Allarme ciclisti: il 22% non viene visto dall'occhio umano

Sono oltre 5 milioni i ciclisti "invisibili" per gli automobilisti al volante

5 giugno 2013 - 7:53

Sono oltre 5 milioni i ciclisti “invisibili”, perché gli automobilisti non li vedono. Non è disattenzione, ma la tendenza di chi è alla guida di un'auto di concentrarsi solo sulle altre auto.

SI BADA ALLE AUTO – Dal momento in cui ci si siede al posto di guida di un'automobile si assume una prospettiva sbilanciata, molto focalizzata sulle altre automobili, che diventano l'unità di misura dello spazio circostante a discapito degli altri attori della scena. E i ciclisti diventano improvvisamente invisibili e a rischio di incidente. Uno studio Direct Line (Assicurazione online) dimostra, grazie alla tecnologia Eye Tracking, che in auto si modifica la percezione dello spazio circostante, degli oggetti e persone che circolano sulla strada. L'Eye Tracking è un mezzo in grado di rilevare l'orientamento del cristallino e desumere così il centro dell'attenzione del soggetto analizzato. L'esperimento prevedeva che i partecipanti indossassero occhiali speciali, in grado di individuare e segnalare l'esatto punto su cui si focalizza lo sguardo attraverso il tracciamento dei micromovimenti impressi sulla cornea. Questa pratica è in grado di registrare tali movimenti su una pellicola, permettendo a ricercatori specializzati di stabilire con precisione dove i guidatori focalizzino il proprio sguardo mentre sono al volante.

UNO SU CINQUE – Nel corso dell'osservazione con l'Eye Tracking, gli automobilisti non sono riusciti a notare ben il 22% dei ciclisti, pur essendo questi chiaramente visibili dal loro veicolo. Traducendo il dato rispetto al numero di ciclisti italiani, stimati in circa 25 milioni, si scopre che sono addirittura 5 milioni e mezzo i ciclisti “invisibili” sulle nostre strade. Ma anche per quanto riguarda i motocicli i dati sono allarmanti, con il 15% di veicoli risultato completamente inconsistente agli occhi degli automobilisti. Il dato relativo ai pedoni non notati dai guidatori si attesta invece al 4%. E un 24% dei ciclisti è risultato completamente “invisibile” ai conducenti che utilizzano un dispositivo satellitare, mentre a coloro che non lo usano ne sono sfuggiti il 19%. Ma anche l'età e genere contano. Le donne che hanno preso parte allo studio hanno avvistato un minor numero di ciclisti rispetto ai loro colleghi maschi, con il 26% dei ciclisti invisibili per le donne e il 17% non visto dagli uomini. Lo stesso vale per i conducenti più giovani, con il 31% di ciclisti persi d'occhio dagli automobilisti di età compresa tra 20 – 29, rispetto al 21% per quelli di età 50-59.

1 commento

Busato
8:55, 5 giugno 2013

In conseguenza di questo studio sorgono due domande:
1° come si può aumentare nei conducenti l'attenzione a pedoni/ciclisti/motociclisti?
2° come i pedoni/ciclisti/motociclisti possono rendersi più visibili?

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