Ania boccia l'Agenzia antifrode. Ma i premi rc auto restano alti

Le frodi alle assicurazioni rimangono una grande piaga. Le associazioni dei consumatori denunciano l'esigenza di controlli, ma per ora resta tutto fermo

15 aprile 2011 - 16:40

Ieri i giornali riportavano la notizia della bocciatura da parte di Ania, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, riguardo l'Agenzia Antifrode per il comparto rc auto durante un'audizione in Senato. Nello specifico, il direttore generale di Ania, Paolo Garonna, ha dichiarato che l'agenzia in questione costituirebbe soltanto un apparato amministrativo, non dotato delle giuste competenze e risorse umane e tecniche per contrastare il fenomeno della frode assicurativa (da parte degli assicurati, ovviamente). Ma c'è qualcosa che Ania non ha detto…

CARO RC AUTO – Alcuni problemi che hanno condotto ad un aumento del prezzo dei premi assicurativi sono noti: diffusione frodi e nessuno strumento per combatterle, pagamenti esosi per danni lievi di origine speculativa, assenza di una disciplina organica per il risarcimento danni alla persona. L'anno 2009 ha registrato 4.200 morti e più di 1 milione di feriti, da cui il costo sociale dell'incidentalità è stato di circa 30 miliardi di euro (1,8 punti del PIL), di cui il 50% è stato sostenuto dal sistema assicurativo. A fronte della riduzione dei premi richiesti dalle compagnie assicurative del -11,8% nel quinquennio 2005-09, il numero di sinistri non si è ridotto altrettanto, ma anzi, nel triennio 2007-09 il loro costo complessivo mostrava una certa tendenza alla crescita. E mentre nel 2009 la raccolta dei premi diminuiva del 3,6%, il costo dei sinistri è aumentato del 3%. Da qui gli aumenti dei premi attualmente registrati (secondo l'ISTAT del 5% al febbraio 2011), che però sono inferiori a quelli registrati nel febbraio. Un sistema, quello assicurativo, che mostra delle criticità determinate da tanti fattori, fra i quali l'evasione dei non contraenti (la sola Polizia Municipale di Roma nel 2010 ha scovato circa 9.000 non assicurati solo nella capitale, ma si stima che possano essere molti di più) e le frodi alle assicurazioni (che prima o dopo si rivalgono sui clienti).

PROBLEMA FRODI – Secondo l'Isvap, e i limitati mezzi a sua disposizione, solo il 2,5% dei sinistri è di origine fraudolenta. Anche se la cifra appare sottostimata. Già nel 2008 vi raccontammo uno dei tantissimi casi di frode assicurativa e chissà quante ce ne sono ancora da scoprire. Altro dato rilevante, e che secondo le compagnie giustifica l'elevato costo dell'RC Auto, è rappresentato frequenza dei sinistri (cioè il numero di sinistri rapportato al parco circolante) che in Italia è del 30% (il doppio rispetto alla Francia e superiore del 30% rispetto alla Germania). Problemi alla guida? Forse. Problemi stradali strutturali? Anche. Incapacità delle istituzioni o influenza dei gruppi di interesse? Probabilmente. Ma molti di questi potrebbero essere delle frodi e i dati supportano la nostra tesi. Nel solo 2009 la frequenza di incidenti è salita del 15%, con percentuali più preoccupanti al sud, dove al momento di un incidente, pare siano presenti in media almeno due persone mentre al nord il numero di risarciti per ogni sinistro è più basso.

Frequenza sinistri r.c. auto – Anno 2008 : comparazione europea

OLIGOPOLIO – Ma il problema frodi, per quanto rilevante, non è l'unico determinante rispetto all'innalzamento del prezzo dei premi assicurativi. Stando alla relazione annuale Isvap 2009, i 10 gruppi più grandi detengono il 76% del mercato (e solo le prime cinque detengono il 58,4% del totale). Questo farebbe si che le maggiori compagnie possano dettare i prezzi, costringendo le compagnie più piccole, definite satelliti (circa 68 imprese che detengono ciascuna il 2% o meno del mercato) ad “adeguarsi”. La “vivace concorrenza” di cui parla l'Ania, potrebbe quindi non essere così vivace e si potrebbe configurare vagamente l'ombra di un oligopolio.

