Approvato il decreto che migliorerà la sicurezza delle rete stradale

Approvato il decreto che migliorerà la sicurezza delle rete stradale La sicurezza delle infrastrutture stradali non sarà più oggetto delle iniziative e della buona volontà dei gestori. Recepita dall'Italia la direttiva 2008/96/CE.

La sicurezza delle infrastrutture stradali non sarà più oggetto delle iniziative e della buona volontà dei gestori. Recepita dall'Italia la direttiva 2008/96/CE.

2 Aprile 2011 - 09:04

Il 10 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato (finalmente) un decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva 2008/96/CE sulla sicurezza delle infrastrutture stradali. Verrà quindi applicato un insieme di procedure che perseguiranno la sicurezza a partire dalla pianificazione di tali infrastrutture e fino alla loro completa realizzazione, ma le regole verranno applicate anche alle succesive fasi della gestione e della manutenzione. Lo stesso varrà per le strade per le quali si realizzerà una modifica del tracciato, a prescindere dagli effetti prodotti dalle modifiche sui flussi di traffico. Il rilascio del certifcato di collaudo finale necessario per la messa in esercizio delle infrastrutture nuove o modificate sarà subordinato alla corretta esecuzione dei controlli in aderenza a tutte le procedure.

PER ORA SOLO LA “TEN” – Il provvedimento riguarda per ora la sola rete stradale transeuropea (TEN), cioè la quasi totalità delle autostrade e parte delle strade gestite dall'Anas, ma è previsto che verrà esteso a tutta la rete nazionale a partire dal 10 gennaio 2016. Tale termine potrà essere rimandato a cura del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma non oltre il 10 gennaio 2021. Entro il 31 dicembre 2020, le regioni e le province autonome dovranno stabilire le regole per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali di competenza, con particolare riferimento a quelle finanziate in tutto in parte con fondi europei.

TEMPO PER ADEGUARSI – La scelta di non applicare da subito il decreto a tutta la rete nazionale è stata dettata dalla considerazione che in questo caso gli oneri, gli adempimenti e le responsabilità dei gestori pubblici e privati della rete non-TEN sarebbero aumentati repentinamente. In altre parole, si è deciso di lasciare a tali enti il tempo di adeguarsi. A tali considerazioni è probabilmente legata anche l'allungamento da sei a 12 mesi a partire dalla messa in esercizio della strada, del limite di tempo entro il quale effettuare i controlli di sicurezza. Al comma 5, inoltre, il decreto esclude dall'ambito di applicazione le gallerie stradali (scopri la galleria più sicura d'Italia), la cui sicurezza è disciplinata da un altro decreto, il n° 264 del 5 ottobre 2006. L'art. 3 del decreto stabilisce che prima di approvare il progetto preliminare di una nuova strada o la modifica di una esistente, è necessario predisporre una “Valutazione di impatto sulla sicurezza stradale” del manufatto.

TIMORI – Il recepimento della direttiva europea, quindi, sembra aprire una nuova era riguardante la sicurezza delle infrastrutture. Tuttavia adesso si dovrà definitivamente decidere chi dovrà controllare e approvare le varie relazioni di sicurezza. Come sempre gli interessi in gioco sono alti e quindi il rischio che tali commissioni finiscano nelle mani delle lobby, più o meno direttamente collegate ai gestori, è alto. Ma su questo ci ritorneremo quanto prima.

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