Assicurazioni auto. Così non si può continuare, l'Eiopa bacchetta le Compagnie

Secondo l'autorità dell'Unione europea che sorveglia il mercato assicurativo le pubblicità sono ingannevoli e i risarcimenti RCA troppo lunghi

9 dicembre 2014 - 11:00

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali: è l'Eiopa, che ora entra a gamba tesa contro le Compagnie italiane: serve più trasparenza nelle polizze, dice, perché le pubblicità sono spesso ingannevoli. L'Authority europea del settore, nel rendere pubblico il “Terzo rapporto sui trend dei consumatori”, sottolinea anzitutto che va migliorata la trasparenza, soprattutto in materia di costi e oneri delle polizze; evidenzia che il marketing e la pubblicità sono troppo spesso fuorvianti. Non solo: secondo l'Eiopa, i consumatori si trovano sempre più spesso a confrontarsi con rifiuti nei risarcimenti, liti sull'importo che deve essere pagato e indebiti ritardi sui pagamenti, in particolare nella RC Auto. Infine, auspica che i confronti tra i prodotti siano resi più facili.

RISARCIMENTO DIRETTO: MA FUNZIONA? – Dal 2007, esiste una procedura concepita dal legislatore per velocizzare i risarcimenti. Riguarda i sinistri avvenuti tra due veicoli (con targa, anche quella prova, e immatricolati nei territori su detti) regolarmente assicurati con compagnie aderenti alla convenzione, e se uno dei due veicoli è un ciclomotore deve essere targato secondo il nuovo regime di targatura entrato in vigore il 14 luglio 2006. La procedura di risarcimento diretto si applica quindi a tutti i ciclomotori immessi in circolazione dopo tale data, mentre per quelli già in circolazione a questa data si applica soltanto se abbiano volontariamente aderito al nuovo regime. Include i danni al veicolo del danneggiato, danni a cose trasportate di proprietà dell'assicurato o del conducente, e lesioni al conducente di lieve entità (entro 9% Invalidità permanente per danno biologico). Quando il risarcimento viene accettato, ecco quali sono i tempi per il pagamento: 30 giorni per danni al veicolo o cose se il Modulo blu è provvisto delle due firme delle parti coinvolte nel sinistro; 60 giorni per danni al veicolo o cose se il Modulo è firmato solo da una delle parti coinvolte; 90 giorni per lesioni lievi al conducente. Evidentemente, stando anche a quanto dice l'Eiopa, qualcosa non quadra a livello di tempi del risarcimento e di equità dello stesso.

CONFRONTO RCA, MATERIA SCOTTANTE – A proposito invece della questione comparatori RCA – evidenziata dall'Eiopa -, l'Ivass ha negli scorsi giorni criticato i broker assicurativi online che consentono un paragone fra le tariffe: quei siti, per l'Ivass, comparano solo (o prevalentemente) i prodotti di poche imprese con cui hanno concluso accordi e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato attraverso di essi. Quindi, un quadro parziale. Secondo: il numero delle compagnie pubblicizzate è in genere superiore a quello delle imprese effettivamente confrontate. E ancora, la comparazione è basata esclusivamente sul prezzo e non tiene conto delle diverse caratteristiche dei prodotti in termini di massimali, franchigie, rivalse ed esclusioni. Questo comporta il confronto di prodotti disomogenei e non sempre adeguati alle esigenze assicurative dei consumatori. C'è poi il rischio dell'abbinamento automatico di coperture accessorie non richieste dall'utente (come il Furto e incendio, o gli Infortuni del conducente): insomma scarsa trasparenza verso il consumatore. Non ultimo, i siti di comparazione RCA fanno largo uso di messaggi pubblicitari formulati in modo da ingenerare nei consumatori il convincimento di poter ottenere notevoli risparmi (“fino a 500 euro”) e di acquistare il “miglior prodotto” o di rivolgersi alla “migliore impresa”.

UN BEL PARADOSSO – La mazzata data dall'Ivass ai comparatori è stata notevole, e in un certo senso ribadita dall'Eiopa: quei siti dovrebbero aiutare nel rendere trasparenti e chiare le tariffe RCA, i contratti, ogni singola clausola di polizze di difficile lettura. E invece proprio i comparatori sono i più ingannevoli di tutti, perché instradano il consumatore – dice in sostanza l'Ivass – verso le Compagnie da cui prendono provvigioni, a prescindere dal fatto che convengano in assoluto all'automobilista stesso.

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