Antitrust sui carburanti: urge banca dati dei prezzi

Il Garante della concorrenza si rivolge al Governo: occorre, al più presto, una banca dati dei prezzi dei carburanti

5 giugno 2012 - 6:00

Con una banca dati dei prezzi dei carburanti, i consumatori potranno scegliere dove rifornirsi al prezzo più basso: lo sostiene l'Antitrust, che sollecita il Governo in questo senso. Il modello, ricorda l'Antitrust, è già stato sperimentato con successo in altri Paesi europei e degli USA senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.

PROPOSTA A MONTI – La proposta è stata avanzata dall'Antitrust al Governo, con una segnalazione a firma del presidente Giovanni Pitruzzella, inviata al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Secondo l'Antitrust, la pubblicazione dei prezzi praticati alla pompa per singolo punto vendita, prevista da una legge del 2009, rappresenterebbe un forte stimolo concorrenziale nel settore della distribuzione carburante.

POTERE DI MERCATO – Infatti, spiega il Garante, la reale percezione, da parte degli automobilisti, delle diversificazione dei prezzi sul territorio, costituisce uno dei pochi elementi in grado di ridurre il potere di mercato delle Imprese esistenti. Insomma, sarebbe una spinta ad abbasse i lisitini. Anche i rischi di un incentivo alla collusione dei singoli gestori degli impianti, rappresentato dalla facilità di controllare il prezzo applicato dal concorrente, sarebbero superati dai benefici legati a una maggiore capacità di scelta dei consumatori. Stando all'Antitrust, è possibile realizzare la banca dati senza costi aggiuntivi a carico della finanza pubblica, sul modello di quanto sperimentato in particolare negli USA.

VERIFICHE – È vero che già oggi imprese private svolgono con successo in Italia questo servizio, ma si basano “solo sulle segnalazioni fornite in maniera discontinua e volontaria da parte degli automobilisti”, spiega l'Antitrust. Comunque, l'istituzione della banca dati dovrà essere “accompagnata da misure di verifica della attendibilità dei dati che i gestori degli impianti sono obbligati a comunicare, anche attraverso l'utilizzo di informazioni che provengono direttamente dai consumatori”. Un controllo a tappeto, a beneficio dell'automobilista.

A PROPOSITO DI CARO-BENZINA – Nel frattempo, proprio in materia di benzina alle stelle, interviene il presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani: “Anziché introdurre una nuova accisa che si aggiunge alle 16 già esistenti sulla benzina, meglio sarebbe stato pensare a nuove forme di imposizione diretta su altri beni di largo consumo e soprattutto voluttuari: dalla tazzina di caffè al pacchetto di sigarette. Il continuo aumento della pressione fiscale sull'automobile è stato evidenziato anche da Bankitalia, secondo la quale nel 2011 gli automobilisti hanno versato maggiori tasse per un totale di 6,4 miliardi di euro, con un incremento del 14,9% rispetto all'anno precedente”. Sticchi ha poi aggiunto: “Con lo sciopero della benzina indetto dall'Automobile Club d'Italia per il prossimo 6 giugno vogliamo lanciare un messaggio chiaro al Governo e al Parlamento: malgrado cerchino di usare meno l'auto per contenerne i costi, le famiglie non sopportano di ritrovarsi a sborsare sempre di più. Ciò vale soprattutto per i carburanti, il cui costo alla pompa è gravato da una pressione fiscale di circa il 60%”.

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