrust, un'ulteriore circostanza di illiceità della campagna pubblicitaria: nell'importo totale dovuto dal richiedente non è ricompreso il pagamento necessario al riscatto finale, ovvero 6.626,75 +IVA per la Q3 e 8.082,88 +IVA per la Q5. Ciò porta il fruitore del messaggio a ritenere che l'acquisto della proprietà dei veicoli pubblicizzati costi una cifra che, invece, non consente di ottenere l'intestazione del veicolo.

SCATTA LA MULTA DI 100.000 EURO – Il Garante, esaminate le carte relative alla campagna “Italia: Land of quattro”, nonché le carte difensive, giunge dunque a una valutazione conclusiva che riconosce quale pratica commerciale scorretta la diffusione della predetta campagna. In particolare secondo il Garante, Volkswagen Group Italia ha violato gli art. 20, 21 e 22 del codice del consumo, poiché ha indotto in errore sul prezzo, influenzando i comportamenti commerciali dei consumatori (art. 20 e 21, co1, lett.d), nonché ha indotto in errore sul costo complessivo delle imposte (art. 20 e 22 co4, lett.c). La sanzione per questo tipo di condotta, in base al combinato disposto degli artt. 27, co9 e 23, co12.quinquiesdecies del codice del consumo, può andare da E 5.000,00 ad E 5.000.000,00. In questo caso il Garante ha ritenuto congrua una sanzione di 100.000,00 euro, ovvero 90.000,00 euro, aggravate di ulteriori 10.000,00 perchè su Volkswagen Group Italia erano già stati adottati altri provvedimenti sanzionatori da parte dell'Autorità.

1 commento

Bruno
18:51, 13 settembre 2013

Volendo analizzare con l'occhio legale tutte le campagne pubblicitarie tv o tramite stampa delle case automobilistiche, si scoprirebbe che sono tutte, o quasi ingannevoli e non conformi al Codice del Consmo. Poichè non è realistico supporre che i legali delle Case (regolarmente interpellati prima del lancio delle campagne), siano tutti incompetenti, è lecito ritenere che dette violazioni siano premeditate e studiate anche alla luce di possibili multe dell'Antitrust, pur sempre impugnabili con un ricorso o comunque perfettamente assorbibili dai grandi Gruppi multinazionali. Ci vuole ben altro per inpensierire questi colossi (vedi mega multe negli USA).

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