Alcol ancora protagonista: ubriaco straniero investe un poliziotto

A Napoli, uno straniero ubriaco ha investito un agente: il problema alcol in Italia resta molto complesso

30 gennaio 2012 - 9:00

Tutto è successo nella galleria Capodimonte al chilometro 16,6 della Tangenziale di Napoli, alcuni giorni fa all'alba: un'auto si ribalta tra la seconda e la terza corsia di marcia. Sul posto intervengono due pattuglie della Polizia stradale di Fuorigrotta. Viene segnalato in modo adeguato l'incidente e, in attesa dell'intervento dell'ambulanza, un poliziotto che assiste un occupante della macchina è travolto da una seconda vettura che arrivava alle spalle: l'agente, vivo per miracolo, riporta contusioni. A questo punto, immediato, viene eseguito l'alcoltest al conducente della vettura investitrice, un 30enne di origine dominicana residente a Napoli: il tasso è di 0,61 grammi di alcol per litro di sangue, superiore al limite di 0,5 g/l fissato dall'articolo 186 del Codice della strada. Oltre al guidatore in stato d'ebbrezza, a bordo della macchina investitrice due passeggeri dominicani palesemente ubriachi: i tre erano di ritorno da una serata in discoteca.

MANCANO DATI CERTI – Questo è solo l'episodio più recente di “incidente da alcol”, anche se in Italia non esistono statistiche precise a riguardo. L'Istat, nel 2010, è stato molto chiaro: “A causa dell'esiguo numero di circostanze presunte dell'incidente legate allo stato psicofisico alterato del conducente e ai difetti o avarie del veicolo, per l'anno 2009 non sono stati pubblicati i dati sugli incidenti stradali dettagliati per tali circostanze. Per motivi legati spesso all'indisponibilità dell'informazione al momento del rilievo, inoltre, per gli organi di rilevazione è di estrema difficoltà la compilazione dei quesiti sulle circostanze presunte dell'incidente, quando queste siano legate allo stato psicofisico del conducente. Il numero degli incidenti nei quali è presente una delle circostanze appartenenti a uno dei due gruppi sopra citati risulta, quindi, sottostimato. In particolare, nel caso di incidenti stradali con circostanze presunte legate allo stato psicofisico alterato del conducente si rileva una netta discrepanza con i risultati diffusi da altri organismi internazionali che hanno condotto studi ad hoc su queste tematiche”. Infatti, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, è imputabile all'alcol (che l'Oms classifica come droga) un terzo dei sinistri gravi: attenzione, gli incidenti presi in considerazione dall'Oms non sono tutti, ma solo quelli gravi, con lesioni fisiche di un certo livello. Altrimenti, considerando il totale dei sinistri, la percentuale di quello dovuti all'alcol calerebbe in modo pesante. Da parte sua, l'Istituto superiore di sanità stima che in Italia siano almeno 30.000 le morti causate dall'alcol (non alla guida ma in generale) ogni anno, la prima causa di decesso tra i giovani fino ai 24 anni di età, in relazione principalmente agli incidenti stradali. Ma c'è di più: nel nostro Paese, viaggiamo attorno ai 600 casi di pirateria stradale (con un centinanio di morti e circa 700 feriti): guidatori che scappano dopo aver causato un sinistro.

LE STATISTICHE DEGLI ETILOMETRI – Se l'Istat può dire poco o nulla sugli incidenti dovutii all'alcol, e se l'Organizzazione mondiale della sanità snocciola dati impressionanti, c'è anche da registrare una statistica particolare che riguarda i rilevamenti effettuatii in strada dalle Forze dell'ordine: nel 2009, solo 10 su 100 automobilisti dei fermati e sottoposti ad alcoltest è risultato positivo; percentuale scesa all'8% circa nel 2010. Pochi, specie se si considera che quasi sempre il rilievo viene effettuato di sera nei weekend, ossia nei momenti più a rischio (lo abbiamo appurato anche noi insieme alla Polizia Stradale di Cuneo). Inoltre, un numero elevato dei guidatori positivi aveva un tasso di un grammo di alcol per litro di sangue, il doppio del limite: quasi a dimostrare che, se un automobilista alza il gomito, lo fa perché è un forte bevitore. Proprio per questo la “tolleranza zero” (i neopatentati non possono bere neppure un goccio d'alcol) non pare così necessario per migliorare la sicurezza stradale. In conclusione, con un quadro statistico più ricco si riuscirebbe meglio a capire come agire; comunque, il problema alcol va combattutto con un'opera di sensibilizzazione, che deve iniziare sin dalle scuole. Non serve sparare sentenze del tipo “tutti i giovani sono ubriachi” o “tolto l'alcol, non ci sarebbero incidenti”: generalizzazioni che non portano da nessuna parte. Vedi l'alta pericolosità degli over65 segnalata più volte dagli esperti ma, sino ad oggi, totalmente ignorata.

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