Addio licenza, Uber deve lasciare Londra per motivi di sicurezza

Transport for London ritira la licenza a Uber: sicurezza inadeguata e guidatori non ben controllati. Il sindaco è d'accordo

Addio licenza, Uber deve lasciare Londra per motivi di sicurezza
I nuovi modelli della mobilità non sempre hanno bisogno di rivoluzioni tecnologiche profonde: a volte bastano le soluzioni esistenti, ad esempio le app dei cellulari. È chiaro che occorrono centri di controllo e infrastrutture informatiche ma si tratta di elementi già collaudati e affidabili. È in questo modo che è nata e si è sviluppata Uber, celeberrima Società che permette di prenotare corse con autisti privati tramite app disponibili per i sistemi operativi Apple iOS e Google Android. Questa modalità molto "facile" ha sempre sollevato la contrarietà dei tassisti (leggi dello sciopero generale dei taxi a Roma contro Uber) e, qualche volta, ha attirato gli strali delle autorità: l'ultimo caso è quello di Londra, che ha revocato la licenza a Uber.

QUESTIONI DI SICUREZZA

Il ritiro della licenza non è arrivato dalla Municipalità di Londra ma da Transport for London (TfL), che è l'ente pubblico responsabile dei trasporti pubblici della Greater London. TfL ha dichiarato di aver preso questa decisione perché la società non era in grado di gestire una licenza come operatore di noleggio privato a Londra. Secondo quanto riportato dalla BBC, TfL è arrivata a questa determinazione per motivi di "sicurezza pubblica e implicazioni nella security". Ovviamente la reazione di Uber non si è fatta attendere: ha dichiarato che avrebbe presentato appello contro la decisione, accusando la città di "non essere aperta, Londra è chiusa alle società innovative". Le preoccupazioni di TfL riguardano soprattutto il sistema seguito da Uber per controllare il background dei conducenti per scoprire eventuali fedine penali "sporche". Nel momento nel quale Uber avesse la sua flotta di veicoli autonomi questo problema non sussisterebbe ma passeranno ancora anni: la tecnologia è ancora acerba, come dimostrato dalle auto robot distrutte in un incidente.

IL SINDACO È D'ACCORDO

L'attuale licenza di Uber scade a fine settembre e la società può presentare ricorso entro 21 giorni dalla data dell'annuncio di TfL; la Società può in ogni caso continuare ad operare mentre i ricorsi seguono i loro iter. Ricordiamo che ricorrono a Uber circa 3,5 milioni di passeggeri mentre i driver sono 40 mila: numeri certamente non trascurabili. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan (leggi dei contributi che Londra dà per rottamare i vecchi diesel) ha detto: "Sostengo pienamente la decisione di TfL, sarebbe sbagliato se TfL continuasse a concedere la licenza a Uber questo costituisse una minaccia per la sicurezza dei londinesi".
Il responsabile dei servizi Uber nelle città per il Regno Unito e l'Irlanda, Fred Jones, ha dichiarato alla BBC che gli autisti di Uber sono soggetti agli stessi controlli di sicurezza di quelli dei taxi e dei minibus del servizio pubblico londinese. Il direttore generale di Uber a Londra, Tom Elvidge, ha contrattaccato: "La proibizione del nostro servizio nella capitale da parte del Transport for London e del Sindaco deriva da poche persone che vogliono limitare la scelta dei consumatori. Se questa decisione venisse confermata toglierà il lavoro a più di 40 mila autisti (leggi quanto si guadagna veramente in un giorno con Uber Pop) e priverà i londinesi di un mezzo di trasporto pratico e conveniente. Per difendere il lavoro di tutti quei conducenti la scelta di milioni di londinesi che usano la nostra app, contesteremo immediatamente questa situazione nei tribunali. Uber opera in più di 600 città in tutto il mondo, delle quali circa 40 nel Regno Unito."

AI LIMITI DELLE LEGGI

Dopo i fatti, le opinioni: i cittadini sono divisi e un corrispondente della tecnologia di BBC, Rory Cellan-Jones, analizza il "comportamento" di Uber riassumendolo così: Uber si è scontrato con i regolatori di tutto il mondo, uscendone spesso come vincitore. La sua tattica è stata spesso l'arrivare in una città, infrangerne alcune regole (leggi della app furba di Uber per evitare i controlli) e poi scusarsi quando si è trovato in difficoltà: alcune Autorità lo hanno appoggiato, altre non hanno dato il permesso di operare nelle loro città.
Nella città di Londra, nonostante le proteste dei tassisti, la società ha avuto vita relativamente facile ma ora, sulla scorta di una cattiva fama riguardo la sua cultura aziendale, i suoi controlli superficiali sugli autisti e lo scarso riguardo nei loro confronti, il TfL si è mosso pesantemente. Uber utilizzerà sicuramente ogni via legale contro questo divieto: tirerà in ballo il fatto che milioni di consumatori, principalmente giovani londinesi, saranno molto penalizzati dall'interruzione del servizio. I tribunali dovranno però bilanciare questi aspetti con le gravi preoccupazioni per la sicurezza pubblica sollevate dal comunque autorevole TfL.

Pubblicato in Attualità il 23 Settembre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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