Arriva il guanto con le frecce per la sicurezza di pedoni e ciclisti

Dei guanti muniti di frecce led rendono i ciclisti e i pedoni più visibili. Migliorerà davvero la convivenza tra bici e auto in strada?

11 dicembre 2013 - 7:00

Pedoni, ciclisti, centauri e automobilisti si incontrano tutti i giorni spartendo coi mezzi pubblici quei pochi metri d'asfalto che separano un marciapiede da un altro e, nonostante il Codice della Strada stabilisca precise (quanto contorte) regole per ogni utente, lo scontro è sempre dietro l'angolo tanto che spesso ci scappa il morto. Un programmatore californiano ha inventato dei guanti luminosi che assolvono per pedoni e ciclisti alla stessa funzione delle frecce per ciclomotori e auto.

IL BRACCIO E' IL SEGNALE UFFICIALE – L'inventore dei guanti con indicatori di direzione integrati si chiama Zach Vorhies, un programmatore di San Francisco che ha abbandonato la sua poltrona da software engineer presso Google per dedicarsi anima e corpo allo sviluppo della sua idea. Prima di mettere via la tastiera, infatti, Vohries ha collaborato all'integrazione di Google Earth nel sistema di navigazione satellitare dell'Audi A8 ma poi ha voluto percorrere la causa dei ciclisti invisibili agli occhi degli automobilisti. Per lanciare sul mercato i guanti con le frecce ad alta visibilità, l'inventore californiano sta cercando di racimolare 35 mila dollari attraverso una piattaforma di crowdfunding e, considerata la risposta positiva degli internauti, non è escluso che riesca nell'intento. L'idea di Vohries è nata per creare un segnale chiaro e visibile di svolta come per le auto e ha trovato nei comuni guanti per ciclista la sua base di partenza. “I primi modelli erano goffi, enormi e presentavano problemi di alloggiamento delle batterie ma con il tempo siamo riusciti a realizzare un sistema di alimentazione a batterie usa e getta o ricaricabili che gestisce la carica in base al tipo di batteria a bottone inserita” racconta Vohries.

NON ANCORA REGOLAMENTATE DAL CDS – I guanti, visibili in alto e in gallery, dovrebbero – secondo l'intento dell'ideatore – consentire ai ciclisti di poter svoltare senza staccare le mani dal manubrio, idea originale ed interessante specialmente per la marcia notturna. “Piuttosto che alzare il braccio, la mano o indicare con un solo dito, la svolta sarà più chiara e visibile a tutti anche da lontano, così le auto potranno rallentare per tempo senza mettere a repentaglio la sicurezza di chi è sul sellino” ha spiegato Vohries. L'invenzione, che segue altre sperimentazioni basate su indumenti equipaggiati di dispositivi luminosi, si propone anche agli skaters e a chi fa jogging. Da quanto si legge sulla pagina di raccolta fondi, dove Zach Vorhies presenta la sua invenzione ai potenziali investitori, basta avvicinare il pollice all'indice per azionare la freccia lampeggiante, che regola la sua intensità in base alla luce ambientale. Ora, tralasciando per un attimo la sua reale utilità, perché in un modo o in un altro (come si vede dalle foto allegate) il braccio bisogna comunque staccarlo dal manubrio (metodo ancora riconosciuto dal nostro CdS – art.154, comma 2) o comunque torcere il polso in modo che la freccia sia ben visibile, c'è da chiedersi se il problema non sia nel modo con cui le diverse categorie di veicoli s'impongono per strada.

CIVILE CONVIVENZA – Per il Codice della Strada, la bici è un veicolo (velocipede) a tutti gli effetti e in quanto tale è soggetto a specifiche norme relative agli equipaggiamenti di segnalazione acustica (un campanello), visiva (fanali anteriore e posteriore e catadiottri laterali) e di servizio (freni indipendenti su ogni ruota). Il fatto che la bicicletta sia meno ingombrante di un'auto non solleva il ciclista dal rispettare le norme relative alla circolazione (precedenza, procedere strettamente sulla destra, ecc.) che valgono per tutti gli altri veicoli, ad esclusione della possibilità di circolare contromano in determinate circostanze. D'altro canto, gli stessi ciclisti sono continuamente esposti al pericolo di essere investiti dalle auto che si piombano fuori dai garage o di ritrovarsi disarcionati da una sportellata inaspettata di chi scende dall'auto senza prestare attenzione. E' una diatriba infuocata che vede però anche gli automobilisti stanchi di accodarsi a gruppi di ciclisti indisciplinati che occupano l'intera carreggiata anche fuori dai centri urbani. La sicurezza delle auto, attraverso una migliore progettazione di paraurti e cofani meno aggressivi in caso d'investimento e lo sviluppo di telecamere che distinguono i pedoni e i ciclisti dalle auto, hanno migliorato di molto la probabilità che un pedone o un ciclista sopravvivano a un impatto, ma non sarà mai sufficiente se si continueranno ad ignorare (da ogni parte) regole e precauzioni che mettono gli utenti più vulnerabili al riparo dalle insidie della strada.

1 commento

Andrea
10:08, 11 dicembre 2013

UTILI MA CON QUALCHE LIMITE
Mi chiedo se la freccia sia visibile anche da dietro e quanto sia la durata delle pile.
Una soluzione più economica e pratica credo sia quella di vendere guanti con disegnate frecce (ambo i lati) di tessuto giallo catarinfrangente in modo che, mettendo fuori il braccio, siano visibili anche al buio.

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