Anche per i Carabinieri c'è il codice della strada

Questa settimana ci si occuperà di una vicenda piuttosto delicata, che riguarda la circolazione stradale.A chi non è mai capitato mentre era alla guida del proprio automezzo di incrociare o di...

7 aprile 2005 - 13:53

Questa settimana ci si occuperà di una vicenda piuttosto delicata, che riguarda la circolazione stradale.

A chi non è mai capitato mentre era alla guida del proprio automezzo di incrociare o di essere superato da un mezzo pubblico in emergenza?
Con la sentenza che qui si commenta vengono fornite le regole di condotta cui devono attenersi gli operatori pubblici alla guida per non incorrere in responsabilità.

I fatti del caso analizzato.
Un soggetto percorreva una via di Roma; avendo dalla sua parte il semaforo verde, procedeva senza alcuna preoccupazione.
Se non che entrò in collisione con una “volante” dei Carabinieri la quale, al contrario, impegnò l'incrocio nonostante avesse il semaforo rosso. A seguito della collisione, sia l'auto che la persona alla guida riportarono dei danni e pertanto gli attori si rivolgevano al ministero della difesa per ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Nel processo instauratosi, il Ministero della Difesa sostenne che l'auto dei carabinieri aveva rallentato in prossimità dell'incrocio ed inoltre aveva utilizzato sia i dispositivi acustici sia quelli luminosi, idonei entrambi a far presente ai cittadini l'emergenza in corso.

Il giudice respingeva la tesi difensiva e concedeva il risarcimento dei danni argomentando nella maniera che segue.
Anzitutto un mezzo pubblico, per “infrangere” il codice della strada (per esempio passando con il rosso) deve essere in emergenza (e nel caso concretamente sottoposto al suo esame non era stata dimostrata l'emergenza); inoltre è necessario che il veicolo in emergenza azioni sia i dispositivi acustici (cioè le sirene) che quelli luminosi (cioè le luci) per consentire al cittadino di accorgersi della presenza del mezzo (nel caso concreto fu dimostrato che il mezzo aveva messo in funzione tali dispositivi).

E comunque, scrive il giudice, perchè gli agenti pongano in essere una condotta ineccepibile, è necessario un ulteriore requisito, che nel caso concreto non è stato dimostrato: è cioè indispensabile che il mezzo, in prossimità dell'incrocio, comunque sia rallenti la corsa, in quanto “la prudenza è richiesta necessariamente alle auto di servizio anche nelle situazioni di emergenza”.

La sentenza di condanna al risarcimento dei danni appare indubbiamente condivisibile, se non altro perchè un semplice cittadino non poteva sopportare i danni subiti semplicemente perchè aveva avuto la sfortuna di passare nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Ma la sentenza risulta essere particolarmente interessante soprattutto in quanto detta una serie di regole comportamentali cui devono attenersi tutti gli operatori in emergenza; le strade, in conclusione, non possono mai diventare un far west e quel generale dovere di usare la comune prudenza non cede nemmeno di fronte alla corsa sfrenata del mezzo di soccorso o di polizia.

Dottor Francesco Biagini
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