Atlete al volante. A prova di sicurezza

Un test speciale ha coinvolto campionesse di varie discipline. «Scelte per i loro riflessi». E per dimostrare come i sistemi attivi a bordo possono aiutare

15 ottobre 2010 - 7:00

Un test speciale ha coinvolto campionesse di varie discipline. «Scelte per i loro riflessi». E per dimostrare come i sistemi attivi a bordo possono aiutare

Ecco, ci risiamo. Prendono noi donne a campione (o cavie, fate voi) per spiegare a tutti gli automobilisti che senza sistemi di sicurezza la percentuale di incidenti stradali aumenterebbe in modo esponenziale. Non donne comuni, però. Bosch, per l'occasione, un corso di guida sicura organizzato sul circuito di Monza, ha invitato dieci donne straordinarie, dieci atlete. Donne-automobiliste, che nella loro disciplina sportiva hanno fatto registrare record olimpici.

Rischio sbandata – In realtà il motivo di questa selezione è soprattutto uno: “Le abbiamo scelte per dimostrare che anche persone dai riflessi prontissimi possono andare in crisi, al volante”, spiega Giuditta Piedilato, responsabile comunicazione e marketing del gruppo Bosch. “Il continuo sviluppo di sistemi come l'Esp dimostrano quanto l'innovazione serva per ridurre al minimo gli incidenti mortali. Proprio grazie al controllo elettronico di stabilità, ogni anno si evitano 50mila feriti e si salvano 4mila vite”. La sbandata è la causa principale di quasi il 35% di tutti gli incidenti stradali mortali che coinvolgono un solo veicolo: l’Esp riduce dell’80% questo rischio.

Fa tutto da sé – L’Esp, acronimo di Electronic Stability Control, è un sistema che rileva la perdita di aderenza in curva e aiuta il guidatore a rimettere l’auto in assetto. Non appena capta la sbandata, il sistema aziona le pinze dei freni delle singole ruote e, al tempo stesso, “taglia” la potenza del motore. La spia rossa dell’Esp lampeggiante sul cruscotto è l’unica informazione che il guidatore riceve sull’intervento del sistema: l’auto corregge la traiettoria da sé. Le cause delle sbandate possono essere molte, ma una delle situazioni più critiche è la frenata in curva. Manovra pericolosa soprattutto in velocità, diciamo oltre i 90 km/h, perché può far imbardare (cioè: oscillare intorno al suo asse verticale) l’auto fino alla perdita di controllo. Frenando automaticamente le ruote esterne alla curva, l’Esp compensa l’imbardata ed evita il testa-coda.

Guida difensiva – Come in ogni corso di guida sicura che si rispetti, alle allieve d’eccezione vengono date le prime informazioni di guida… difensiva. La tuffatrice Francesca Dallapè e la ginnasta Fabrizia D'Ottavio si divertono, pensando alle figure barbine che faranno in pista (Fabrizia, oltretutto, ha soltanto il foglio rosa). Più impavide sembrano Alessia Arisi (tennistavolo) e Maria Moroni (pugilato), ma tutte in effetti, comprese la fiorettista Margherita Grambassi e la ciclista Paola Pezzo, si chiedono che tipo di guidatrici siano abitualmente…

Donne più esposte – Perché donne e non uomini? Perché sono le più esposte ai rischi della strada. Nel 2009, solo il 56% delle auto nuove vendute in Italia era equipaggiato con l’Esp. E il 44% rimanente che ne era sprovvisto è formato soprattutto da auto “piccole”, le classiche seconde auto di famiglia, destinate quasi sempre ai giovani e alle donne.

Obbligatorio dal 2011 – L’addestramento in pista riservato alle sportive consiste in una serie di prove che prevedono la guida con e senza Esp. Concentrazione, errori, lo sforzo atletico (sorprendente, per quasi tutte) della guida, la soddisfazione di veder crescere la consapevolezza, la destrezza, la sicurezza. E al termine tutte d’accordo che sulla strada conta ben poco chi abbia torto o ragione, l’importante è non farsi male. E allora ben venga la disposizione dell’Unione Europea che renderà l'Esp obbligatorio su tutte le auto – al pari dell’Abs, il sistema che impedisce il blocco delle ruote nelle frenate improvvise – già dall’inizio dell’anno prossimo.

 

fonte – motori.corriere.it

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