Area C Milano: una sospensione, mille problemi

Il Consiglio di Stato sospende l'Area C di Milano: una decisione cui conseguono numerosi problemi

27 luglio 2012 - 6:00

Era uno dei cardini della giunta Pisapia, e ora il Consiglio di Stato l'ha stoppato d'un colpo: l'Area C, il pedaggio per accedere nella Cerchia dei Bastioni di Milano, è durato solo pochi mesi, visto che è stato introdotto lo scorso 16 gennaio.

BLOCCO – Il Consiglio di Stato ha appena bloccato l'Area C con un'ordinanza (vedi allegato), a seguito del ricorso di una società di parcheggi del centro di Milano: il provvedimento di sospensione (del 24 luglio 2012, depositato il 25) durerà almeno fino a quando verrà emessa la sentenza che deciderà nel merito se l'Area C dovrà essere cancellata o riattivata (comunque ad agosto era già prevista la sospensione dal Comune). Quando questa decisione ultima e definitiva? Non si sa nulla in merito. L'Area C è di un pedaggio di 5 euro che gli automobilisti hanno finora pagato per ogni ingresso nel centro di Milano. Con il ticket, che si ispira alla congestion charge londinese, il Comune si poneva due obiettivi: rendere più vivibile la città e accumulare risorse da investire nel servizio di trasporto pubblico. Così come recitava pure il referendum cui avevano risposto i milanesi. A regime l'Area C, questi i calcoli del Comune, avrebbe portato nelle casse di Palazzo Marino attorno ai 30 milioni l'anno, ovviamente da reinvestire per la mobilità.

POLEMICHE FEROCI – L'Area C, più pesante e più caro per gli automobilisti rispetto all'Ecopass dell'ex sindaco Letizia Moratti, è stato introdotto fra polemiche fortissime. Anzitutto, i commercianti e i proprietari dei parcheggi in centro hanno visto il pedaggio come un minaccia per il proprio giro d'affari, spingendo il Comune a studiare una forma di risarcimento per le entrate perdute. Inoltre, parecchi automobilisti, specie i pendolari, hanno visto l'Area C come un gravosissimo balzello, a fronte di un mancato miglioramento dei mezzi pubblici, il cui prezzo del biglietto è comunque rincarato proprio in concomitanza con il ticket. Fatto sta che la Mediolanum Parking, che si trova in Largo Corsia dei Servi a Milano, ha fatto ricorso mesi fa al Tar della Lombardia contro l'Area C, ma il Tribunale ha respinto la sospensiva; in secondo grado, invece, il Consiglio di Stato ha di fatto ribaltato la decisione del Tar, chiedendo al Comune di Milano di sospendere il pedaggio. Il Consiglio di Stato “accoglie l'istanza cautelare in primo grado e ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'articolo 55, comma 10, del Codice del processo amministrativo”. Ecco il passaggio chiave: il Consiglo di Stato ritiene che “l'interesse ad agire è evidentemente collegato all'indubbia lesione economica che il provvedimento impugnato cagionerebbe al concessionario cui appartiene la legittimazione ad agire in questo giudizio”. Insomma, una specie di vizio di forma. In futuro, la sentenza dei giudici del Consiglio entrerà nel merito, stabilendo se l'Area C deve essere abolita oppure no. Nell'attesa, le telecamere vanno spente, e le automobili possono di nuovo entrare liberamente in città.

REAZIONE – Alla fine, vinceremo noi: così la pensa il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: “Prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato, peraltro del tutto provvisoria, ma sono convinto che le nostre ragioni prevarranno. Abbiamo rispettato la volontà dei milanesi che con il referendum ci hanno indicato la via perché Milano sia sempre più vivibile – ha aggiunto Pisapia – Faremo di tutto per proseguire su questa strada”. L'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran (anch'egli al centro delle polemiche per via del ticket) sottolinea che “l'Area C in sei mesi ha ridotto il traffico del 34% nel centro città. Oggi registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un'aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subìto da un parcheggio privato e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi”. La sospensione dell'Area C a Milano è inaccettabile per Legambiente, WWF e Codacons. Ecco Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia: “Ci pare paradossale e inaudito che con una sentenza venga fatto prevalere l'interesse di un singolo operatore su quello di una intera città ora ci auguriamo che vengano trovate soluzioni per impedire che la sentenza cancelli i risultati della congestion charge, perché ciò determinerebbe un gravissimo arretramento sul fronte del governo della mobilità urbana. Di una cosa siamo certi: non vogliamo tornare a essere ostaggi di traffico e smog”. Invece, secondo il Codacons, la soluzione è concedere una deroga ai clienti del parcheggio e consentire loro l'ingresso gratuito nella ZTL.

