Anche l'ambulante può riparare i vetri dell'auto

Lo ha detto il Consiglio di Stato: pure l'ambulante ha la possibilità di riparare i vetri della macchina

2 settembre 2014 - 9:00

La questione era: possono essere sostituiti in forma ambulante parabrezza e altri vetri o cristalli di auto attraverso veicoli itineranti? Un sindaco diceva di no; una società operante nel settore (una multinazionale) sosteneva l'opposto. La risposta del Consiglio di Stato, dopo una lunga battaglia legale, è stata: sì, anche l'ambulante può riparare i vetri dell'auto (sentenza numero 4221 dell'8 agosto 2014). Al contrario di alcune attività artigianali, che devono avere una sede fissa, come barbieri e parrucchieri, estetisti, avanderie e tintorie,per motivi ambientali e di tutela dei lavoratori, nelle autoriparazioni, una norma specifica consente interventi itineranti di riparazione auto fuori dall'officina fissa.

PER QUALSIASI EVENIENZA – L'ambulante può riparare i vetri dell'auto quale ne sia la natura (d'emergenza o ordinaria) della riparazione. Però si deve trattare di soggetti qualificati, garantendo sicurezza stradale, quella del lavoro e dell'ambiente. Però, alla norma del 1992, si sono nel tempo sovrapposte previsioni in tema di artigianato e di spazi e attrezzature idonee. Per questo era sorto il dubbio che l'attività di autoriparazione dovesse essere espletata in solo in specifici locali, in forma residenziale. Ma poi è arrivata la liberalizzazione, che per favorire la concorrenza riduce divieti, restrizioni e oneri per l'esercizio delle attività economiche.

NESSUNA RESTRIZIONE – Nessun ente locale, in assenza di parametri normativi statali e senza neanche prevederli ma avvalendosi della disciplina sull'artigianato, può introdurre restrizioni in questa materia riservata allo Stato (disciplina legale dell'autoriparazione) ovvero limitare le modalità di esercizio dell'attività dell'autoriparatore attraverso una distinzione, peraltro difficilmente praticabile e aperta a qualsiasi contingente divieto o ordine, tra interventi di emergenza e ordinari. Infatti, anche la rottura di un parabrezza o di un finestrino dell'auto o una semplice scheggiatura degli stessi possono costituire fonte di pericolo nella circolazione stradale, almeno nella percezione del singolo utente sino al raggiungimento di una sede di officina, nel caso si introduca nell'abitacolo un'insetto o il vetro sbrecciato si frantumi completamente: così la pensa il Consiglio di Stato.

TUTELA DELLA SALUTE – L'iniziativa economica privata è quindi libera e va svolta garantendo piena concorrenza e pari opportunità. Ci sono solo limiti per evitare danni a salute, ambiente, patrimonio artistico e culturale; da tutelare, ovviamente, anche sicurezza, e dignità umana. Né devono esserci contrasti con l'utilità sociale, con l'ordine pubblico, con il sistema tributario e con gli obblighi comunitari. Si tratta di garantite finalità di sicurezza dell'autoveicolo nella circolazione stradale, con interventi praticati da autoriparatori qualificati nel rispetto delle regole ambientali. Alla fine, ampliando i livelli di servizio, la disponibilità di rete, i tempi di risposta, l si dà sviluppo a nuovi servizi con vantaggi per l'automobilista e contenimento dei costi. Questo almeno in teoria. Poi occorre vedere sul campo se realmente si ha la massima tutela dell'ambiente. Insomma, alla fine c'è comunque una bella differenza fra la tutela ambientale che può dare un'officina fissa, con strumentazioni chiaramente adeguate, e un ambulante.

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