Semaforo giallo per una concessionaria Kia: interessi… verticali!

Ormai la pubblicità auto va esaminata con la lente d'ingrandimento, rigirando l'annuncio tra le mani per scoprirne i veri contenuti. Nell'inserzione di una concessionaria Kia di Roma, per esempio...

24 maggio 2010 - 16:04

Nelle pagine dell'edizione romana di un quotidiano free-press è presente da qualche giorno l'inserzione pubblicitaria di un concessionario Kia della capitale che offre il modello Picanto in versione Town a 6.950 euro e a condizioni particolari.

Sulla destra dell'annuncio, in un apposito riquadro, vengono riassunti ed evidenziati gli elementi “forti” della proposta commerciale: “zero anticipo”, ” 1a rata a settembre 2010″, “24 rate da 71,50 euro”, “2 anni di polizza furto e incendio gratuita” e “navigatore satellitare” in omaggio.

Un'offerta irresistibile? Non entriamo nel merito, ma certamente qualcosa, nel riquadro citato… non quadra. Infatti, se si moltiplica la somma di 71,50 euro per il numero delle rate (24), sia ottengono 1.716 euro. Ma se il prezzo dell'auto è di 6.950 euro, l'anticipo non è necessario e il prestito è per soli 1.716 euro, che fine hanno fatto gli altri 5.234?

Per saperlo, il lettore deve girare la pagina del giornale e consultare una micro-postilla scritta verticalmente. Solo così scoprirà che l'offerta, oltre alle 24 mini-rate da 71,50 euro, ne prevede anche altre 48, un po' meno “mini”, da 169,50 euro, che quindi valgono altri 8.136 euro. La differenza tra quest'ultima somma e i famosi 5.234 euro, cioè 2.902 euro, costituisce il monte-interessi da restituire, con un Taeg (Tasso annuo effettivo globale) del 9,86%.

Insomma, la pubblicità si preoccupa di evidenziare la parte allettante dell'offerta, ma quella “costosa” perché relativa alla maggior parte del debito, benché presente (e ci mancherebbe: se così non fosse, si trattererebbe di pubblicità ingannevole), viene relegata in una sezione di gran lunga meno visibile.

Intendiamoci: nell'inserzione citata non c'è nulla di illegale, ma la riportiamo come esempio illuminante di pubblicità che bisogna esaminare (letteralmente) con la lente d'ingrandimento. E oltretutto, facendo qualche acrobazia per rigirarsi la pagina del giornale tra le mani, a caccia della postilla.

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