GUAI – Ma ecco il primo vero problema che la sospensione dell'Area C comporta: se il pedaggio verrà cancellato, con le telecamera mai più accese, è ipotizzabile che gli ingressi pagati e le sanzioni ricevute per il mancato versamento del pedaggio debbano essere risarciti. Sarebbe una mazzata per il Comune di Milano, sia per quanto riguarda gli incassi sia per le multe (attorno ai 90 euro per ogni verbale). Seconda questione: la sospensione dell'Area C “diventa un'occasione per fare chiarezza”. Questo il parere di Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano e presidente di Assomobilità: “Ora il Comune, con le telecamere spente anche oltre il periodo di stop in agosto, potrà valutare attraverso i dati quali differenze oggettive vi saranno senza l'applicazione del provvedimento: sull'inquinamento, sul traffico privato e di servizio, sulla frequentazione del centro e la ricaduta economica per le attività commerciali. Ora si potrà capire meglio quanto dipende dall'Area C e quanto, più in generale, da uno stato di difficoltà che purtroppo, non trova ancora soluzione”. Se senza l'Area C lo smog e il traffico non aumentassero, anche per via della crisi che porta a utilizzare meno l'auto, avrebbe senso riattivare il pedaggio in seguito a una sentenza favorevole? Secondo Pisapia, invece, “il diritto alla salute deve prevalere su interessi di carattere economico. Mi sembra che il Consiglio di Stato abbia anteposto l'interesse personale all'interesse pubblico”. Ma allora, perché non valutare un piano strategico e strutturale, con soluzioni che riguardano il riscaldamento degli edifici, e l'eliminazione delle vecchie caldaie?

MULTE PAZZE – E comunque, resta sempre il problema della multe pazze: il cervellone dell'Area C (così come già accadeva a quello dell'Ecopass) è andato in tilt diverse volte, appioppando sanzioni da 90 euro circa a chi aveva regolarmente pagato il ticket. Perfino a chi pagava con il Telepass. Siamo sicuri che l'eliminazione dell'Area C sia vista di cattivo occhio dalle migliaia di automobilisti che hanno ricevuto verbali ingiusti?

REFERENDUM – In quanto alla volontà dei milanesi sull'Area C, c'è però da andare coi piedi di piombo. È vero: il referendum è stato positivo. Ma il quesito sull'Area C è stato votato solo dal 49% dei milanesi, non dalla maggioranza. All'interno di quel 49%, il 79% ha detto sì. E sul testo non tutti sono convinti: “Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità 'pulita' alternativa all'auto, attraverso l'estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l'allargamento progressivo fino alla 'cerchia ferroviaria' del sistema di accesso a pagamento, con l'obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti?”. Davvero il trasporto pubblico è stato potenziato? Questa la vera domanda da fare oggi, a distanza di mesi dall'entrata in vigore dell'Area C, ai milanesi (e anche ai pendolari che abitano in provincia…).

2 commenti

fara
9:15, 27 luglio 2012

Sono una “pendolare” che per motivi di coincidenze di orari lavorativi, entra in auto in Milano tutte le mattine da tanti anni, prestando la propria attività nella medesima città. Inserendosi quotidianamente nella vita sociale-economica, contribuisce, come migliaia di persone, al suo sviluppo impegnando e spendendo le proprie risorse morali ed economiche.
Nonostante però faccia parte di quella numerosa categoria di persone che nella magnifica citta' di Milano, producono e lavorano,viene penalizzata costantemente e, svolgere questo compito,le viene reso sempre più difficile da tutta una serie di divieti che, anche se in apparenza sembrerebbero motivati da obiettivi di carattere ambientalista o salutare, sono solo sostenuti da una sempre di più avida intenzione di “battere cassa” e prosciugare così i cittadini del frutto del loro lavoro. Perchè proprio non penso proprio che le polveri inquinanti causate dal traffico che gira intorno al perimentro dell'Area C, rispettino il limite delle telecamere e si fermino al di là di queste!! Che almeno lo si dica apertamente senza addurre false motivazioni : l'Area C è anch'essa un modo di “tassare” – prelevare denaro dal reddito dei cittadini che producono. Sarei forse meno in contrasto con l'idea di pagare, oltre ai parcheggi, alle multe perchè l'orario è scaduto, anche il pedaggio dell' Area C.

Daniele
11:15, 2 agosto 2012

Ciò che trovo tanto scandaloso quanto triste è il fatto che il Comune non abbia “oscurato” l'apposita segnaletica verticale, traendo in inganno gli ignari automobilisti.

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