Arriva l'Euro 5, ma per le polveri sottili le revisioni sono a trent'anni fa. Così Ecopass, blocchi del traffico e bollini blu non servono

Lo sapete che oggi, in tempi di blocchi del traffico...

4 novembre 2010 - 7:00

Lo sapete che oggi, in tempi di blocchi del traffico e caccia alle polveri sottili, durante una revisione gli scarichi della vostra sofisticatissima diesel Euro 4-5-6 vengono analizzati con la stessa grossolanità con cui un quarto di secolo fa si esaminavano quelli delle puzzolentissime Euro zero soggette al superbollo? Sì, perché si usa sempre l'opacimetro, come quello delle pattuglie anni Ottanta. E il valore di opacità massimo ammesso per superare il test (il cosiddetto k) supera di 30-40 volte quello che deve avere un esemplare nuovo di fabbrica. Lo ha denunciato la Dekra, organizzazione tecnica di emanazione tedesca molto conosciuta in Europa e molto attiva anche in Italia nel campo delle revisioni (COMUNICATO DEKRA_UIGA_181010 e Cs DEKRA_Talkshow_Firenze_invio_181010).

Per dare un'idea, la Dekra ha provato a smontare da una diesel moderna l'intero filtro antiparticolato, quello senza il quale a Milano vi fanno pagare l'Ecopass e a Roma vi appiedano, tanto per capirci. Che cosa ne è uscito? Che la vettura supera comodissimamente sia la revisione sia il test del bollino blu. Ora, è necessario che il k sia superiore al valore massimo ammesso in sede di omologazione: la naturale usura e la necessità di adattarsi a tutte le possibili condizioni di funzionamento nelle quali occorre garantire al cliente di arrivare sempre a casa (gelo, solleone, gasolio sporco eccetera) impediscono di rispettare gli stessi valori che si ottengono negli asettici laboratori di prova. Ma a tutto c'è un limite e questo valore k sembra lo abbia passato di molto. Tanto più che così si rende inutile pure l'Obd, cioè la centralina di autodiagnosi che una dozzina di anni fa la Ue volle fortemente proprio per dare un allarme al proprietario quando il motore si sregola e gli scarichi emettono più del dovuto.

Singolarmente, i primi a doversi lamentare sono i costruttori di auto: è anche per questo che le polveri sottili allarmano tanto istituzioni e opinioni pubblica, spingendo ad approvare standard antinquinamente sempre più severi e costosi da rispettare. Ed è anche per questo che le officine autorizzate perdono business, visto che di fatto si riesce a circolare pure quando l'auto non è ben messa a punto. E allora perchè le case automobilistiche tacciono? Non sarà forse per il fatto che per arginare i noti problemi delle Euro 4 con filtro antiparticolato (rigenerazioni troppo frequenti, con alti consumi e necessità di cambiare spesso l'olio o addirittura lo stesso filtro) trovano regolazioni della centralina un po' “lasche”, che non danno nell'occhio a revisione proprio perché il k è così alto? Vedremo.

Di certo, non potremo fare granché fino a quando la Ue non obbligherà quantomeno ad aggiornare le attrezzature per la revisione. L'opacimetro è uno strumento impreciso, basato su un principio ormai antico: valuta la presenza di polveri e fuliggine misurando quanto resta di un raggio di luce dopo che ha attraversato un contenitore pieno di gas di scarico, ma oggi le polveri sono talmente sottili da spiazzare questo tipo di misurazione. Ci sarebbero nuovi misuratori laser, che tra l'altro cominciano anche ad avere buone prospettive di diffusione: chi li produce ora non è più in monopolio e quindi la Ue potrebbe inserire questi apparecchi nella dotazione obbligatoria senza distorcere il mercato.

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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