Semaforo rosso per le flotte aziendali: sono poco ecologiche

Una ricerca del Centro Studi Fleet&Mobility rivela che nelle flotte aziendali le auto a gas si vendono pochissimo: appena il 2,26% nee 2009, contro il 22% del mercato totale. Ecco perché.

11 maggio 2010 - 9:32

Il Centro Studi Fleet&Mobility, un organismo attivo nell'ambito del noleggio a lungo termine, ha divulgato un suo studio sul gradimento delle auto a basse emissioni nelle flotte aziendali. I risultati dicono che su 119.209 auto complessivamente noleggiate a lungo termine nel 2009, soltanto 2.697 avevano alimentazione mista benzina-gas o ibrida. E questo non va d'accordo con la “fede ecologica” che molti noleggiatori e aziende dicono di professare.

In altre parole, la presenza di modelli “eco” sul totale dei nuovi veicoli immessi nelle flotte è stata pari a un misero 2,26%, una percentuale che lo studio stesso definisce “invero piccola”. E lo è davvero, se si pensa che sull'intero immatricolato nazionale 2009, pari a 2.158.010 esemplari, la penetrazione gas+ibride è stata del 22%, cioè 10 volte di più. Quindi, al di là del grande impegno sulla mobilità ecologica dichiarato dai noleggiatori e da molte aziende, i dati dimostrano che in casa loro le auto “pulite” sono a dir poco malviste.

Quali sono i motivi di un gradimento così scarso? Fabrizio Ruggiero, direttore generale di Leasys (la maggiore società di noleggio a lungo termine in Italia), dà la colpa principalmente al fatto che i noleggiatori, quando acquistano le vetture dalle case, non godono degli incentivi statali: “In mancanza di incentivi per le auto verdi – sostiene – è presumibile che si assista a una domanda che non cresce nel tempo”. Le cose, però, non stanno esattamente così, poiché è vero che i noleggiatori non hanno gli incentivi-gas, ma nemmeno quelli per le auto a benzina o diesel. Certo, l'acquirente privato beneficia di entrambi, quindi per lui un modello a gas può costare anche meno di uno a benzina/gasolio, mentre per il noleggiatore, che di incentivi non ne ha, quello a gas può costare di più.

Tuttavia, ciò non basta a spiegare perché nelle flotte si venda un decimo delle vetture a gas rispetto al mercato totale. Quella di Ruggiero, insomma, è una mezza verità. L'altra metà, come talvolta accade, è in ciò che i comunicati non dicono. E cioè, nel fatto che il vero handicap delle auto a gas rispetto alle altre è, per tutti e ancora di più per i noleggiatori, nella loro manutenzione spesso più costosa, nell'affidabilità non di rado problematica e nei valori residui dell'usato dopo tre o quattro anni (di utilizzo e di chilometri), che rappresentano una grossa incognita di fronte alla quale i noleggiatori stessi reagiscono prevedendo significative svalutazioni.

Queste tre variabili contribuiscono ad appesantire il canone di noleggio, che per un'auto a gas può risultare ben poco competitivo rispetto a una vettura con alimentaziona tradizionale. Conclusione: di fronte a considerazioni puramente economiche, la tanto strombazzata coscienza ecologica dei grandi noleggiatori e di molte aziende clienti si dilegua… in una nube di gas. Che nelle flotte rimane al palo.

E se delle auto a gas non si fidano i noleggiatori che sull'affidabilità la sanno lunga, perché mai dovrebbero fidarsi i consumatori?

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