Incendiano l'auto per chiedere il risarcimento

Una giovane coppia in provincia di Latina ha dato fuoco alla propria vettura per poi chiedere il risarcimento alla compagnia assicurativa. I Carabinieri li hanno smascherati e denunciati

3 maggio 2011 - 7:00

I Carabinieri del comando di Aprilia (Latina) hanno denunciato per simulazione di reato, danneggiamento e fraudolenta distruzione della cosa propria una coppia che avrebbe dato fuoco alla propria auto al fine di richiedere il risarcimento alla compagnia assicurativa.

GLI INCENDI – Gli incendi in questione in realtà sono due. Il primo risale al 29 aprile 2009, quando l'auto, intestata a una 30enne brasiliana, era stata ritrovata in fiamme nei pressi del campo sportivo di Latina. Prima del ritrovamento, la ragazza ne avrebbe denunciato il furto. Circa un anno dopo la coppia avrebbe coinvolto alcuni amici nella truffa, replicando il piano, ma questa volta a Monticchio, nei pressi di Sermoneta (Latina). La tecnica sarebbe stata sempre la stessa: denunciare il furto dell'auto e poco dopo appiccare l'incendio. Dopo i due episodi, i Carabinieri hanno cominciato a sospettare e hanno approfondito. Dapprima sono stati sentiti alcuni testimoni, poi è stato effettuato un giro negli ospedali per accertare se si fosse presentato qualcuno con delle ustioni sul corpo. Dalle indagini è emerso che un 26enne originario di Latina, risultato poi l'esecutore materiale dei roghi, era stato accompagnato presso l'ospedale Goretti di Latina per delle ustioni sulle braccia. “Sin da subito le circostanze sembravano sospette: mancavano alcuni dettagli sul furto dell'auto e sugli oggetti al suo interno – dice il maggiore Luca Nuzzo del comando dei Carabinieri di Aprilia – quindi abbiamo approfondito la conoscenza dei proprietari e proseguito le nostre indagini. I nostri sospetti si sono rivelati fondatii”. I Carabinieri indagano ancora per capire se, oltre alla coppia, ci sono altre persone coinvolte.

FRODI ASSICURATIVE – I fatti appena narrati non costituiscono certo una novità e rappresentano solo una delle tante modalità di frode perpetrate a danno delle compagnie assicurative. Senza i dovuti controlli da parte delle forze dell'ordine, la coppia in questione avrebbe incassato un ingente risarcimento danni per l'auto, ovviamente assicurata contro l'incendio. Per motivi economici, non tutte le compagnie assicurative sono dotate di agenzie anti-frode interne, quindi  per il quale si trovano a dover pagare sinistri e danni provocati intenzionalmente, finalizzati all'incasso del risarcimento. Di casi analoghi, ma con dinamiche leggermente diverse, ne abbiamo già parlato. Tempo fa  riportammo il caso di un broker assicurativo che di fronte al gip aveva confessato tutti gli ingranaggi di un meccanismo ben rodato (vedi qui). Nonostante ciò, alla metà del mese di aprile è arrivata la bocciatura dell'Ania, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, sulla costituzione di un'agenzia anti-frode per il comparto rc auto (vedi qui). Nella vicenda appena narrata si tratta di incendio doloso finalizzato alla truffa, ma sempre di truffa si parla. Forse il mondo delle assicurazioni avrebbe bisogno di controlli più capillari, proprio per evitare il crescente aumento dei premi assicurativi di cui farebbero volentieri a meno i consumatori.

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