Aggiornamento libretto: i controlli di polizia? Difficili per i privati

Carta di circolazione da aggiornare: come farà la polizia a scovare i privati inadempienti? Mistero

31 ottobre 2014 - 9:00

Cominciamo da una certezza: dal 3 novembre dovranno essere apportate modifiche sulle carte di circolazione in determinati casi. La norma interessata è l'articolo 94, comma 4 bis del Codice della strada (introdotto con la legge 120/2010). A distanza di quattro anni, entra in vigore: la disposizione prevede obblighi di comunicazione, finalizzati all'aggiornamento dell'Archivio nazionale dei veicoli e dei documenti di circolazione, in caso di atti diversi da trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing, dai quali derivano variazioni concernenti gli intestatari delle carte di circolazione, ovvero comportino la disponibilità dei veicoli, per periodi superiori ai 30 giorni, in favore di soggetti diversi dagli intestatari.

DUE CIRCOLARI – La regola è così complessa e delicata che nemmeno le forze dell'ordine ci stanno capendo granché. E allora sono state necessarie – per ora – due circolari del ministero dei Trasporti; ma la storia non finisce qui, ed è probabilissima almeno un'altra puntata di questa intricata telenovela nata da una regola scritta male. Dal 3 novembre 2014, potranno essere irrogate sanzioni, in caso di violazione, di 705 euro. Tutta la questione non riguarda chi presta l'auto ai familiari conviventi. Se l'auto rientra tra gli autoveicoli aziendali si dovrà provvedere all'aggiornamento della carta di circolazione. Si realizzerebbe, in questo caso, la condizione della disponibilità temporanea di un veicolo da parte di un soggetto diverso dall'intestatario. Secondo quanto previsto dalla circolare, per un periodo superiore a 30 giorni, sono previsti obblighi di comunicazione finalizzati all'aggiornamento dell'Archivio nazionale dei veicoli e della carta di circolazione. Sulla carta di circolazione andrà annotato unicamente il nominativo della persona che utilizza il veicolo e non anche i dati relativi alla propria patente di guida.

CHI DEVE COMUNICARE COSA – L'obbligo di comunicazione sussiste solo a condizione che l'utilizzatore abbia il veicolo in disponibilità per un uso esclusivo e personale superiore a 30 giorni continuativi. Non sono obbligati a effettuare l'annotazione tutti coloro (cittadini e imprese) che già da prima del prossimo 3 novembre utilizzano, a vario titolo, veicoli intestati ad altri soggetti. Per tutti gli utilizzi temporanei che cominceranno a decorrere dal 3 novembre, ci saranno 30 giorni di tempo per effettuare l'annotazione, se prescritta. Il comodato tra familiari conviventi non deve essere obbligatoriamente annotato. Ma ecco un altro punto chiave, un chiarimento mirato alle aziende: per quanto riguarda il comodato di veicoli aziendali, non sono soggette a comunicazione tutte le ipotesi di fringe benefit, di uso promiscuo e di uso esclusivo per svolgimento di attività aziendali dei veicoli in utilizzo ai dipendenti, ai soci, agli amministratori e ai collaboratori dell'azienda. E per i veicoli in locazione senza conducente? Dovranno essere comunicate esclusivamente le locazioni stipulate a decorre dal 3 novembre e a condizione che abbiano una durata superiore a 30 giorni. In caso di comodato, possono concedere l'utilizzo del veicolo esclusivamente il proprietario, il locatario (per il leasing), l'usufruttuario e l'acquirente (se c'è acquisto con patto di riservato dominio) previo assenso del venditore. Ossia: il comodatario non può a sua volta concedere ad altri l'uso del veicolo (subcomodato). Il comodatario può essere sia una persona fisica sia una persona giuridica. Specifica inoltre Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore che spesso i mezzi di una flotta aziendale sono dati in uso a un singolo dipendente, che in questi casi – per prassi diffusa – ha a bordo, oltre ai documenti richiesti dal Codice della strada (certificato e contrassegno assicurativi e carta di circolazione) un atto di assegnazione. Cioè una dichiarazione con cui il datore di lavoro attesta che il guidatore è lui. Va però precisato che nell'ambito aziendale l'obbligo riguarda solo l'annotazione nella banca dati della Motorizzazione (Archivio nazionale dei veicoli) e non anche quella sulla carta di circolazione. Così, l'unico documento che dimostra l'avvenuta annotazione è l'attestazione che viene rilasciata dall'ufficio della Motorizzazione, ma non c'è alcun obbligo di tenerla a bordo.

