Sicurezza Stradale: Alcol e Guida, l'analisi dei dati dell'OPSSS del Ministero dell'Interno

Nei giorni scorsi ho avuto modo di analizzare l'ultimissimo studio "Alcol e Guida: riflessioni statistico-epidemiologiche su alcuni dati dell'Osservatorio Permanente delle Stragi del Sabato Sera"

23 gennaio 2010 - 0:00

Nei giorni scorsi ho avuto modo di analizzare l'ultimissimo studio “Alcol e Guida: riflessioni statistico-epidemiologiche su alcuni dati dell'Osservatorio Permanente delle Stragi del Sabato Sera”, inerente in controlli effettuati su strada con l'etilometro durante i week end del primo semestre del 2009.

Lo studio analizzato è in fase di stampa, pertanto ancora non è stato pubblicato, ringrazio il Prof. Franco Taggi direttore dell'Osservatorio Nazionale “Ambiente e Traumi” dell'Istituto Superiore di Sanità (ONAT), che ha avuto la gentilezza di farmelo leggere in anteprima.

Gli autori dello studio sono: Franco Taggi, Giancarlo Dosi, Marco Giustini, Pietro Marturano, Teodora Macchia, esperti di vari settori.

I dati analizzati sono quelli inviati costantemente dal “Osservatorio Permanente delle Stragi del Sabato Sera”, organo istituito presso il Ministero dell'Interno. Tale Osservatorio riporta, tra i diversi dati, quelli relativi ai controlli del fine settimana a mezzo etilometro e delle alcolemie rilevate su tutto il territorio nazionale dalla Polizia Stradale e dall'Arma dei Carabinieri (quindi sono esclusi quelli della Polizia Municipale e le altre forze).

Tutto ciò permette di avere a disposizione informazioni tempestive sul fenomeno “Alcol e Guida” in modo da poter indirizzare al meglio le eventuali azioni di contrasto senza dover aspettare più di un anno come invece avviene per i dati ISTAT sugli incidenti…

Tuttavia, come fa giustamente notare lo studio, i dati ottenuti dai controlli sono parzialmente falsati dal fatto che i test sono <<basati su fondato sospetto o svolti in ore e luoghi ove è più elevata la probabilità di incontrare conducenti in stato d'ebbrezza>>. Per essere più utili dal punto di vista scientifico andrebbero effettuati almeno un 10% di controlli casuali “a tappeto” e in orari inconsueti. Solo così si potranno avere dei dati che diano una panoramica abbastanza fedele della situazione.

Tuttavia visto che lo studio si basa su circa 157.000 accertamenti, i dati pubblicati sono degni di nota come gli stessi ricercatori fanno notare (sono presi in esame i controlli effettuati nei fine settimana venerdì notte compreso).

La prima tabella è la seguente.

Come si vede il 90,7% dei conducenti fermati risulta entro i limiti di legge (0,5 g/L). Quindi tutto sommato i dati non sono allarmanti, sinceramente avrei scommesso su dati peggiori visto che stiamo parlando di conducenti fermati solo durante i fine settimana.

Tutto risolto allora? Assolutamente no…

Leggendo meglio la tabella e facendo un ragionamento del tipo “uno su” vediamo però che circa un conducente su dieci non è sobrio, e per giunta le alcolemie più forti risultano essere la fetta maggiore! Della serie, se beviamo allora lo facciamo bene…

Questa tabella mi fa subito pensare che chi vuole il fantomatico “tasso zero” non abbia capito proprio un bel niente di sicurezza stradale. Sapete bene che da sempre SicurAUTO.it è contrario al tasso zero proprio perché gli incidenti più gravi sono causati da persone che hanno superato di molto il tasso consentito dalla legge (che oggi prevede già pene severissime e confisca del mezzo!). Quindi portalo a zero servirebbe solo a non permettere più, a quel 90,7% di conducenti coscienziosi, di bere una birra media tra amici (cosa che faccio abitualmente pure io).

Prima di continuare voglio rispondere ai tanti che ritengono che il limite di 0,5 g/L sia troppo basso e che non permetta nemmeno di bere una birra media tra amici. Per prima cosa ciò è tendenzialmente falso perché con una birra media di norma non si supera il limite, questo non lo dico io ma le complicate tabelle pubblicate più di un anno fa dal Ministero (che trovate un po' ovunque ma che sicuramente non avrete mai letto…). Ovviamente tutto dipende da molti fattori ma la cosa più importante è, secondo me, il tempo.

