Altra inchiesta sui soldi del Ministrero della Gioventù: vanno tutti a senso unico

Ecco un altro articolo riguardante i soldi pubblici destinati alla sicurezza stradale, caso di cui avevamo già parlato due giorni fa. Il sospetto che qualcosa sia andato storto è ormai dilagante...

30 marzo 2010 - 11:56

Ecco un altro articolo riguardante i soldi pubblici destinati alla sicurezza stradale, caso di cui avevamo già parlato due giorni fa.

Il sospetto che qualcosa sia andato storto è ormai dilagante e tutti i maggiori esponenti della sicurezza stradale in Italia si stanno domandando dove sia finità la meritocrazia (illusione!!) e l'interesse verso la vera sicurezza stradale.

Finanziare solo progetti sulla carta senza prendere nella dovuta considerazione chi, con non poche difficoltà, si batte per la sicurezza stradale in Italia è piuttosto deludente. Comprendiamo che la storicità di alcune strutture non faccia automaticamente curriculum (alcune strutture non sarebbero in grado di sviluppare progetti su ampia scala) ma dal Ministero della Gioventù ci saremmo aspettati qualcosa di più.

Vi lasciamo alla news che potete leggere anche qui sul sito Antefatto. Non sappiamo se quanto dichiarato sia vero al 100% le conclusioni le lasciamo fare a voi.

 

Il ministero di Giorgia Meloni si fida solo degli ex-An: i 4 milioni per prevenire gli incidenti stradali vanno tutti a loro

“Beati gli ultimi perché saranno i primi”. Probabilmente la commissione nominata dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ex An, si è ispirata alle Beatitudini e al discorso della Montagna per stilare alla vigilia delle elezioni la lista dei 16 vincitori del concorso per la sicurezza stradale. Equivocando, però, sull'idea di “ultimi”, che sulle labbra di Gesù erano i perseguitati, gli afflitti e i poveri, mentre nella graduatoria ministeriale sono quelli arrivati dopo. Ultimi sì, ma in ordine cronologico, in pratica gli sconosciuti. Ritenuti più meritevoli degli altri, però, e gratificati con un bel gruzzolo, finanziamenti per 4 milioni e mezzo di euro, 300 mila circa per ognuno. I più noti, titolati e competenti, invece, sono stati ignorati e relegati in fondo alla classifica in posizioni umilianti.

GLI ESCLUSI . Alcuni di questi esclusi la stanno prendendo veramente male, si considerano offesi e presi in giro. E accusano apertamente la ministra di aver organizzato una combine a favore di organizzazioni amiche. Interrogato dal Fatto Quotidiano, il capo del dipartimento della Gioventù, Andrea Fantoma, cerca di parare le accuse: “Capisco la contrarietà di chi ha perso, ma è tutto regolare, il presidente della commissione, Giuseppe Carlino, che è anche vice capo di gabinetto, ha agito nel rispetto della normativa”. Gli esclusi, però, non demordono e si stanno organizzando per chiedere l'accesso agli atti in base alla legge sulla trasparenza e per riversare poi sul ministero un bel pacchetto di ricorsi. A questo punto, è facile prevederlo, il concorso per la sicurezza finirà in qualche aula di tribunale. Tra i più contrariati dalla piega presa dalla faccenda c'è l'avvocato Federico Alfredo Bianchi dell'Associazione europea dei familiari delle vittime della strada, una delle poche organizzazioni presenti al tavolo della sicurezza al ministero dell'Interno con il sottosegretario Alfredo Mantovano. Le altre sono l'Associazione italiana familiari e vittime della strada e la Fondazione Luigi Guccione; tutte quante aderiscono alla Fevr, Federazione europea vittime della strada. L'Associazione di Bianchi è famosa tra chi si occupa di sicurezza perché si batte da anni a fianco delle famiglie costituendosi parte civile, elaborando proposte di legge e organizzando proteste quando serve. Come a Pasqua del 2006 sulla Pontina, per esempio, quando uno scriteriato guidò per 12 chilometri contromano e poi beccò in pieno un'altra auto: tre morti. Per farlo arrestare il presidente laziale dell'organizzazione, Giovanni Delle Cave, fece lo sciopero della fame e il tizio poi fu condannato. Il ministero ha confinato l'Associazione di Bianchi e Delle Cave al quarantaseiesimo posto nella graduatoria del concorso, 30 piazze sotto i vincitori. Offeso e sconsolato, Bianchi accusa: “Credevo che questo governo fosse sensibile ai temi della sicurezza stradale e speravo che il concorso fosse una cosa seria; a cose fatto mi devo ricredere, è stata una farsa. Sono spuntate come funghi associazioni che nessuno conosceva in questo ambiente e, guarda un po', hanno vinto”.

