Area C Milano: il mistero delle multe alle auto vecchie

Le macchine vecchie non possono entrare nell'Area C, neppure pagando, ma in tanti non lo sanno: ogni giorno, ben 1.000 multe di 90 euro

6 febbraio 2012 - 10:00

Le regole dell'Area C di Milano sono chiare: i veicoli alimentati a benzina Euro 0, e i mezzi alimentati a gasolio Euro 0, 1, 2, 3 (eccetto quei pochi autorizzati dal Comune) non possono entrare nella Cerchia dei Bastioni, e non possono farlo neppure pagando. È zona chiusa per loro, perché inquinano troppo.

1000 MULTE AL GIORNO – Appena le telecamere all'ingresso dell'Area C individuano chi sgarra, scatta la multa, che arriverà a casa del proprietario dell'auto: 90 euro. Di cui: 80 euro di sanzione vera e propria (articolo 7 del Codice della strada), più una decina di euro di spese di spedizione. Il fatto è che, nonostante la campagna di comunicazione messa in atto dal Comune di Milano, ogni giorno il sistema dell'Area registra addirittura 1.000 macchine vecchie in ingresso nella Zona a traffico limitato. Che si trasformano in altrettante multe: 90.000 euro il giorno. Lo ha appena rilevato la Cgil, durante un convegno sul nuovo pedaggio. Probabilmente, chi guida quelle vetture paga il ticket, ritenendo di essere in regola.

A RISCHIO SALASSO – Al di là di ogni considerazione sugli incassi del Comune (in un anno, di questo passo, il ricavo sarà attorno ai 30 milioni di euro!), c'è da domandarsi dove stia davvero il problema. Di certo, Joshua, il cervellone informatico di Atm (Azienda trasporti milanese) che governa le telecamere dell'Area C, non bara: si limita a rilevare le irregolarità. Non c'è malafede del Comune, insomma. Pur tuttavia, a nostro avviso, non si può certo continuare così: l'amministrazione ha il diritto di riscuotere le sanzioni, ma anche il dovere di informare maggiormente chi non conosce le regole. Oltretutto, il multato seriale, che entra nell'Area C decine di volte l'anno, si ritrova sul groppone altrettanti verbali: bastano 30 ingressi irregolari e il conto finale schizza a 2.700 euro. L'ignoranza delle norme da parte degli automobilisti non rappresenta una valida giustificazione per sbagliare, però chi governa la cosa pubblica deve farlo utilizzando anche il buon senso. È altrettanto vero che un sistema elettronico davvero intelligente dovrebbe funzionare in modo diverso; se l'auto molto inquinante non può entrare nell'Area C, l'ideale sarebbe bloccarla proprio al momento del tentato pagamento: appena viene comunicata la targa, il cervellone dovrebbe stoppare il versamento del ticket, rifiutandolo, in quanto inutile. Anche perché, per paradosso, il Comune altrimenti fa un doppio incasso: i cinque euro di ticket, più i 90 euro di verbale. Tombola.

DISCORSO COMPLESSO – Altro e ben più complesso discorso quello del diritto di circolare per chi ha una macchina vecchia, perché (molto probabilmente) non se ne può permettere una nuova e moderna. È giusto negargli la possibilità di guidare? O non c'è forse in questi provvedimenti di limitazione del traffico anche una violazione della libertà dell'individuo? Il quale, poi, paga le tasse come gli altri, incluso il bollo auto, per non parlare della Rca. E magari necessita della vettura per andare al lavoro, perché coi mezzi pubblici i tempi di spostamento triplicano (si pensi ai pendolari, residenti in zone poco servite dai veicoli pubblici). Ma questo, come si diceva poc'anzi, nulla ha a che vedere col rispetto delle regole: se l'Area C è chiusa a chi non ha i soldi per una bella macchina, la norma va rispettata.

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