Stazioni di servizio in Europa: il maggiore problema è l'igiene

Passate al vaglio 77 stazioni di servizio in Europa. Delle 8 stazioni italiane sotto la lente d'ingrandimento dell'Aci una è stata bocciata. Igiene carente quasi ovunque

14 aprile 2011 - 12:33

Sono 77 le stazioni di servizio autostradali in Europa al vaglio dell'EuroTest, un programma di tutela dei consumatori sviluppato e attuato da 16 club automobilisti (fra cui l'Aci) di 15 paesi europei. Solo 6 gli impianti bocciati, uno in Italia, esattamente quello di “Piani d'Invrea Sud” sulla A10 Savona-Genova tra Varazze e Arenzano, in provincia di Savona. Le altre stazioni italiane esaminate sono: “Paganella Est” (Lavis, Trento), “Badia al Pino” (Civitella Paganico, Grosseto), “Adige Est” (Rovigo), “Giove Ovest” (Brescia), “Fratta Nord” (Teglio Veneto, Venezia), “Stura Est” (Belforte Monferrato Alessandria), “Nure Sud” (Piacenza) e “Casilina Ovest” (Castrocielo, Frosinone). Fra la metà del novembre 2010 e il 5 gennaio 2011 sono stati percorsi 30.000 km per setacciare le aree di sosta attrezzate, una volta di giorno e un'altra volta al tramonto.

CRITERI DI VALUTAZIONE – I fattori considerati per fare le rilevazioni, ognuno con un determinato peso specifico, sono: facilità d'entrata o uscita (20%), area distributori (25%), shop e market (10%), servizi sanitari (11%), igiene (14%) e prezzi (20%). Sulla base dei suddetti criteri nessuna stazione ha ottenuto il massimo devi voti (i risultati completi li trovate in basso come pdf). Come spesso accade la Svizzera guarda dall'alto il resto dei colleghi. Nella top five rientrano due aree di servizio della Repubblica Ceca, due della Slovenia e una croata. Il punteggio più alto in Italia è stato attribuito all'impianto di “Paganella Est” sulla A22 Verona-Brennero tra Trento e San Michele all'Adige per completezza di dotazioni di servizio agli automobilisti, accesso ai bagni senza barriere architettoniche e segnaletica chiara, sia in entrata che in uscita.

DIMENTICATA L'IGIENE – Il dato decisamente più preoccupante per i viaggiatori di lunga percorrenza riguarda l'esame dei servizi sanitari. L'analisi batteriologica dei campioni prelevati nelle aree di servizio di tutta Europa è stata condotta dall'Istituto di Igiene SynLab: in 20 stazioni è stata rilevata una condizione igienica potenzialmente dannosa per la salute e in 12 addirittura nociva. In generale, il 40% dei servizi igienici sono risultati sporchi e poco curati; 6 impianti su 9 in Italia sono stati bocciati con una insufficienza piena; si rischia di più nei bagni delle donne, dove l'8% dei campioni prelevati è risultato insalubre. “Recarsi nei WC pubblici delle stazioni di servizio – si legge nel rapporto di Euro test 2011 – significa sovente correre rischi. Nei campioni prelevati dai periti dell'Istituto di igiene SynLab sono stati individuati vari germi, alcuni dei quali portatori di malattie”. Insomma, meglio “farla” a casa.

LIVELLO DEI PREZZI – Considerato che gli shop/market delle aree risultano i molti casi le zone più curate delle stazioni di servizio, per ovvie ragioni commerciali, sono state fatte delle comparazioni prendendo in esame un paniere con cinque articoli: una bottiglietta d'acqua da 0,50 l, una bottiglietta di bevanda a base di cola da 0,50 l, un cappuccino, uno snack al cioccolato e un gilet catarifrangente. Anche rispetto agli acquisti vengono registrate delle notevoli differenze. Il gilet catarifrangente a “Beaune-Mercueil” (Francia) costa 2,1 € mentre lo stesso, alla stazione di “Gottardo Ovest” (Svizzera), si paga l'equivalente di 18,36 €. A “Golling” (Austria), il prezzo del cappuccino è 3 €, mentre a “Brno-Stary Liskovec” (Repubblica Ceca) con lo stesso importo se ne possono bere sei di tazze della stessa bevanda.

RIFORNIMENTI – Il test ha smentito l'idea comune secondo la quale conviene fare rifornimento di carburante fuori dalla rete autostradale. Comparando i prezzi delle aree di servizio con quelli praticati dagli altri gestori nelle zone limitrofe, gli ispettori dell'Aci e degli altri Automobile Club hanno potuto constatare che in Austria si risparmiano fino a 10 € per un pieno 60 l di benzina, un po' meno in Francia e Svizzera, dove il costo scende del 12%. In Italia, invece, un terzo dei distributori fuori dalla rete autostradale applica prezzi più alti, così come in Olanda e in Germania.

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