BASSA CLASSIFICA . La Fondazione Luigi Guccione è stata sbattuta addirittura al cinquantaseiesimo posto nonostante il suo rappresentante, Giuseppe Guccione, si dia un gran daffare, faccia parte della Consulta nazionale per la sicurezza stradale del Cnel, sia presente in ogni manifestazione sul tema e abbia collezionato una decina tra targhe, medaglie e premi della Presidenza della Repubblica. Guccione va giù duro: “E' una vergogna. Tranne l'Ania, l'associazione delle assicurazioni che a parte altre considerazioni almeno è presente sui temi della sicurezza stradale, tutte le altre organizzazioni premiate, dico tutte, non hanno la minima esperienza in questo campo. Diciamo le cose come stanno: hanno dato un po' di soldi ai loro amichetti”.

AMICI VINCENTI . Almeno due dei quattro della commissione ministeriale, Rita Di Quinzio e Piermarco Scarpa, sono targati An, del gruppo di Alleanza nazionale della Regione Lazio ai tempi in cui era governatore Francesco Storace. Tra i vincitori del concorso c'è Asiciao Laura Marsilio, ex An. I giornali scoprirono che la sede di Asiciao era allo stesso indirizzo del comitato elettorale di Francesco Filini, assessore Pdl del IV Municipio, lo stesso che aveva firmato la memoria usata dalla giunta per approvare la delibera di spesa. Altro vincitore l'Agenzia per lo sviluppo e l'innovazione di Napoli (undicesima posizione, 293 mila euro) di Fabio Bolletti Censi, imprenditore attivo nei settori dell'edilizia e della formazione, considerato insieme al fratello Sergio uno dei supporter più convinti di Gianfranco Fini in Campania. All'ottavo posto si è classifica la coop Sociale Promozione di Acireale aderente a Confcooperative, le coop bianche (296 mila euro il finanziamento). Nel sito in cui la coop si presenta, nemmeno una riga sulle attività per la sicurezza stradale; in compenso a settembre dell'altr'anno, sei mesi dopo la presentazione dei progetti per il concorso ministeriale, la coop Promozione ha organizzato a palazzo Steri a Palermo un incontro sullo “Sviluppo del capitale umano” con la ministra Meloni ospite d'onore. La Cooperativa Help di Roma si è invece classificata tredicesima ed è stata premiata con 287 mila euro. Nel sito ufficiale alla voce “Attività svolte e clienti degli ultimi 3 anni” non è menzionata alcuna iniziativa sui temi della sicurezza stradale. In compenso l'elenco dei lavori eseguiti è lungo, 13 progetti, alcuni anche con istituzioni di prestigio. Per esempio le trascrizioni da nastro per la Camera dei deputati e ben 4 tra indagini e piani di comunicazione negli anni tra il 1999 e il 2001 con la provincia di Roma. Chi era allora il presidente della Provincia? Silvano Moffa, An.

(settima in classifica, 265 mila euro), organizzazione di cui un anno fa si sono occupati i giornali non per la sicurezza stradale, ma per un'altra polemica sempre a base di soldi, finanziamenti avuti dal comune di Roma per la festa di Carnevale in tre municipi, 45 mila euro elargiti dall'assessore capitolino

Da il Fatto Quotidiano del 28 marzo

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