Aggiornamento libretto: il TAR lo sospende ma la Motorizzazione ignora la sentenza

Il TAR ha stabilito che per i noleggi l'aggiornamento del libretto non scatta. Ma la Motorizzazione non segue la sentenza

15 dicembre 2014 - 10:00

Sorpresa: la Motorizzazione non segue la sentenza del TAR del Lazio in materia di aggiornamento del libretto. A seguito del ricorso promosso da varie aziende del settore e dall'Automobile club Italia, il TAR del Lazio (con due ordinanze dello scorso 28 novembre) ha sospeso l'efficacia della circolare del ministero dei Trasporti del 10 luglio 2014 per la parte concernente le attività di locazione veicoli senza conducente. L'udienza di merito è stata fissata per il 28 maggio 2015. Ma ora le cose si complicano, visto che la Motorizzazione disattende la sospensiva del TAR.

SI ASPETTANO DIRETTIVE – Forse, è il caso che arrivino comunicati di chiarimento da parte del ministero dei Trasporti e del ministero dell'Interno. Ora il dubbio è: restano le regole del comodato aziendale, senza obbligo di aggiornamento del libretto? La stessa Aniasa (Associazione industria dell'autonoleggio) si era detta disponibile a contribuire agli obiettivi del legislatore collaborando con le pubbliche amministrazioni interessate al fine di individuare le migliori soluzioni, considerando la fondamentale necessità di non appesantire i costi diretti e indiretti del noleggio veicoli: “L'associazione intende farsi promotore di un tavolo per trovare con le pubbliche amministrazioni le soluzioni più efficaci e economiche, valutando anche l'utilizzazione di preesistenti banche dati ed esperienze di altri Paesi dell'Unione europea”. Evidentemente, questo tavolo è più urgente che mai, visto che la situazione in materia di aggiornamento del libretto diventa sempre più caotica.

UNA LEGGE NATA MALISSIMO – Ricordiamo che si tratta di una norma del 2010, entrata in vigore solo a novembre 2014 perché la burocrazia si adeguasse. Ma sono state necessarie due circolari del ministero dei Trasporti più una del ministero dell'Interno per spazzare via alcuni dubbi. Questo non basta: serve altra chiarezza. Al momento (sempreché non si venga smentiti da qualche ente che segue una procedura diversa), questa norma riguarda i soggetti, persone fisiche o giuridiche, diversi dall'intestatario del veicolo che ne hanno la disponibilità per periodi superiori a 30 giorni. Quindi, le aziende e i propri dipendenti, chi l'ha in virtù di un affidamento in custodia giudiziale, e chi lo concede in comodato gratuito. Per gli atti successivi al 3 novembre, bisogna fare un'intestazione temporanea.

QUALCHE INFORMAZIONE ULTERIORE – Molti siti dicono che è un passaggio di proprietà. No: comporta un aggiornamento della carta di circolazione, cioè l'invio, da parte della Motorizzazione, di un tagliando da applicare al libretto con le generalità della persona che utilizza stabilmente il veicolo. Questa norma (l'aggiornamento del libretto) non riguarda i veicoli di familiari conviventi. In caso di comodato, possono concedere l'utilizzo del veicolo esclusivamente il proprietario, l'usufruttuario e l'acquirente (se c'è acquisto con patto di riservato dominio) previo assenso del venditore. Ossia: il comodatario non può a sua volta concedere ad altri l'uso del veicolo (subcomodato). Il comodatario può essere sia una persona fisica sia una persona giuridica. La comunicazione deve essere inviata da chiunque, persona fisica o giuridica, abbia la temporanea disponibilità, per un periodo superiore a 30 giorni, di un veicolo intestato a un terzo nei seguenti casi: a titolo di comodato; in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale; in forza di un contratto di locazione senza conducente (in questo caso la comunicazione è effettuata dal locatore). Un peccato: se la burocrazia non fosse così elefantiaca, così italiana, la regola dell'annotazione nel libretto potrebbe essere molto più efficace, come abbiamo spiegato qui.

UNA STORIA ITALIANA… – Come fa notare Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore, l'obbligo di annotazione sul libretti nasce da un regolamento, che come tale non rientra nelle competenze dei giudici amministrativi. Così, a rigore, l'adempimento resta dovuto e, almeno in teoria, i clienti rischiano una multa di 705 euro. Per ora tutto è rimesso all'attenzione e alla discrezionalità non solo degli agenti di polizia, nonché di prefetti e giudici di pace che saranno chiamati a decidere sui ricorsi contro le eventuali sanzioni. Insomma, una storia tipicamente italiana.

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