Altro incidente nel tunnel San Gottardo: arriverà mai la galleria parallela?

Nella galleria del San Gottardo servirebbe un tunnel parallelo. In Svizzera se ne discute da anni

18 novembre 2014 - 12:00

A seguito di un grave incidente che ha coinvolto un pullman e un camper avvenuto domenica pomeriggio, la galleria del San Gottardo è rimasta chiusa in entrambe le direzioni fino verso le 23. Due persone hanno riportato ferite medio-gravi, mentre altre tre lesioni di lievi entità. Il ferito più grave – estratto dalle lamiere dai pompieri – è stato infatti elitrasportato al pronto soccorso dell'Ospedale di Lucerna. Che cosa è successo? Il camper con targhe francesi diretto a sud è finito sulla corsia di contromano e si è scontrato frontalmente con il pullman: nell'incidente è rimasta danneggiata anche una parete della galleria. I veicoli che si trovavano nel tunnel hanno dovuto tornare indietro, mentre davanti a entrambi i portali si sono formate lunghe code. Si ripropone così l'annoso problema dei sinistri all'interno del San Gottardo, tema fortemente dibattuto in Svizzera e quasi sconosciuto nei vicini Paesi europei: parliamo del collegamento stradale più importante della Svizzera tra il Nord e il Sud delle Alpi (la popolazione svizzera, la sua economia e il suo turismo dipendono dal corretto funzionamento della connessione stradale). Ma qual è la causa di questo sinistro? C'è da dire che, all'ingresso del tunnel, di solito il problema è il cambio di luminosità, ma data l'ora dell'incidente è improbabile che sia quella la causa. Probabilmente, quindi, è stata una gomma scoppiata o una distrazione. Si ripropone pertanto il problema dei trafori a canna unica. E infatti sul Frejus, dopo l'incidente grave del giugno 2005, stanno completando il raddoppio.

LA PROPOSTA CHE NON SI CONCRETIZZA – La questione ruota attorno alla proposta del Consiglio federale di costruire una nuova galleria parallela per permettere il risanamento del vecchio tunnel, in esercizio dal 1980, che per legge dev'essere adattato alle più recenti esigenze. Una costruzione, spiega a SicurAUTO.it il TCS (Touring Club Svizzero), osteggiata soprattutto dai membri dell'Iniziativa delle Alpi, che la ritengono incostituzionale, dai Verdi e dai Socialisti, che assieme hanno lanciato un referendum, sul quale il popolo svizzero andrà a votare nel 2015 o più probabilmente nel 2016. La posizione del Turing Club Svizzero, favorevole alla costruzione del secondo tunnel senza aumento della capacità, poggia soprattutto sulla questione della sicurezza: “È anacronistico che una galleria di 17,5 chilometri sia ancora ai giorni nostri a un solo fornice, con doppio senso di marcia e con una media di passaggi di 17.000 veicoli al giorno. Le conseguenze nefaste sono lì da vedere. Se prendiamo le statistiche dei due tunnel autostradali svizzeri San Gottardo e Seelisberg, ambedue aperti nel 1980 (il primo a una sola canna, mentre il secondo a due canne), conteggiamo fino al 2013 per il San Gottardo 36 morti, mentre per il Seelisberg un morto”. I problemi del San Gottardo si ripercuotono anche sulla viabilità di questa importante arteria, dalle colonne ai due portali, alle chiusure temporanee per veicoli in panne, per incidenti, incendi. Anche se va pure ricordato che è tutta una questione di punti di vista: 17.000 veicoli al giorno sono una miseria in rapporto all'Italia; sono i mezzi che circolano in tre ore su una tangenziale italiana nelle ore calde…

PER MAGGIORE SICUREZZA – Con la variante del tunnel di risanamento, al termine delle opere sarebbe percorribile una sola corsia per galleria: il pericolo di scontri frontali e laterali verrebbe perciò scongiurato. La seconda corsia fungerebbe da corsia di emergenza, e polizia, vigili del fuoco e ambulanze potrebbero raggiungere rapidamente, liberamente e in modo sicuro il luogo di un incidente. Questo è almeno il progetto. Il sistema di dosaggio del traffico pesante e l'obbligo di distanza di 150 metri sarebbe ancorato nella legge e resta dunque in vigore.
Nel caso di lavori di manutenzione o di chiusura accidentale di un tunnel, il traffico verrebbe deviato nell'altro tubo. La disponibilità di una tale soluzione di ripiego renderebbe più affidabile il collegamento del San Gottardo.

L'ALTERNATIVA CHE NON CONVINCE – L'alternativa alla costruzione di un secondo tubo comporta la chiusura a lungo termine del collegamento e la deviazione del traffico su una cosiddetta “Strada viaggiante” (RoLa). Questa “soluzione” costituisce, per le regioni colpite come Uri e la Leventina, un grande onere. Per la RoLa deve essere costruita un'enorme infrastruttura temporanea, che necessita fino a 8 binari di trasbordo per il traffico pesante, con una superficie di carico che occuperebbe tra i 56.000 e gli 80.000 metri quadrati. Inoltre, l'abrogazione del divieto di transito notturno per i mezzi pesanti, con la Strada viaggiante attiva dalle 4 alle 24, produrrebbe inquinamento fonico supplementare per le regioni di URI e Ticino, direttamente colpite dalla soluzione. E una consistente percentuale del traffico pesante verrebbe deviata su altri valichi alpini: i Grigioni (San Bernardino) e il Vallese (Sempione e Gran San Bernardo), con importanti effetti e oneri per queste regioni. Un secondo tunnel, al contrario, assicurerebbe durante il risanamento una gestione del traffico efficace e sopportabile per tutte le regioni. E adesso, dopo il sinistro di domenica, gli argomenti a favore di un secondo tunnel per il risanamento del San Gottardo verranno presi maggiormente in considerazione?

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