Faccio un esempio personale, avendo a disposizione un etilometro come questo, in passato ho fatto alcune prove. In pratica anche bevendo due cocktail (Caipiroska) nella stessa sera, avendo avuto l'accortezza di bere l'ultimo sorso molto prima di andare via dal locale (1,5 ore) e “ballandoci su un pochino”, all'uscita avevo inizialmente 0,3 g/L e dopo 10 minuti 0,27 g/L. Quindi come si vede è solo una questione di cervello. Basta sapersi gestire per mettersi in auto in condizioni “legali” (ovviamente l'ideale sarebbe zero alcol alla guida, ma anche l'eliminazione della fame nel mondo sarebbe l'ideale…).

Un'altra doverosa premessa è che: non è vero che superato lo 0,5 g/L la lucidità sia la stessa, come spesso sento dire a molte persone, e questa convinzione non nasce da una semplice presa di posizione ma da rinomati studi internazionali che dimostrano <<l'aumento del rischio relativo di provocare un incidente grave o mortale in funzione dell'alcolemia del conducente>>. Senza perdere troppo tempo vi invito a guadare questa tabella, come vedete il rischio aumenta in maniera esponenziale all'aumentare del tasso alcolemico.

Ma torniamo ai dati: analizziamo questa volta i soli conducenti risultati positivi al test. La cosa molto eclatante, come accennato prima, è che la percentuale più elevata di tassi alcolemici registrati è quella nella fascia 1.0-1.5. Preoccupante è anche la fascia >1.5 che vede ben 3.500 conducenti (nonché potenziali killer) fermati dalle forze dell'ordine (immaginate quanti ce ne siano in giro che se la passano liscia…). Secondo questi dati il tasso alcolemico medio dei conducenti risultati positivi è circa 1,2 g/L!!

La cosa interessante è notare la predisposizione di entrambi i sessi nel farsi trovare con un tasso alcolemico superiore al minimo consentito. Ad un primo sguardo sembra che siano gli uomini ad essere quelli più coinvolti nel fenomeno “Alcol e Guida” (vedi immagine seguente).

Tuttavia questi dati sono falsati dal fatto che di norma sono gli uomini a guidare, specialmente nei fine settimana quando le ragazze preferiscono farsi accompagnare a casa dai propri amici/fidanzati. Da ciò risulterà che il 76,4% dei fermati erano conducenti maschi e solo il 23,6% donne. Anche se <<tra i soli maschi la quota dei conducenti con alcolemia positiva è nettamente superiore a quella presente tra le sole femmine (11.1% vs. 3.7%, quasi tre volte tanto)>>. Ciò nonostante se guardiamo nuovamente l'interessante tabella prodotta ci accorgiamo che quando vengono trovate in stato d'ebbrezza le donne hanno le medesime percentuali per quanto riguarda le distribuzioni delle alcolemie. Quindi non è vero che le donne se bevono si limitano sempre, anzi.

Bene, adesso che abbiamo visto quanta bella gente “bevuta” guida per le nostre strade la domanda sorge spontanea: quanto incide tutto ciò sul rischio generale che tutti noi corriamo sulle strade ogni giorno? Anche qui gli studiosi hanno fatto il loro calcolo.

Basandosi sul grafico che vi ho pubblicato in alto hanno calcolato che tutti questi conducenti “alterati” possono provocare un aumento del rischio di incidente grave o mortale sino a 2,5 volte rispetto <<a quello che sarebbe se tutti i conducenti guidassero con alcolemia al di sotto del limite legale (rischio-base)>>. Per via dei dati sopra evidenziati i conducenti maschi sono responsabili addirittura del 91,2% di questo incremento, mentre i conducenti di entrambi i sessi che hanno superato il 1,5 g/L sono responsabili di oltre il 50% di tale incremento (questo perché con un tasso alcolemico così elevato il rischio d'incidente è pari a 40 volte quello di un conducente sobrio!!).

L'analisi di qualsiasi dato di norma serve per studiare l'andamento di un determinato fenomeno. In questo caso i dati dell'OPSSS ci indicano almeno che <<si è in presenza di un trend in diminuzione della quota di positivi tra i controllati (verosimile conseguenza di un effetto deterrente indotto dall'incremento del numero di controlli effettuati su strada dalla FF.OO.)>>.

