Alberi killer, strade trevigiane illegali

Alberi killer, strade trevigiane illegali La Cassazione mette fuori legge le extraurbane: parte la prima richiesta danni

La Cassazione mette fuori legge le extraurbane: parte la prima richiesta danni

28 Gennaio 2011 - 10:01

Gli alberi lungo le strade extraurbane devono trovarsi a una distanza di almeno 6 metri dall'asfalto. Se sono più vicini e succede un incidente, allora, è possibile chiedere i danni all'Anas.

Lo ha stabilito la Cassazione.

Le statali trevigiane non sono a norma – «Questo significa che le statali trevigiane sono fuori legge», avverte l'avvocato Alessandra Gracis. Che prepara un'azione civile. La sentenza della IV Sezione penale della Cassazione, la numero 17601 pronunciata qualche mese fa e pubblicata lo scorso novembre nelle riviste giuridiche, ha di fatto messo fuori legge le strade extraurbane trevigiane. La Corte ha infatti confermato la condanna di un capocantoniere dell'Anas di Perugia per omicidio colposo, per la morte di una automobilista schiantatasi contro un albero della ss 75 centrale umbra che si trovava a meno di 6 metri dalla carreggiata.

La regola della distanza minima non è nuova: risale alla riforma del Codice della Strada del'93, articolo 26. Finora, però, era stata interpretata con riferimento alle nuove piantumazioni. La Cassazione ha invece stabilito che la norma va estesa anche agli alberi già piantati imponendo in tal modo ai responsabili dell'Anas l'obbligo di mettere in sicurezza le strade alberate. Cosa significhi questo pronunciamento nella Marca che è ai vertici per numero di morti in incidenti stradali, è presto detto: una montagna di azioni giudiziarie in arrivo contro i referenti Anas sia sul piano penale che su quello civile. Primo a partire è stato l'avvocato Alessandra Gracis che dopo aver letto la sentenza della Cassazione, ha ripreso in mano un vecchio fascicolo preparando l'azione civile di risarcimento danni.

Il giudice dovra' valutare eventuali responsabilità dell'Anas – La vicenda è quella di un motociclista che, per evitare un pedone lungo la Pontebbana a Spresiano, si schiantò contro un albero, morendo. In quel tratto gli alberi – ha accertato il legale – sorgono a ridosso della sede stradale, al di sotto dei fatidici 6 metri indicati dal Codice della Strada. «Chiederemo al giudice di valutare eventuali responsabilità del referente Anas per un risarcimento danni in sede civile», spiega l'avvocato Alessandra Gracis. Che sottolinea: «Alla luce della sentenza della Cassazione tutte le nostre strade extraurbane sono illegali. E non solo per gli alberi, ma anche per la presenza di pali e altre costruzioni a ridosso della carreggiata. Questo significa che i dipendenti Anas che hanno in cura la strada con compiti di messa in sicurezza, possono essere chiamati in causa in caso di incidenti. Tutte le persone che hanno avuto un sinistro stradale o che hanno perso familiari morti in uno schianto contro un albero, possono andare a verificare se il loro caso rientra tra quelli che, con il nuovo pronunciamento della Cassazione, danno diritto al risarcimento. Il limite temporale, peraltro, è piuttosto esteso: almeno 10 anni fa per l'omicidio colposo e fino a 6 anni fa per le lesioni colpose». Prosegue l'avvocato Gracis: «Treviso è una delle province più mortifere d'Italia: per il futuro servono direttive da parte di Anas, Province e Comuni per mettere in sicurezza le strade “fuori legge”. A volte basta un semplice guard-rail per risolvere il problema». Diversamente i dipendenti Anas e le compagni di assicurazione rischiano il bilancio.

Fonte – tribunatreviso.gelocal.it

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