CONTROLLI AI PRIVATI: COME SI FA? – Iniziamo dai dubbi sulle vetture dei privati. Come fanno le forze dell'ordine o l'amministrazione pubblica a capire se l'auto è nella temporanea disponibilità della persona al volante? Come fanno a capire se il guidatore ha la disponibilità dell'auto da 29 oppure 31 giorni? Si basano sul contratto di comodato? Attenzione: per legge, non c'è nessun obbligo di fare il contratto di comodato. Invece, per altre questioni, eravamo e rimaniamo in attesa di ricevere risposte ufficiali alle domande che SicurAUTO.it ha posto via email al ministero dell'Interno (spesso la burocrazia è così lenta nel rispondere a semplici quesiti da lasciare interdetti): abbiamo insistito per telefono e per posta elettronica, ben sapendo che la norma interessa diversi soggetti, e che è doveroso per il nostro sito offrire il maggior numero di informazioni possibile. Sono regole che non si possono certamente inventare di sana pianta, e anche i commenti relativi a quelle stesse norme sono del tutto inutili se il quadro non è completo. Purtroppo, siamo impossibilitati a darvi tutte le risposte che volevamo fornirvi, perché al ministero tutto tace. Inequivocabile segno che gli stessi burocrati brancolano nel buio, disorientati da regole del 2010 (è di quell'anno la riforma del Codice della strada), in vigore solo dal 3 novembre 2014 perché andavano aggiornati gli archivi informatici, chiarite (si fa per dire) da una prima circolare ministeriale, a sua volta chiarita da una seconda circolare, aspettando che una terza circolare (magari del ministero dell'Interno stesso) faccia luce su altre questioni, in primis le vie per effettuare i controlli sul campo. Intanto, abbiamo fatto qualche domanda al comando della polizia locale di Ciampino. Come verranno fatti i controlli alle aziende? “Se viene fermato un conducente alla guida di un veicolo intestato a una azienda, lo stesso deve risultare tra i conducenti autorizzati alla guida. Per esempio, se Ernesto Bianchi guida un veicolo intestato alla ditta ‘Salumi e formaggi', lo stesso Bianchi deve essere autorizzato dalla ditta ‘Salumi e formaggi'”. Chi viene multato: guidatore o proprietario? “La sanzione viene contestata al trasgressore (che è il conducente) e anche all'obbligato in solido (il proprietario, ovvero la società). Inoltre, viene ritirata la carta di circolazione”. Alla fine, la ratio della norma viene rispettata? Cioè: si riesce a evitare che qualcuno usi un'auto di un altro per evitare di incappare in multe, per compiere reati, per pagare meno Rca? “La ratio della norma è quella di collegare chi utilizza il veicolo con la società, più per un aspetto tributario/fiscale che amministrativo”.

1 commento

mario
12:39, 31 ottobre 2014

in risposta all'articolo e precisamente l'ultima parte – “Per esempio, se Ernesto Bianchi guida un veicolo intestato alla ditta 'Salumi e formaggi', lo stesso Bianchi deve essere autorizzato dalla ditta 'Salumi e formaggi'” – visto che la norma non è retroattiva e tra privato e società può esserci un comodato, un prestito, non obbligatoriamente scritto che vige da prima del 3 novembre come si dimostra che l'auto viene usata prima dell'entrata in vigore della norma? 'lassicurazione pagata come contraente e l'annotazione di conducente abituale sulla stessa può essere un modo per dimostrare la detenzione dell'auto anteriormente al 3 novembre?

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