Assicurazioni e truffatori: una lotta allo sfinimento

I raggiri compiuti ai danni delle compagnie assicurative italiane non conoscono crisi, ora si falsifica anche lo stato di famiglia

28 dicembre 2011 - 9:00

Il sito internet Facile.it offre un servizio con il quale è possibile confrontare le polizze assicurative presenti sul mercato. L'ultima indagine però riguarda le truffe ai danni delle assicurazioni: quali sono le proporzioni del fenomeno in Italia? Quali le cause ed i relativi effetti?

L'INCHIESTA – Siamo giunti a fine anno ed è tempo per le imprese di tirare le somme e pensare alle strategie da utilizzare il prossimo anno per reagire alla crisi economica mondiale. Si sprecano indagini di mercato e analisi sui consumi, ma soprattutto si sente molto parlare di lotta all'evasione come contributo tangibile alla ripresa delle finanze pubbliche. In un simile contesto, Facile.it, il maggiore comparatore italiano di polizze, ha esaminato le richieste di copertura RC auto e moto scoprendo che il 3% di queste nasconderebbe un imbroglio.

NON SOLO FINTI INCIDENTI – Alberto Genovese, amministratore delegato di Facile.it ha dichiarato che “i tentativi di truffa non sono legati solo agli incidenti con danni maggiorati, che vengono trasformati in sinistri più gravi di quanto siano davvero  ma sono rintracciabili anche al momento della stipula della polizza Rc, auto o moto”. Secondo i dati resi noti dall'agenzia infatti, due incidenti ogni cento denunciati sarebbero fasulli. Ma non è finita qui, gli imbrogli riguardano molto spesso anche la falsificazione della documentazione che si fornisce alle compagnie assicurative. Al primo posto abbiamo il certificato di residenza con il 40% dei casi (utile per l'applicazione del Decreto Bersani). Il 38% riguarda invece gli attestati di rischio dove il numero di sinistri viene modificato per rimanere ai piani alti del “bonus malus”. Ma addirittura il 17% dei casi di frode riguarda la modifica della carta di identità dove la residenza viene “magicamente spostata” in una città dove l'RC Auto costa di meno. Il restante 5% vede varie manomissioni riguardanti altri documenti, come il libretto di circolazione.

UN CIRCOLO VIZIOSO – Inutile dirlo, la maggior parte di questi eventi avvengono nelle città in cui i premi assicurativi sono più alti, innescando una spirale per cui le compagnie innalzano i premi per rifarsi delle perdite subite dalle truffe ed i cittadini scoraggiati dai rincari sono portati a trovare “soluzioni alternative”. Ancora Genovese spiega che “già l'Isvap è intervenuto a sottolineare la gravità di questo fenomeno, che si ripercuote su chi paga onestamente la propria assicurazione. Oltre ai rimborsi gonfiati è bene tener presente l'esistenza anche di questi tentativi di frode: insieme, per l'Isvap nel 2009 ammontavano ad 83.000 unità. Per quel che ci riguarda, lavoriamo costantemente per intercettare e segnalare ogni tipo di truffa. Il supporto delle amministrazioni comunali, dei database dell'Aci e dell'Ania e, non ultimo, delle forze dell'ordine ci aiuta a limitare il più possibile il fenomeno”.

“POVERE ASSICURAZIONI” – A nostro avviso tuttavia, nessuna delle due parti dovrebbe sentirsi giustificata ad agire in questo modo e forse l'inchiesta si limita a fornire dei dati cha avrebbero bisogno di essere interpretati: da un lato c'è l'uomo che, si sa, è reso ladro dall'occasione. In Italia (non sempre fortunatamente) si vive alla giornata nella convinzione di essere più furbi degli altri. Questo porta a comportamenti antisociali che sono talmente frequenti da rientrare nella norma e non essere condannati, diventando anzi motivo di vanto quando riescono senza conseguenze dirette. Privati cittadini, carrozzieri, avvocati, sono pronti ad ordire trame degne di un film per ingannare le assicurazioni. Dall'altra parte abbiamo delle agenzie che si possono permettere il lusso di aumentare i premi ogni anno adducendo le motivazioni più disparate. E che adesso dobbiamo pagare di più perché alcuni non stanno alle regole sembra proprio assurdo: in primis perché la responsabilità di sorvegliare e prevenire certi episodi spetta alle assicurazioni stesse ed ai loro ispettori, imprese che però hanno più volte dimostrato di non voler cotrastare realmente il fenomeno delle truffe (fa comodo anche a loro, così hanno un alibi…). In secondo luogo l'elemento della truffa potrebbe ben inquadrarsi nella definizione del “rischio d'impresa” che le compagnie assicurative si sobbarcano al momento della loro fondazione. Per questo e per altri motivi nonostante i dati e le dichiarazioni ufficiali, non viene proprio da dire: “povere assicurazioni”: E per il prossimo anno? Neanche a dirlo, vista la crisi ed i tagli del governo, l'RC aumenterà di una percentuale ancora indefinita ma che di certo si farà sentire sulle tasche già provate degli italiani.

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