SCARSA INFORMAZIONE – In generale, si può ipotizzare che l'italiano sia poco informato sui mezzi a propria disposizione per conoscere i risparmi di una o un'altra compagnia. Da sempre ci si è abituati a rivolgersi al proprio assicuratore di fiducia (di fatto l'85% delle intermediazioni viene fatta dai classici agenti, broker e banche), senza utilizzare i 'preventivatori' on line che permettono di fare, in pochi minuti, una vera e propria comparativa di tutto il mercato. Tutto questo grazie al Preventivatore Isvap.

IL PLURIMANDATO COSTA – Fino a qualche tempo fa l'agente monomandatario otteneva dalla propria compagnia una percentuale a titolo di provvigione per ogni polizza stipulata. Di norma questa era una quota vicina all'8%. Successivamente con l'introduzione del plurimandato (in genere massimo 5 compagnie per intermediatore) ogni compagnia, per cercare di convincere l'agente ad indirizzare i suoi clienti verso la propria azienda, ha innalzato le provvigioni e quindi di fatto non ha permesso che i premi scendessero. La concorrenza in pratica ha solo portato le compagnie a spendere di più in provvigioni. Riguardo ciò, secondo quanto dichiarato da Alessandro Tomasello, direttore di Assicuriamocibene.it, “potrebbe risultare utile fare come fanno in Inghilterra, con il fee only, parcella pressoché fissa per gli agenti che diventano dei consulenti al servizio (e pagati) dal consumatore, ma che però fanno solo i suoi interessi. Alla lunga è un meccanismo che funziona”.

AGENZIA ANTIFRODE, SI O NO? – Ma allora, se i dati sono questi, perché bocciare un'agenzia antifrode? Garonna sostiene che non sia stata ideata nella sua giusta veste e sostanza, perché così non le sarebbero attribuite delle competenze tali da potere funzionare e lo definisce “non un vero organismo antifrode, del tipo di quelli operanti nei Paesi più avanzati, ma semplicemente un gruppo di lavoro a composizione prevalentemente amministrativa e addirittura con incarichi a tempo determinato, che dovrebbe presiedere, senza alcuna struttura dedicata e qualificata, ad una serie di attività complesse”. Tra l'altro non tutte le compagnie sono dotate di uffici antifrode interni, e a volte preferiscono risarcire piccoli danni (anche quelli permanenti fino a pochi punti di invalidità riconosciuta) piuttosto che mettere in moto una macchina di controlli che renderebbe la procedura antieconomica (secondo loro). Secondo Fabrizio Premuti, segretario nazionale Adinconsum ed esperto del settore assicurazioni, “in 5 anni le grandi compagnie hanno fatto utili sulle storture del sistema e non hanno fatto nulla, invece, per l'efficienza delle imprese – e continua – davanti ad un minimo aumento di costi dei premi viene giù il cielo. E' un atteggiamento che Ania non dovrebbe avere, perché fino ad ora c'hanno guadagnato tutti e gli unici che ne pagano le conseguenze sono i consumatori”. Sull'Agenzia bocciata proprio da Ania dice: “Noi facciamo notare tutti questi problemi da anni. Volevamo un organo libero da problemi burocratici che si rapporti con i consumatori e le loro esigenze, era meglio prendere quello che veniva e sistemare le cose in corso d'opera”. La realtà è che nessuno sino adesso ha realmente voluto contrastare le frodi con decisione, anche perchè tanto c'è sempre il consumatore pronto a pagarne le conseguenze…

Incidenza sinistri con danni alla persona: comparazione a livello europeo

1 commento

francesco
19:24, 22 maggio 2011

le compagnie non hanno alcun interesse ad istituire una agenzia antifrode, perché costituendo questa non hanno più giustificazione gli aumenti che oggi effettuano e che ne trovano giovamento;
sé andiamo avanti così la % degli automobilisti che non stipulerà un contratto rc aumenterà di gran lunga, perché una persona onesta e padre di famiglia non può impegnare due mesi di lavoro per pagare l'assicurazione.
Ringrazio i nostri incapaci governanti

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