Ania: ma quale tariffa Rca unica!

Tariffa unica Rc auto: le Assicurazioni molto polemiche contro il progetto del Partito democratico

12 maggio 2014 - 9:00

La tariffa unica Rc auto torna al centro dell'attenzione: dopo essere stata proposta dal Partito democratico nel 2012, adesso un gruppo di deputati del PD campano (capeggiati da Leonardo Impegno e Valeria Valente) rilancia una vecchia idea, con una proposta di legge d'iniziativa popolare: “Le imprese di assicurazione sono tenute a riconoscere l'applicazione del premio più basso previsto sull'intero territorio nazionale a tutti i contraenti e assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi cinque anni”. Lo dice “RC Auto, Tariffa Italia”, così si chiama l'iniziativa. Quindi, il guidatore virtuoso che abita al Sud, quello che non causa mai incidenti ed è in prima classe di merito, va davvero premiato. Oggi, invece, che succede? Chi non provoca sinistri si vede spesso la Rca rincarare al rinnovo annuale, specie se abita a Napoli, Caserta, o in altre province dove si verificano numerosi sinistri, e dove le truffe ai danni delle Assicurazioni rappresentano da sempre un problema gravissimo. Così, il sistema bonus malus delle classi di merito va a morire in certe zone del Mezzogiorno: il bonus (ribasso tariffario) scompare; ed esiste sempre e solo il malus, il rincaro della Rc auto.

CHE COSA VOGLIONO – La proposta di legge d'iniziativa popolare, depositata in Cassazione, è stata già firmata da 27 deputati del Pd e, spiega Impegno, “non vuole creare uno scontro tra Nord e Sud, ma abbassare le tariffe Rc auto a tutti gli italiani”. Il problema, come ha denunciato nei giorni scorsi l'Ivass (l'Istituto che vigila sulle Assicurazioni), è che ci sono forti squilibri territoriali: penalizzati i giovani e i residenti nei capoluoghi centro-meridionali. Un 18enne napoletano può arrivare a pagare un premio di 3.500 euro per un'auto 1.3 a benzina e 1.500 per un motorino 50cc. Secondo il deputato PD Massimiliano Manfredi, “il divario delle tariffe tra Nord e Sud in tema di assicurazioni è una discriminazione che deve finire, la Campania come le altre regioni del Mezzogiorno non può e non deve pagare di più”. Un'iniziativa che ha anche l'obiettivo di combattere alcuni fenomeni come la circolazione di macchine non assicurate e il cambio di residenza in altre città per avere tariffe agevolate. La raccolta firme (ne servono 50.000) verrà promossa anche dal Comune di Napoli, dall'associazione Radicali per la “Grande Napoli” e dai giovani democratici della città partenopea. Già nel marzo 2012, il senatore Franco Pontone aveva presentato in commissione Industria del Senato un emendamento al decreto legge liberalizzazioni, in base al quale gli automobilisti virtuosi dovrebbero versare la medesima RCA in tutta Italia: “Per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive e oggettive, ciascuna delle Compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte”. Non se ne fece nulla, perché il Governo era contrario alla tariffa RCA unica.

LE ASSICURAZIONI “MORDONO” – Come nel 2012, l'Ania (l'associazione delle Assicurazioni) è tagliente verso chi propone la RCA unica: “Invece di sostenere misure improponibili dal chiaro sapore elettorale, occorrerebbe affrontare le vere ragioni che tengono alti i prezzi della RC Auto in alcune province del Sud”. La proposta, oltre a essere illegittima perché contraria alle direttive comunitarie che vietano di imporre alle Compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo – dice l'Ania -, è anche tecnicamente insostenibile: stabilire infatti a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa più basso farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l'assicurazione. Gli assicurati che avessero causato anche un solo sinistro nei cinque anni sarebbero costretti a pagare premi insostenibili, vicini al costo del danno provocato: questo il guaio evidenziato dall'Ania. Per evitare questa assurda conseguenza, le Compagnie per coprire il disavanzo che si realizzerebbe a causa della soluzione proposta sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica più elevata colpendo con aumenti ingiusti e rilevanti le comunità di automobilisti più virtuose.

RISCHIO DIVERSO – “Il rischio assicurativo – sottolinea l'Ania – non è uguale dappertutto. Per ragioni che i proponenti dovrebbero conoscere, gli automobilisti napoletani, anche quelli virtuosi, hanno una maggiore propensione a causare incidenti. Secondo l'ultima rilevazione dell'Associazione la frequenza sinistri di quanti sono collocati nella prima classe di bonus malus a Napoli si attestava nel 2012 all'8,10% a fronte della media nazionale del 5,63%”. Queste differenze di rischiosità territoriale fanno sì che i prezzi della RCA non possono essere uguali, altrimenti si realizzerebbe un'ingiustizia – dice l'Ania -: le comunità di cittadini meno rischiose sarebbero costrette a sussidiare le comunità più rischiose. I sindaci delle comunità più virtuose potrebbero non essere d'accordo. Il Comune di Napoli è nel mirino dell'Ania: “Invece di proporre, scorciatoie legislative, l'ente locale partenopeo potrebbe collaborare più attivamente con la magistratura per ridurre il numero abnorme di frodi automobilistiche nella provincia campana, tra le principali cause delle differenze tariffarie con il resto d'Italia”. Il Comune, per l'Ania, dovrebbe operare per una migliore manutenzione delle strade visto che dalle rilevazioni dell'Osservatorio Ania per la sicurezza stradale risulta un numero elevato di punti pericolosi (ben 149) responsabili di incidenti. O, infine, contrastare con maggiore decisione il fenomeno, anch'esso grave nella provincia napoletana, degli automobilisti privi di copertura assicurativa (o con contrassegni falsi) i cui incidenti sono indennizzati dal Fondo vittime della strada, con contributi a carico di tutti gli assicurati.

IL PROBLEMA DI UN RICORSO EUROPEO – Al di là delle polemiche politiche (non vogliamo pensare che l'idea del PD sia una ricerca di consenso elettorale al Sud), va evidenziato che le leggi europee lasciano la massima libertà tariffaria alle Assicurazioni. Un'eventuale imposizione del prezzo RCA potrebbe dar luogo a un ricorso, alla Corte di giustizia europea, da parte delle Assicurazioni. Le quali, a tal proposito, già si erano dette contrarie all'imposizione di sconti a favore degli assicurati, previsti dall'articolo 8 del decreto Destinazione Italia.

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