Atti vandalici: in Italia graffiare la carrozzeria è la vendetta più diffusa

Direct Line rivela che 1 italiano su 7 fa valere le sue ragioni danneggiando l'auto dell'ex e del capo

10 aprile 2013 - 7:00

Un'indagine condotta da Direct Line ha raccolto i dati degli atti vandalici provocati alle auto in Italia e in Gran Bretagna. Lo studio ha svelato i metodi con cui si pone fine a una disputa con un collega, un vicino o l'ex fidanzata e a farne le spese il più delle volte è la carrozzeria graffiata.

(IN)GIUSTIZIA PRIVATA – Ad azionare la mano di chi trova più facile prendersela con l'auto piuttosto che imbattersi in un civile confronto verbale è spesso un movente passionale. Ma tra le motivazioni più frequenti ci sono anche gelosia, vendetta e invidia. L'aspetto più curioso è che nella maggior parte dei casi il proprietario dell'auto danneggiata è un conoscente di chi compie il gesto meschino. “Gli atti di vandalismo contro le auto sono un fenomeno che reca notevole disagio ai malcapitati proprietari, non solo in termini economici ma anche di stress emotivo – afferma Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line -. Se si considera inoltre che, secondo lo studio realizzato da Direct Line, i responsabili di tali azioni sono spesso conoscenti delle vittime, il quadro è ancora più sorprendente. Non bisogna dimenticare che coloro che compiono tali azioni, anche se spinti da un momento di debolezza, sono perseguibili penalmente.”

IL FIDANZATO DELL'EX TRA LE VITTIME – Il sondaggio ha messo in evidenza le categorie maggiormente prese di mira da chi (nel 64%) dichiara di conoscere la sua vittima. Il 14% degli intervistati se l'è presa con l'auto dell'ex, ma anche il suo nuovo compagno non può parcheggiare tranquillamente in strada se tiene all'integrità della sua auto. Subito dietro agli ex, il capo sconta la sua posizione lavorativa di rilievo immolando l'auto ma basta un futile motivo, come la corrispondenza, il cane che sporca o il posto auto conteso, a scatenare la guerra con il vicino di casa. I bersagli meno colpiti ma comunque danneggiati sono un vecchio insegnante, il collega di lavoro, un rivale sportivo o addirittura il genitore di un compagno di scuola del figlio.

UNA CHIAVE PER LA RESA DEI CONTI – Un italiano su 7 (il 14% del campione) ha ammesso di aver danneggiato l'auto del suo rivale con metodi molto differenti. Tra le tecniche più gettonate c'è il graffio sulla carrozzeria (7%, danno ingente e costoso da riparare) e a seguire, il pugno allo specchietto (3%) e la rottura dei tergicristalli (2%) sembrano più frutto di un'esplosione d'ira che di un gesto premeditato, se si considera anche il rischio di ferirsi seriamente. Anche se fa parte  delle più comuni minacce intimidatorie, il danneggiamento degli pneumatici richiede maggiore destrezza e un oggetto appuntito, per cui è scelto solo dall'1% dei vandali. La stessa percentuale riguarda chi dev'essere davvero infuriato con la sua vittima per frantumargli i vetri dell'auto.

INGLESI VENDICATIVI – In Inghilterra Scozia e Galles, nonostante l'etiquette sia ritenuta quasi un “prodotto locale”, le buone maniere fanno parte della storia. 8 milioni di automobilisti, infatti, hanno denunciato alle autorità di aver subito atti vandalici. Come in Italia, la chiave che stride sugli sportelli colpisce nel 45% delle volte mentre gli specchi vengono danneggiati nel 27% dei casi. Ad escludere le gomme dalla top 4 britannica solo i vetri danneggiati (25%) e l'antenna della radio rubata o spezzata (14%). Proteggersi da chi non trova uno svago migliore o, peggio ancora, trova comodo esprimere con un graffio le ultime battute di una discussione, è possibile stipulare una polizza contro gli atti vandalici. E' bene però prendere visione di tutte le condizioni del contratto, soprattutto quelle riguardanti la percentuale del danno scoperto (franchigia a carico del danneggiato) e i casi che limitano l'applicazione del risarcimento (ad esempio manifestazioni, sommosse, ecc.).

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