Arriva il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare: i dubbi della politica e i problemi tecnici

Per gli automobilisti italiani si prepara una rivoluzione copernicana: percorrere le autostrade dell'Anas, tradizionalmente gratuite, comporterà il pagamento di un pedaggio. Si parte dal GRA di Roma.

15 febbraio 2011 - 12:31

Per gli automobilisti italiani si prepara una rivoluzione copernicana: percorrere le autostrade dell'Anas, tradizionalmente gratuite, comporterà il pagamento di un pedaggio. Una delle prime arterie interessate da questo drastico cambiamento è il Grande Raccordo Anulare, a Roma.

Primo maggio – Dal primo maggio 2011, per percorrere il Grande Raccordo Anulare, si dovrà pagare un pedaggio all'Anas. All'inizio, comunque, ciò riguarderà soltanto gli automobilisti che utilizzeranno la circonvallazione di Roma per immettersi sulle autostrade per Firenze, Napoli, L'Aquila e Civitavecchia, o che provengano da esse. In questa prima fase l'esazione del pedaggio avverrà, in pratica, tramite la rete dei caselli delle società autostradali: chi partirà da Roma, o chi vi arriva, pagherà al casello un determinato pedaggio, come avviene normalmente, utilizzando i sistemi tradizionali (contanti, carte, viacard o telepass). L'importo dovuto per la tratta effettivamente percorsa sarà, però, maggiorato di una determinata cifra per l'uso del GRA: cifra che, naturalmente, la concessionaria devolverà all'Anas e della quale, al momento, si ignora l'importo. La stima più attendibile, calcolata su un costo variabile tra 2 e 4 centesimi di euro al chilometro, è compresa tra i 50 centesimi ed un euro.

Autostrade gratuite, addio – Il concetto in base al quale le autostrade, quando gestite direttamente dallo Stato attraverso l'Anas, sono gratuite, è consegnato per sempre alla storia: oltre al GRA ed alla Roma – Fiumicino, ci sono altri 1200 chilometri di autostrade pubbliche che, tra non molto, cesseranno di esserlo. I piani dell'Anas prevedono, infatti, il pagamento sulla A3 Salerno – Reggio Calabria e sul raccordo da Sicignano a Potenza, tutte le autostrade siciliane ed i raccordi da Pescara a Chieti, da Ferrara a Porto Garibaldi e da Ascoli a Porto d'Ascoli. Pedaggio anche per la tangenziale di Pavia, l'”Autopalio” tra Firenze e Siena, il collegamento fra Torino e l'aeroporto di Caselle e quello tra Perugia e l'Autostrada del Sole.

E' solo l'inizio – Con l'introduzione del pedaggio sul GRA e su altre arterie, tra cui la Firenze-Siena, si abbandona, gradualmente, quel tradizionale e rassicurante concetto di stampo “pubblicistico”, per il quale l'uso di un'infrastruttura è sostenuto dalla fiscalità generale. Un concetto ormai insostenibile, che nelle nazioni industrializzate viene gradualmente sostituito, da un paio di decenni, dall'adozione di determinati meccanismi che permettono di far ricadere l'uso di una strada sulle tasche di chi la percorre. Molti stati europei dove, fino a pochi anni fa, le autostrade erano gratuite, sono così passati al 'bollino adesivo' (sul modello introdotto per la prima volta in Svizzera, nel 1985), o a forme di pagamento sempre più evolute tecnologicamente. La Germania, ad esempio, pur mantenendo gratuite le autostrade per le automobili, ha introdotto nel 2005 un complesso sistema di tele pedaggio per i veicoli pesanti superiori a 12 tonnellate, basato sull'impiego di satelliti, apparati di bordo ed apparecchiature collocate a bordo strada. Regno Unito e Olanda, dal canto loro, hanno da tempo allo studio avanzati, analoghi sistemi 'pay per use', che consentiranno di far pagare statali ed autostrade.

Ci sarà il pedaggio senza barriere – Per l'Anas, con la cessazione delle sovvenzioni statali, garantirsi i necessari flussi di cassa per gestire le infrastrutture attraverso il pedaggio è una scelta obbligata che potrebbe portare anche ad una migliore sicurezza stradale (se le risorse saranno ben investite). Scelta che avverrà gradualmente, a partire dai prossimi mesi: la maggiorazione al casello autostradale è solo il primo passo per un sistema che, progressivamente, diverrà più esteso e capillare, per il quale verranno adottate tecnologie all'avanguardia. In questo contesto nel settembre del 2010 l'Anas ha pubblicato il bando per la fornitura di un “sistema di esazione dinamico senza barriere di esazione, da installare per ogni autostrada e raccordo autostradale”. Questo bando è stato vinto dalla Società Autostrade per l'Italia (ASPI): la maggiore concessionaria autostradale italiana (ed una delle più importanti d'Europa) svilupperà per Anas la propria tecnologia 'free flow' (letteralmente, “flusso libero”), sviluppata dopo anni di sperimentazione sulla Firenze-Mare. In cosa consiste questa tecnologia? Sostanzialmente, è piuttosto semplice: una serie di portali, posti sulla carreggiata, registrerà il transito dei veicoli addebitando l'importo tramite un apparato di bordo, pronipote dei tradizionali dispositivi “Telepass”. I veicoli passeranno liberamente, senza dover rallentare, né istradarsi su piste determinate, corrispondendo automaticamente il dovuto senza impiego di caselli, od altre infrastrutture complesse. Il contratto definitivo tra Anas ed Autostrade deve comunque essere ancora firmato, ed è prevedibile che un simile sistema – diffuso negli USA e in altre nazioni, ma mai applicato in Italia – necessiti di una lunga fase di sperimentazione. Ma in un secondo tempo, una volta che il sistema sarà a regime, potranno essere tariffati, ad esempio, i tratti interni del GRA, e le altre autostrade, come la A3 Salerno-Reggio Calabria.

Dubbi politici – Oltre a questi aspetti tecnici, ve ne sono altri di natura eminentemente politica. La decisione di far pagare il GRA e le altre autostrade Anas – anche se del tutto in linea con quanto da tempo avviene all'estero – è, inevitabilmente, una decisione impopolare. Talmente impopolare che nessuno se ne vuole assumere la responsabilità politica. Per quanto riguarda il GRA Il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha infatti precisato come, al momento, non ci sia ancora nulla di deciso e che, comunque, verranno previste delle esenzioni o delle riduzioni per l'utenza locale, e i pendolari. Contro il pedaggio, in attesa del decreto di attuazione, si sono schierati, unanimemente, il Sindaco di Roma Alemanno, il Presidente della Provincia Zingaretti ed il Governatore del Lazio Polverini. La data fatidica del 1° maggio, nel frattempo, si avvicina: non resta quindi che vederà cosa succederà.

di Alessandro Ferri

3 commenti

andrea
1:29, 16 febbraio 2011

beh… a Milano si pagano le tangenziali. Non vedo perchè a Roma no.

Daniele
23:23, 16 febbraio 2011

a Milano si pagano le tangenziali? forse la Nord, ma la Est e la Ovest no!

Daniele
19:49, 17 febbraio 2011

andrea, io sono di Milano ovest e la tang. non l'ho mai pagata: Pero, Cusago, Assago, etc… non si paga, a meno che tu non intenda al casello di Terrazzano ma li è per immettersi sulla Milano Laghi

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