Assopetroli: troppe tasse sul carburante

Assopetroli-Assoenergia ribadiscono che le tasse sul carburante pesano moltissimo

7 luglio 2014 - 9:00

Rendere gli italiani consapevoli del fatto che su 100 euro di pieno, 60 euro vanno allo Stato come accise e IVA (un'imposta sulla tassa): è questo il fine ultimo di Assopetroli-Assoenergia. Che, con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio, rende noto il differenziale sul costo dei carburanti al consumo tra Italia e resto d'Europa. Assopetroli parla di anomalia italiana, rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti (benzina verde). Che, al netto delle addizionali regionali, è giunto nel mese di giugno al 60,49% del prezzo al consumo. Il dato che colpisce è che del solo differenziale il 96,85% per la benzina e il 96,77% per il gasolio sono tasse.

NUMERI PRECISI – Sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione europea e dal ministero dello Sviluppo economico, a giugno, la media aritmetica del prezzo al consumo praticato nei 28 Paesi UE pone in risalto dati precisi. Primo, il prezzo italiano della benzina è più alto di 25,4 €cent/litro, di cui ben 24,6 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 0,8 a un maggiore prezzo industriale. Secondo, per quanto concerne il gasolio, il prezzo italiano è più alto di 24,8 €cent/litro, di cui ben 24 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 0,8 ad un maggiore prezzo industriale. La media dei primi sei mesi del 2014 fa registrare un differenziale per la benzina 26,2 € cent/litro e il gasolio 25,1 € cent/litro, in più che nel resto d'Europa. Un'anomalia tutta italiana.

POLEMICA ROVENTE – Già qualche giorno fa, d'altronde, il presidente di Assopetroli Assoenergia Franco Ferrari Aggradi aveva tirato una stilettata al'Esecutivo: “Sconcerto. Questo è lo stato d'animo nell'apprendere la notizia che il Governo, proprio per aiutare la crescita economica, ha pensato di ricorrere al solito bancomat delle accise su benzina e gasolio. Nel DL 91 pubblicato, all'art. 19 comma 3 lettera b) per coprire gli oneri derivanti dalla modifica della disciplina ACE (aiuto alla crescita economica), il Governo aumenta ancora le accise per il 2019 per 140,7 milioni di euro, per il 2020 per 146,4 milioni di euro e poi dal 2021 preleva, sine die, dalle tasche dei cittadini ulteriori 148,3 milioni di euro all'anno. Il tutto al netto dell'IVA”. Il fatto è che Renzi aveva iniziato il suo Governo promettendo che non avrebbe inasprito la pressione fiscale ma, come in passato, l'approccio è sempre lo stesso: “Tra il 2014 e il 2021 – diceva Ferrari Aggradi – avremo più di due miliardi di aumenti di accisa già decisi, che si sommano agli 11 precedenti del 2011-2012, mentre le vendite dei carburanti sono crollate di oltre 9 miliardi di litri dall'inizio della crisi. Il risultato? Le aziende del settore sono al limite di tenuta, gli imprenditori italiani pagano l'energia molto più dei loro omologhi europei, i cittadini italiani hanno rinunciato alla mobilità. In più, siamo alla farsa – conclude Ferrari Aggradi – perché le accise introdotte da questo ennesimo aumento sono destinate a coprire i costi dell'aiuto alla crescita. Non si vuole proprio comprendere che sono proprio questi provvedimenti che deprimono la fiducia e, con essa, qualsiasi speranza di ripresa. Il prezzo alla pompa del carburante è il vero spread psicologico del Paese! In attesa di un'assunzione di consapevolezza, non ci resta che sperare nel Parlamento”.

CONSUMI IN CALO – È allora ovvio che i consumi calino: aumenta la disoccupazione, la crisi morde sempre di più, si utilizza meno l'auto anche perché il pieno è una mazzata sulle tasche degli italiani. A fronte di un calo dei consumi, nei quattro mesi del 2014,la spesa degli italiani alla pompa per l'acquisto di benzina e gasolio auto è ammontata a 19,518 miliardi, con un calo del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. La contrazione della spesa è la risultante di un calo piuttosto forte per la componente industriale che scende da 9,125 miliardi del primo quadrimestre del 2013 a 8,358 miliardi del 2014 (-8,4%). In più, c'è un ribasso decisamente più contenuto della componente fiscale che scende da 11,327 miliardi a 11,160 miliardi (-1,5%). In valori assoluti, la diminuzione della spesa per gli acquisiti di benzina e gasolio per autotrazione è stata nel primo quadrimestre di 934 milioni costituiti per 767 milioni da un calo della componente industriale e per 167 milioni da un calo della componente fiscale e quindi del gettito per l'Erario.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

App parcheggio auto per trovare posto e pagare: la guida completa

Auto usate: +9% degli scambi tra privati da inizio 2022

Gomme invernali 215/55 R17: la classifica di Auto Bild