Anas Sicilia, crolla un altro viadotto sulla SS626: vergogna

A Licata (Agrigento), il viadotto "Petrulla", sulla SS626, è crollato

8 luglio 2014 - 11:00

Pazzesco e vergonoso in Sicilia: ieri mattina, alle 11.25, a Licata (Agrigento) una delle campate del viadotto “Petrulla”, in corrispondenza del km 4,5 della SS 626 dir “Licata-Braemi”, è crollata (foto repubblica.it). La strada è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni tra lo svincolo Licata Calandrino/Innesto SS123 di Licata e lo svincolo Casale e sul posto è presente il personale della Polizia stradale e dell'Anas. Al momento del crollo, una vettura in transito ha tamponato l'auto che la precedeva, che ha frenato bruscamente, provocando alcuni feriti. Il traffico è deviato sulla viabilità locale con indicazioni sul posto (almeno così dice l'Anas). Ovviamente, si raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida; comunque, l'evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito stradeanas.it/traffico oppure su tutti gli smartphone e i tablet. C'è anche il numero (a pagamento) 841-148 Pronto Anas. Esiste un percorso alternativo, con deviazione sulla SS 115 e proseguimento sulle SS 576, 410 dir, 123 fino all'incrocio con la SS 644.

UNA COMMISSIONE AL LAVORO – Il Viadotto “Petrulla”, risalente alla fine degli anni Settanta, è lungo 492 metri ed è costituito da 12 campate. Dai primi accertamenti effettuati dai tecnici dell'Anas, la causa del crollo sembrerebbe imputabile a una rottura delle travi in cemento armato precompresso che sostenevano l'impalcato. Il guaio, stando all'Anas, sarebbe avvenuto senza che si fossero manifestate deformazioni evidenti e tali da preannunciare l'imminente crollo. Nessun segnale di possibile cedimento, peraltro, era emerso neppure nei recenti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che hanno interessato il viadotto negli anni scorsi: così dice l'Anas. Che aggiunge: c'era stato l'adeguamento delle barriere di sicurezza e, ancor più di recente, la sostituzione dei giunti di dilatazione. L'Anas ha nominato una commissione tecnica, presieduta dal docente universitario Mario Paolo Petrangeli, esperto in ponti, che nelle prossime ore si recherà sul posto per il sopralluogo e per verificare gli interventi necessari atti a ripristinare in tempi rapidi la viabilità e a prevenire problemi sulle altre campate del viadotto.

CHE SCANDALO – Due le autovetture, una Fiat Punto e un'Audi Q3 rimaste coinvolte. I feriti parrebbero quattro (sotto choc), tra cui una donna incinta e un bambino: uno avrebbe la gamba fratturata. Il bilancio sarebbe potuto essere molto più pesante; siamo di fronte a una strage sfiorata. La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Carlo Cinque. Al momento non ci sono indagati, né ipotesi di reato. Stando a una prima ricostruzione sembra che improvvisamente una parte del manto stradale abbia ceduto provocando un vistoso avvallamento nella parte iniziale del viadotto, proprio mentre le automobili stavano transitando. Le auto non hanno fatto in tempo ad evitare di finire giù. Diverse anche le macchine coinvolte nel tamponamento a catena successivo al crollo. Il viadotto Lauricella arriva anche 60 metri di altezza. Il cedimento strutturale si è verificato nella parte iniziale. “Ho già contattato il capo della Protezione civile nazionale e il corpo nazionale dei vigili del fuoco, per poter intervenire immediatamente sull'importante arteria stradale”. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che si trovava ad Agrigento per partecipare – in Prefettura – a un vertice su immigrazione ed emergenza furti dei cavi di rame.

PRECEDENTI DRAMMATICI – Quattro anni fa, sempre sulla statale 626, era crollato un altro viadotto: “Geremia II”. Il crollo era avvenuto sulla strada statale 626 Caltanissetta-Gela, nel territorio di Butera, il 28 maggio 2009, appena tre anni dopo l'inaugurazione. Nel 2013, sono stati condannati due tecnici dal gup del tribunale, Lirio Conti. Un anno e cinque mesi per i geometri Aldo Afeltra e Bruno Flore, mentre sono stati rinviati a giudizio il direttore tecnico della società Rizzi di Rovigo, costruttrice del viadotto, Luca Manfredini in qualità di direttore dei lavori, Francesco Lombardo dell'Anas di Palermo e Luca Rizzi, amministratore delegato della stessa azienda. Il viadotto “Geremia II” ebbe un primo cedimento strutturale il 21 maggio 2009, creando un gradino di 50 centimetri contro cui finirono un poliziotto in sella alla sua moto e l'auto di un autista da noleggio che stava accompagnando a Palermo una donna con i suoi due figli. Rimasero tutti feriti, e in particolare la donna, che subì la frattura scomposta delle vertebre cervicali. Ma non è tutto: nel 2013, il 2 febbraio del 2013 era franato il ponte Verdura sulla statale 115 tra Agrigento e Sciacca. L'Italia che crolla, con il cittadino impotente: un'ennesima vergogna, che colpisce fra l'altro una delle zone più meravigliose d'Italia e del mondo, la Sicilia, deturpandone l'immagine. E la memoria non può che tornare alla più grave disgrazia stradale d'Italia, quella del viadotto di Acqualonga, con 40 morti: si attendono gli sviluppi del processo, con il guardrail che è nel mirino di chi indaga.

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