Una magra consolazione…

Cosa si può stabilire in base a questi dati?

Per rispondere a questa domanda riporto per intero un passaggio dello studio in questione.

I risultati che abbiamo ottenuto dall'analisi dei dati dell'OPSSS sono assai illuminanti: essi mostrano che la situazione attuale è tutt'altro che accettabile dal punto di vista della sicurezza stradale. Per rendercene meglio conto, proviamo a 'tradurre' le cifre prima ottenute in termini meno tecnici. Ritornando al nostro immaginario viaggio sulle strade del sabato sera (e tenendo sempre a mente che stiamo sviluppando un discorso corretto, ma sostanzialmente indicativo per via della non-casualità dei controlli), quanto sin qui discusso ci informa che se su 100 veicoli incontrati sul nostro cammino:

– circa 10 saranno guidati da conducenti con alcolemia superiore al limite legale;
– su circa 6 dei detti 10 veicoli, il conducente sarà in stato di alterazione pronunciato (BAC>1.0 g/L);
– fatto ancor più grave, circa 2 dei 10 veicoli saranno guidati da un conducente completamente ubriaco (BAC>1.5 g/L).
tra i conducenti maschi che incontreremo sulla nostra strada uno su 15 avrà alcolemia superiore a 1.0 g/L e, fatto ancor più rilevante, uno su 38 superiore a 1.5 g/L. Nel caso di conducenti femmine, invece, solo una su 47 avrà alcolemia superiore a 1.0 g/L e solo una su 140 superiore a 1.5 g/L.

Se si pensa che l'alcol è solo uno dei tanti fattori di rischio in quanto, specie nei giorni e nelle ore che stiamo considerando, ce ne sono molti altri, quali l'uso di droghe (spessissimo associato all'uso di alcol), la stanchezza, la sonnolenza, l'uso del telefono cellulare, il quadro ora tracciato è probabilmente nella realtà ancor più grave (si ricordi al proposito che i rischi copresenti in generale non si sommano, ma si moltiplicano, o anche più).

Come concludere?

Il fenomeno “alcol e guida” è un problema ancora grave. Tuttavia non è vero che tutti i giovani durante i fine settimana si ubriacano (come spesso i giornali ci raccontano e i politici vogliono farci credere) e grazie ai maggiori controlli stanno sensibilmente diminuendo i conducenti trovati con tasso superiore al consentito.

Speriamo adesso che anche l'ISTAT faccia la sua parte e renda più utili i dati sull'incidentalità, mettendo davvero in evidenza quanti di questi conducenti “alterati” provochino incidenti (non fermandosi alle cause presunte… come avviene adesso).

Perché uno studio del genere può solo farci capire quale rischio teorico possano costituire tutti questi conducenti “bevuti”, ma solo delle statistiche sull'incidentalità efficienti possono darci un quadro ancora più chiaro del problema.

2 commenti

Enrico
11:50, 1 settembre 2010

non si riesce veramente a capire come in questo Bel Paese si cerchi sempre una scappatoia a tutte leregole e leggi che vengono emanate. In tanti altri paesi del mondo la regola è zero per mille PER TUTTI, senza distinzione e nessuno si lamente. Questo non vuol dire che non ci sia chi guida ubriaco, i pirla ci sono sempre, ma solo che chi viene beccato, sarà sanzionato pesantemente come è giusto che sia. Ricordo solo una cosa: andare fuori a cena con gli amici e bere del vino o birra che sia, pranzare e bere vino e rimettersi alla guida del proprio automezzo, sono azioni effettuata in piena consapevolezza di ciò che si sta facendo, per cui in caso di incidente bisogna assolutamente ipotizzare la volontarietà o la preterintenzionalità se più gravi della colposità e non ci si deve appellare alla ridotta capacità di intendere e volere anche nel caso di uso di stupefacenti. Chiunque beve o usa droghe, SA BENISSIMO, prima di farlo cosa sta facendo, quindi niente perdono e chi minimizza questi fatti, chi cerca una scappatoia è altrettanto colpevole come chi causa l'incidente. Non ci sono gisutificazioni, per nessuno e questo è ora che gli italiani lo imparino, è uguale come, ma lo devono imparare.

lo
12:39, 16 settembre 2010

approvo

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